Swisscanto/Zkb - Fed e BCE, nessuna sorpresa attesa sui tassi: occhi puntati su dicembre
pubblicato:di Roger Rüegg, Head of Multi Asset Solutions, Swisscanto/Zkb.
A nostro avviso, mercoledì la Federal Reserve non annuncerà un ulteriore rialzo dei tassi. Con il tasso ufficiale al 4%, la politica monetaria è in linea con la crescita economica attuale, pari a circa il 4%. Per gli investitori, l’attenzione si sposterà quindi rapidamente sulla riunione di dicembre.
L’attuale quadro dei dati macro è condizionato più dai prezzi dell’energia che dal mercato del lavoro. Secondo le stime di consenso, giovedì l’inflazione core misurata dall’indice PCE si attesterà al 3,1% su base annua; a settembre, invece, le retribuzioni settimanali medie reali sono cresciute appena dello 0,3% su base annua, secondo l’ultimo rapporto sull’occupazione. Questi elementi dovrebbero contribuire all’attuale atteggiamento attendista della Fed.
L’impatto sui mercati dovrebbe essere contenuto, poiché il mantenimento dei tassi invariati è già scontato. L’attenzione dovrebbe quindi spostarsi rapidamente sulle indicazioni di Warsh relativamente alla riunione di dicembre. Un segnale restrittivo potrebbe spingere al rialzo i rendimenti dei Treasury e il dollaro rispetto all’euro, limitando al contempo il rialzo dell’oro. I titoli azionari a duration lunga e le società con elevati livelli di debito, come le small cap e le utility, dovrebbero continuare a sottoperformare. Ci aspettiamo invece che il settore tecnologico, cruciale per il mercato, continui a sostenerlo fino alla fine dell’anno, grazie a solidi risultati societari.
Come la Fed, anche la BCE con ogni probabilità non procederà a nuovi rialzi dei tassi questa settimana. Il prossimo intervento sui tassi è atteso a dicembre. I mercati condividono questa view e, di conseguenza, la riunione difficilmente genererà particolare volatilità.
Le tensioni politiche pesano attualmente sull’Eurozona e riteniamo eccessivamente ottimistiche le circa tre riduzioni dei tassi della BCE attualmente scontate dal mercato. Ci aspettiamo quindi un indebolimento dell’euro e, considerata la crescita relativamente contenuta degli utili societari, manteniamo un sottopeso sulle azioni europee.
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