Wall Street poco mossa dopo Pil e inflazione Pce

di FTA Online News pubblicato:
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Il Dow Jones cede lo 0,15% mentre il Nasdaq Composite avanza dello 0,05%. Piatto l'S&P 500.
In attesa della possibile sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi imposto dal presidente Donald Trump, gli investitori valutano con attenzione i dati pubblicati in giornata. Sotto esame in particolare il Pil, che ha registrato un rallentamento nel quarto trimestre, e l'inflazione Pce, che invece è aumentata (più del previsto) a dicembre.
Riflettori poi sulla delicata situazione in Medio Oriente; l'Iran ha annunciato che una bozza di accordo per gli Stati Uniti sarà pronta entro due o tre giorni.
Tra i titoli in evidenza Akamai Technologies -10%. L'azienda di cybersicurezza e cloud computing prevede per il primo trimestre un utile per azione rettificato compreso tra 1,50 e 1,67 dollari, range inferiore rispetto agli 1,75 dollari del consensus Lseg.
Western Union -3%. Il fornitore di servizi di trasferimento di denaro ha registrato nel quarto trimestre un giro d'affari di 1 miliardi di dollari contro gli 1,045 miliardi del consensus Lseg.
Sul fronte macroeconomico il Pil, secondo quanto comunicato su base preliminare dal Bureau of Economic Analysis (Bea), nel quarto trimestre 2025 è salito dell'1,4% su base sequenziale annualizzata, in ulteriore decisa frenata rispetto al 4,4% precedente (e al 3,8% registrato nei tre mesi allo scorso 30 giugno) e sotto al progresso del 2,5% del consensus.
Il Pce Price Index (personal consumption expenditure, spesa per consumi personali, metrica privilegiata dalla Federal Reserve per l'inflazione), secondo quanto comunicato dal Bureau of Economic Analysis (Bea), in dicembre è cresciuto del 2,9% annuo, contro il 2,8% di novembre (2,7% in ottobre) e del consensus. Su base sequenziale l'indice dei prezzi è salito dello 0,4% contro lo 0,2% dei precedenti due mesi (0,3% in agosto e settembre) e lo 0,3% atteso. Il Core Pce Price Index (al netto di alimentari ed energia è invece aumentato del 3,0% annuo contro il 2,8% di novembre (2,7% in ottobre), anche in questo caso in linea con le previsioni. Su base sequenziale l'indice core è cresciuto dello 0,4% contro lo 0,2% dei precedenti cinque mesi (0,3% in giugno), e lo 0,3% del consensus.
I redditi personali, secondo quanto comunicato dal Bureau of Economic Analysis (Bea), in dicembre sono saliti dello 0,3% mensile, come in novembre e sopra allo 0,2% del consensus. I consumi personali sono invece cresciuti dello 0,4% come nel mese precedente e in linea con le attese degli economisti.
S&P Global ha comunicato che a febbraio l'indice PMI manifatturiero (dato preliminare) si è attestato a 51,2 punti dopo i 52,4 punti di gennaio. Il consensus era fissato a 52,6 punti. L'indice PMI manifatturiero (dato preliminare) si è attestato a 52,3 punti dopo i 52,7 punti di gennaio. Il consensus era fissato a 53,0 punti.
L'Università del Michigan ha comunicato che a febbraio l'indice di fiducia dei consumatori (dato finale) si è attestato a 56,6 punti dopo i 57,3 punti della rilevazione preliminare e i 56,4 punti di gennaio. Il consensus era fissato 57,3 punti.
Il Census Bureau ha comunicato che a novembre le vendite di abitazioni nuove si sono attestate a 0,758 milioni (dato annualizzato) dopo le 0,737 milioni di ottobre. A dicembre il dato si è attestato a 0,745 milioni contro il consensus fissato a 0,73 milioni.

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