Amplifon prova a ripartire: il mercato scommette su trimestrale e piano Fit4Growth
pubblicato:Attesa per i risultati e le indicazioni sul rilancio strategico. Ecco cosa prevedono gli analisti e i livelli tecnici da monitorare a Piazza Affari

Ottima seduta lunedì per Amplifon, che ha chiuso in rialzo del 2,61% a 11,02 euro, dopo avere oscillato tra 10,685 e 11,09 euro. Il mercato guarda ora ai risultati del secondo trimestre 2026, in calendario il 30 luglio dopo la chiusura di Piazza Affari, appuntamento che potrebbe rappresentare un importante banco di prova per verificare l'efficacia del piano di rilancio del gruppo.
Secondo le stime di Equita SIM, nel secondo trimestre il fatturato dovrebbe attestarsi a 601 milioni di euro, in crescita dell'1,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La crescita organica sarebbe pari al 4%, sostenuta sia dalla divisione EMEA sia dalle Americhe, entrambe favorite anche da un confronto particolarmente favorevole con il 2025.
Più contenuta, ma comunque positiva, la crescita nell'area Asia-Pacifico, stimata al 2,6%.
L'effetto delle operazioni straordinarie continuerà invece a pesare sui ricavi per circa il 2,5%, principalmente per effetto del piano Fit4Growth, che comprende la chiusura dei punti vendita meno redditizi, la cessione delle attività nel Regno Unito e la razionalizzazione di alcuni contratti negli Stati Uniti.
Margini in miglioramento grazie al piano Fit4Growth
L'attenzione degli investitori sarà soprattutto sulla redditività.
Equita prevede infatti un EBITDA adjusted di 153 milioni di euro, in crescita del 3,9%, con un margine che dovrebbe salire al 25,5%, circa 60 punti base sopra quello dello scorso anno.
Per l'intero 2026 la SIM stima un EBITDA adjusted di 570 milioni, in aumento del 5,5%, con un'espansione del margine di circa 100 punti base, perfettamente in linea con la guidance fornita dalla società.
Gran parte del miglioramento sarebbe attribuibile proprio al programma di efficientamento Fit4Growth, destinato a generare circa 25 milioni di euro di incremento dell'EBITDA, ai quali si aggiungerebbero altri 5 milioni derivanti dalla crescita organica del business.
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Valutazioni ancora interessanti rispetto ai concorrenti
Nonostante il recente recupero, secondo Equita il titolo continua a presentare una valutazione interessante. Amplifon tratta infatti a circa 6,7 volte l'EV/EBITDA atteso per il 2027, un multiplo che incorpora uno sconto di circa il 40% rispetto ai principali concorrenti del settore, come Sonova e Demant. La casa d'affari ritiene inoltre che le sinergie derivanti dall'integrazione con GN Hearing siano ampiamente realizzabili e, probabilmente, ancora stimate in maniera prudenziale dal mercato.
Per questo motivo Equita conferma la raccomandazione Buy, con target price a 14 euro.
Analisi tecnica: superata la media mobile a 100 giorni, ora il mercato guarda al gap di marzo
Dal punto di vista grafico il quadro mostra segnali di miglioramento dopo mesi difficili. Il forte ribasso di marzo aveva aperto un ampio gap ribassista, con il lato superiore situato in area 11,99 euro, livello che rappresenta ancora oggi una delle principali resistenze di medio periodo.
Nelle ultime settimane il titolo ha costruito una base sopra il minimo del 9 luglio, quando la formazione di una candela hammer in area 10,12 euro aveva segnalato l'esaurimento della pressione ribassista. La seduta di lunedì ha fornito un primo segnale tecnico incoraggiante, con i prezzi che sono riusciti a portarsi al di sopra della media mobile esponenziale a 100 giorni, una resistenza dinamica che aveva respinto tutti i tentativi di recupero delle ultime settimane.
Il breakout dovrà ora essere confermato nelle prossime sedute, ma rappresenta un primo elemento a favore di un'inversione del trend di breve periodo. Il prossimo obiettivo si colloca in area 11,99 euro, dove si trova il lato superiore del gap ribassista aperto il 5 marzo.
La chiusura di quel gap costituirebbe un ulteriore segnale di forza e migliorerebbe sensibilmente il quadro grafico di medio periodo, aprendo spazio verso 12,80-13 euro, primo obiettivo del movimento di recupero.
Al contrario, un ritorno sotto la media mobile a 100 giorni indebolirebbe il segnale appena generato. Una discesa sotto 10,50 euro riporterebbe pressione sul titolo, mentre la perdita del minimo dell'hammer del 9 luglio a 10,12 euro annullerebbe il tentativo di inversione, aumentando il rischio di un ritorno verso i minimi di giugno.