Wall Street in positivo. Improbabile licenziamento di Powell

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in negativo per l'Asia (a Tokyo il Nikkei 225 aveva perso solo lo 0,04%) e anche per l'Europa (1,05% il calo dell'Euro Stoxx 50), la tendenza si è fatta contrastata per Wall Street, che ha vissuto una giornata in altalena a causa dell'ennesima uscita di Donald Trump. Nel corso di un incontro a porte chiuse martedì avrebbe chiesto a membri del Congresso il loro parere sul licenziamento di Jerome Powell. "Non abbiamo intenzione di fare nulla", lo stesso Trump ha successivamente dichiarato alla stampa. "Penso che sia altamente improbabile. A meno che non debba andarsene per frode", ha aggiunto riferendosi all'indagine per la ristrutturazione miliardaria di due palazzi della sede della Federal Reserve (Fed), con cui si vorrebbe trovare una giustificazione per cacciare il chairman dell'istituto centrale di Washington.

Alla fine le rassicurazioni non troppo convinte di Trump sulle sorti di Powell hanno comunque ammortizzato le preoccupazioni e a prevalere al termine degli scambi è stato il segno più. Migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,53% (231,49 punti), a quota 44.254,78 punti. Progressi dello 0,32% (19,94 punti), a 6.263,70 punti, per l'S&P 500 e dello 0,25% (52,69 punti), a 20.730,49 punti, per il Nasdaq Composite. Ottimismo è arrivato anche con il Beige Book relativo al periodo fino al 7 luglio, che ha evidenziato un'economia Usa in leggero miglioramento rispetto alla precedente edizione diffusa a inizio giugno.

Tra gli undici sottoindici che compongono l'S&P 500 solo tre hanno chiuso in negativo: Energy (in ribasso dello 0,84%), Communication Services e Consumer Discretionary (in declino rispettivamente dello 0,15% e dello 0,02% al termine della sessione). La performance migliore è stata invece quella di Health (in progresso dell'1,22%) e alla fine positivo è stato anche Financials (in crescita dello 0,66%), nonostante la seconda giornata di trimestrali per i colossi bancari si sia rivelata ancora contrastata (tra i big Goldman Sachs Group ha chiuso comunque con un guadagno dello 0,90%). I risultati hanno invece decisamente premiato Johnson & Johnson, che con un rimbalzo del 6,19% è stato il titolo migliore del Dow Jones. Il gruppo del New Jersey ha fatto meglio del consensus e ha migliorato la guidance d'esercizio.

Sul fronte macroeconomico, in giugno la produzione industriale è salita in Usa dello 0,3% mensile, contro la lettura invariata di maggio e il progresso dello 0,1% del consensus. Il mese scorso i prezzi alla produzione sono invece aumentati del 2,3% annuo, in rallentamento rispetto al 2,7% della lettura finale di maggio e sotto al 2,5% delle stime degli economisti. Su base mensile l'indice dei prezzi alla produzione è rimasto invariato contro il precedente progresso dello 0,3% e lo 0,2% del consensus. L'Energy Information Administration (Eia) ha comunicato che nella settimana all'11 luglio le scorte di petrolio sono calate in Usa di 3,86 milioni di barili contro gli 1,80 milioni attesi.

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