Unipol, azioni reduci da un cattivo venerdì
pubblicato:Titoli esposti a prese di profitto, ma anche fattori tecnici e temporanea rotazione settoriale

Unipol debole nella seduta di venerdì 23 gennaio
La flessione di Unipol nella seduta di venerdì, con il titolo in calo del 3,1% a 18,88 euro, va letta più come un movimento di assestamento che come il segnale di un reale peggioramento del quadro fondamentale.
Dopo una lunga fase di rialzo che aveva portato le quotazioni su massimi pluriennali, il titolo si presentava particolarmente esposto a prese di profitto, soprattutto in un contesto di mercato diventato improvvisamente più nervoso.
Unipol aveva corso molto nelle settimane precedenti, sostenuta dalla solidità dei conti, dalla visibilità sugli utili e da un contesto di tassi ancora favorevole per il settore assicurativo.
Proprio questa sovraperformance, però, ha reso il titolo uno dei candidati naturali per monetizzare in una giornata di maggiore incertezza.
Unipol, azione esposta a prese di profitto
L’ampia escursione intraday, con prezzi spinti fino a 19,545 euro prima di scendere verso 18,70, è tipica di una fase di distribuzione, in cui parte degli investitori istituzionali alleggerisce le posizioni senza che si inneschi una vera pressione di vendita strutturale.
A pesare è stato anche il clima meno favorevole sul comparto finanziario nel suo complesso.
Nella stessa seduta, assicurativi e bancassurance hanno mostrato una certa debolezza, complice una maggiore cautela sui tassi e una fase di consolidamento dopo il forte recupero di inizio anno. In questi frangenti, titoli liquidi e ben performanti come Unipol vengono spesso utilizzati come “fonte di liquidità” per riequilibrare i portafogli.
Lo scenario grafico di Unipol
Dal punto di vista tecnico, inoltre, il titolo si è scontrato con una resistenza rilevante in area 21 euro, lato alto del canale crescente disegnato dal minimo di luglio 2025.
Il mancato consolidamento sopra questi livelli ha favorito l’attivazione di stop di breve e prese di beneficio automatiche, accentuando il movimento correttivo.
La chiusura sotto quota 19 euro ha poi contribuito a peggiorare il sentiment di brevissimo, senza però intaccare il trend di fondo.
Va sottolineato che non sono emerse notizie negative specifiche sulla società: né revisioni delle stime, né elementi critici sul piano industriale o sulla politica dei dividendi. Il movimento appare quindi coerente con una fase di raffreddamento fisiologico dopo una salita intensa, inserita in un mercato più sensibile alle notizie macro e geopolitiche.
In sintesi, la debolezza di venerdì sembra riflettere prese di profitto, fattori tecnici e una temporanea rotazione settoriale, più che un cambio di scenario su Unipol. Finché le quotazioni resteranno sopra le principali aree di supporto, il quadro di medio termine rimane costruttivo, mentre la correzione può essere interpretata come una fase di consolidamento all’interno di un trend che, per ora, non appare compromesso.
Il movimento correttivo di Unipol, dopo la violazione dei 19 euro, assume un significato tecnico più rilevante rispetto a una semplice presa di profitto di brevissimo.
Il ribasso di venerdì ha infatti prodotto due segnali tecnici da monitorare con attenzione: la violazione della linea inferiore del canale rialzista citato sopra.
Il titolo si muoveva da mesi all’interno di un canale ascendente ben definito. La discesa sotto la linea base del canale segnala che la pressione in vendita non è più solo fisiologica, ma sta mettendo in discussione l’equilibrio che aveva sostenuto il trend. In genere, quando un titolo rompe la base di un canale dopo una lunga fase direzionale, aumenta il rischio di una fase di correzione più ampia o laterale.
Rottura della media mobile esponenziale a 100 giorni, praticamente coincidente con la base del canale.
