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Walt Disney perde la testa ma festeggia il ritorno di Iger

di Raffaele Rovatipubblicato:

Dopo meno di tre anni Walt Disney licenzia il chief executive Chapek e Wall Street festeggia il ritorno dell'ex numero uno Iger. La Sindrome da Steve Jobs sarà vincente?

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Walt Disney perde la testa, in senso letterale e in senso metaforico. In senso letterale perché viene licenziato Bob Chapek, il chief executive che aveva traghettato il colosso dell'entertainment di Burbank attraverso la pandemia di coronavirus.

E in senso metaforico perché sfugge per lo meno in parte la logica di un cambio al vertice inatteso e che arriva soprattutto a pochi mesi dalla proroga di tre anni per la durata del suo mandato. In ogni caso Wall Street festeggia il ritorno di Bob Iger.

Perché a rimpiazzare Chapek è stato chiamato proprio l'ex numero uno. Quello stesso Iger che aveva scelto Chapek come successore nel febbraio 2020.

Wall Street festeggia il ritorno in Disney dell'ex numero uno Iger

La reazione del mercato non lascia dubbi sull'accoglienza per Iger. Disney ha chiuso con un rimbalzo del 6,19% lunedì al Nyse, segnando la migliore performance del Dow Jones Industrial Average e la seconda migliore dell'S&P 500.

Il titolo da inizio 2022 si è deprezzato di circa il 38% a Wall Street e durante il mandato di Chapek ha perso intorno al 30% (anche se nel marzo dello scorso anno aveva toccato il picco di 197,16 dollari contro i 97,58 di lunedì).

Storicamente, però, la Sindrome di Steve Jobs (come la chiama Therese Poletti di MarketWatch, rifacendosi allo storico rientro di Jobs in Apple nel 1997) non si è rivelata è scelta vincente, anche se i big della Corporate America ci provano spesso.

Lo ha fatto quest'anno Starbucks con Howard Schultz e c'è chi addirittura lo ipotizza per Amazon.com, con il ritorno di Jeff Bezos.

Male i chief executive boomerang. Che cosa farà ora Iger in Disney?

Secondo uno studio dell'Mit Sloan Management Review i cosiddetti "chief executive boomerang" non hanno risultati eclatanti. Lo studio del 2020 analizza la performance di 167 aziende guidate da manager di ritorno tra il 1992 e il 2012 con oltre 6.000 che non hanno avuto chief executive boomerang.

"In media la performance annuale delle azioni delle società guidate da chief executive boomerang è stata del 10,1% inferiore rispetto alle loro esperienze pregresse. Risultati confermati anche quando confrontati con altri chief executive assunti in tempi di crisi", spiegavano gli esperti dell'Mit Sloan Management Review.

Michael Nathanson di MoffettNathanson ha però commentato la notizia del ritorno di Iger con “The Magic is Back", ovvero è tornata la magia. "Non abbiamo mai nascosto il nostro affetto per Iger e il lavoro che ha svolto nel trasformare Disney nella potenza globale che è diventata.

Non abbiamo raccomandato l'azione dal maggio 2020 per molteplici motivi, inclusa la preoccupazione che l'ex chief executive Chapek avesse sposato una strategia basata sullo streaming senza senso data la realtà di oggi", ha spiegato Nathanson.

Iger era stato al timone di Disney dal settembre 2015, quando aveva sostituito Michael Eisner. Passato il testimone a Chapek era rimasto come chairman esecutivo fino alla fine del 2021, per poi lasciare la società. Il suo nuovo incarico è della durata di due anni.

E il rientro non è nel momento migliore, visto che poco più di una settimana fa Disney aveva annunciato un piano di tagli alla spesa dopo l'impennata dei costi per sostenuta per produrre i contenuti la piattaforma di streaming Disney+.

Walt Disney perde la testa. Dal ritorno di Iger subito una nuova struttura

Secondo fonti citate dalla Cnbc, Iger ha disapprovato molti dei cambiamenti decisi da Chapek per il gruppo californiano. Il più grande punto di contesa è la riorganizzazione della società.

Chapek ha istituito una nuova divisione chiamata Disney Media and Entertainment e ha consolidato il potere di bilancio per le divisioni di contenuti e distribuzione della Disney sotto Kareem Daniel.

Iger ha a stretto giro comunicato ai dipendenti che anche Daniel è fuori dai giochi e ha anticipato una "nuova struttura che rimetta più decisioni nelle mani dei nostri team creativi e razionalizzi i costi".

Resta da vedere che cosa farà Iger sul pricing, visto che Chapek aveva deciso di aumentare il prezzo degli abbonamenti a partire dall'8 dicembre.

Secondo Iger Disney+ dovrebbe essere invece competitiva sui prezzi, soprattutto per tenere a distanza rivali come Paramount+ e Peacock di NbcUniversal e cercare di continuare a combattere con Netflix, in un settore come quello dello streaming video che ha già dato segnali di saturazione.

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