Unicredit consolida sopra gli 80 euro: Fitch promuove la strategia su Commerzbank

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Unicredit convince Fitch: Commerzbank può diventare il trampolino per un rating ancora più alto

Unicredit consolida sopra gli 80 euro: Fitch promuove la strategia su Commerzbank

Fitch conferma il giudizio sul gruppo di Orcel e vede benefici di lungo periodo dall'acquisizione della banca tedesca

Unicredit ha chiuso la seduta di lunedì a 81,10 euro, in rialzo dello 0,62%, sostenuta dalle indicazioni positive arrivate da Fitch Ratings sull'operazione di acquisizione di Commerzbank.

L'agenzia ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating ad "A-" con outlook stabile, mantenendo invariati anche il Short-Term Issuer Default Rating a F2 e il Long-Term Deposit Rating ad A+.

L'aspetto più interessante della valutazione riguarda però il potenziale futuro.

Secondo Fitch, un'acquisizione completata con successo di Commerzbank potrebbe tradursi in un miglioramento del merito creditizio di Unicredit, consentendo al gruppo di Piazza Gae Aulenti di ottenere un rating fino a due livelli sopra quello del debito sovrano italiano, contro il solo livello di vantaggio attuale.

Uno scenario che presuppone però alcune condizioni fondamentali: una gestione efficace dell'integrazione, il raggiungimento delle sinergie industriali previste, un miglioramento della redditività del gruppo combinato e il mantenimento di solidi livelli patrimoniali.

L'integrazione con Commerzbank resta la sfida principale

Fitch sottolinea come la probabilità che Unicredit ottenga il controllo effettivo della banca tedesca sia aumentata sensibilmente dopo il successo dell'Ops, anche se il completamento dell'operazione dipenderà ancora dalle autorizzazioni regolamentari e dal superamento delle resistenze del management e di parte dell'azionariato di Commerzbank.

L'agenzia riconosce inoltre la complessità dell'operazione, considerando che Commerzbank possiede attivi pari a circa i due terzi di quelli di Unicredit.

Nonostante ciò, Fitch ritiene che i sistemi di gestione del rischio sviluppati dal gruppo guidato da Andrea Orcel siano sufficientemente robusti per affrontare una fusione di queste dimensioni.

Nel breve periodo l'integrazione potrebbe comportare una riduzione della redditività operativa, con un rapporto tra utile operativo e attività ponderate per il rischio stimato tra il 4% e il 4,5%, contro circa il 5% previsto per Unicredit stand alone.

Anche il CET1 ratio potrebbe subire una flessione di circa 300 punti base, passando dal 14,2% registrato a marzo a valori prossimi agli obiettivi strategici del 12,5%-13%.

Fitch ritiene tuttavia che la banca sarà in grado di ricostruire rapidamente il capitale grazie alla forte generazione interna di utili, alla riduzione degli attivi ponderati per il rischio di Commerzbank e a una politica di distribuzione agli azionisti più prudente durante la fase di integrazione.

Analisi tecnica: consolidamento sopra gli ex massimi di febbraio

Dal punto di vista grafico il quadro rimane decisamente costruttivo.

La rottura della forte resistenza rappresentata dai massimi di febbraio in area 80 euro ha confermato la ripresa del trend rialzista di medio periodo.

Unicredit consolida sopra gli 80 euro: Fitch promuove la strategia su Commerzbank

Dopo il breakout, il titolo ha avviato una fisiologica fase di consolidamento, costruendo una congestione compresa tra 80 euro e 83,40 euro.

Questa pausa appare positiva, poiché consente al mercato di riassorbire gli eccessi dell'ultimo rally senza compromettere l'impostazione rialzista.

Inoltre, i prezzi continuano a muoversi all'interno del canale ascendente che prende origine dai minimi di marzo.

Il livello da monitorare è ora rappresentato da 83,40 euro: una chiusura sopra questa soglia fornirebbe un nuovo segnale di forza, con un primo obiettivo in area 87,50 euro, in corrispondenza del lato superiore del canale rialzista.

Al contrario, una discesa sotto 80 euro indebolirebbe il quadro di breve termine e potrebbe favorire una correzione verso la base del canale, che transita attualmente in area 75,65 euro.

Si tratta del principale supporto dinamico di medio periodo.

Solo una violazione anche di quest'ultimo livello aprirebbe spazio verso il successivo sostegno in area 69,50-70 euro, dove transitano anche importanti riferimenti di lungo periodo.