La perdita della EMA a 100 giorni, che aveva accompagnato e sostenuto l’intero movimento rialzista, rappresenta un ulteriore elemento di debolezza. Questa media è spesso utilizzata come spartiacque tra semplice consolidamento e deterioramento del trend di medio periodo. La chiusura al di sotto di tale riferimento indica che il controllo di breve sta passando dai compratori ai venditori.
Nel complesso, il grafico suggerisce che Unipol sta entrando in una fase di riequilibrio dopo l’eccesso rialzista accumulato nelle settimane precedenti. Finché il titolo non riuscirà a riportarsi stabilmente sopra la base del canale e sopra la media mobile a 100 giorni, ogni rimbalzo rischia di restare prevalentemente tecnico e vulnerabile a nuove vendite. Oltre area 19,50 possibili invece recuperi fino a 21 euro.
I supporti successivi, a 18 euro, diventano quindi cruciali per valutare la profondità della correzione: una tenuta dei livelli immediatamente inferiori potrebbe favorire una fase laterale di consolidamento, mentre ulteriori discese aprirebbero spazio a un ritracciamento più ordinato dell’intero rally precedente, anche fino in area 16,50 euro.
In sintesi, il quadro grafico di Unipol resta costruttivo nel lungo periodo, ma nel breve e medio termine il messaggio dei prezzi è chiaro: il trend rialzista ha perso slancio e necessita ora di tempo e di nuovi catalizzatori per essere ricostruito.
Maire, l'ingresso nel mercato del gas naturale liquefatto attira l'attenzione
Maire in rialzo nell'ultima seduta della settimana. Il gruppo è entrato di recente nel settore del gas naturale liquefatto (LNG) grazie all'accordo preliminare per la fornitura di servizi di ingegneria integrata relativi al progetto di Argent LNG dalla capacità di 25 milioni di tonnellate all'anno di LNG in Louisiana, Stati Uniti.
Alla fine del 2025 Maire aveva annunciato che alle proprie controllate della business unit Integrated E&C Solutions erano stati assegnati lavori aggiuntivi relativi a ordini precedentemente annunciati e nuove commesse per un importo complessivo di circa 700 milioni di Euro, di cui 430 relativi a lavori aggiuntivi situati principalmente nell'Africa subsahariana e in Medio Oriente e 270 a nuove aggiudicazioni per l'esecuzione di progetti di energia rinnovabile in Medio Oriente.
Nello stesso periodo è stato firmato un accordo vincolante per l'acquisizione per circa 126,5 milioni di euro di Ballestra, tra i principali operatori a livello globale nel licensing, nella progettazione e ingegneria di impianti di trasformazione, nonché nella fornitura di tecnologie e attrezzature proprietarie per l'industria chimica. Il closing dell'operazione è previsto entro metà 2026.
Equita intanto ha aggiornato le stime sul titolo, confermando la raccomandazione "Buy", incrementando il prezzo obiettivo del 7% a 15,00 euro.
In precedenza anche Jefferies aveva confermato la raccomandazione "Buy" e il prezzo obiettivo a 15,50 euro.
Maire, l'azione ha segnato nuovi record a 14,44 euro
Il grafico del titolo ci dice che gli ultimi mesi di scambi erano trascorsi a cavallo dei 13,00 euro, con un paio di tentativi di affondo a ottobre e novembre che erano stati respinti in maniera piuttosto decisa dal sostegno in area 11,70. Il titolo ha poi trovato continuità nel rialzo da inizio anno, salendo la scorsa settimana fino a toccare nuovi record a quota 14,44 prima di attestarsi in chiusura a 14,34 euro.
Un segnale di forza che non può essere ignorato e che se ora venisse ribadito anche nella settimana entrante creerebbe i presupposti per un allungo verso 16,50/16,60 circa.
In tale ottica la permanenza al di sopra di quota 13,95 appare strategica per la continuità del rialzo.
Lo scenario positivo verrebbe comunque compromesso solo dalla violazione del supporto successivo posizionato in area 13,00.
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