Anche Borsa Italiana accelera al ribasso: male tecnologici e difesa, in controtendenza Tenaris

di FTA Online News pubblicato:
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Anche a Milano l’ultima parte della seduta è caratterizzata da un’ondata di vendite diffuse che non risparmia gli altri listini europei e parte dai titoli tecnologici statunitensi che, dopo l’avvio delle contrattazioni a Wall Street, accelerano bruscamente al ribasso e innescano un selloff globale.
In concomitanza con la pubblicazione di importanti relazioni trimestrali si segnalano in giornata le vendite al dettaglio italiane di settembre (1,6%) e l’indice dei prezzi alla produzione dell’Eurozona in crescita annuale a ottobre dell’11,1% addirittura (consensus 10,9%).
Calano invece più delle attese le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti.
I mercati intanto elaborano gli esiti delle elezioni di midterm e della nuova maggioranza democratica al Congresso e non è detto che il tema caldo elettorale dell’avversione dei territori USA all’insediamento di data center non faccia parte della narrazione che spinge a un brusco ribasso i titoli dell’AI.

In profondo rosso dunque Wall Street: S&P 500 -3,33%; NASDAQ -4,512%; Dow Jones -2,51%.

Male anche i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -0,29%; Londra (FTSE 100) -0,43%; Francoforte (DAX) -0,41%; Parigi (CAC 40) +0,34%; Madrid (IBEX 35) +0,41%.

Male anche Piazza Affari: FTSE MIB -1,03%, FTSE Italia All-Share -1,04%, FTSE Italia Mid Cap -1,04%, FTSE Italia STAR -1,21%.

Sostanzialmente immobile l’euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1224.

Acquisti più decisi premiano in queste ore i maggiori titoli di Stato dell’Eurozona: il rendimento del BTP decennale segna un calo di 3 punti base al 4,34%, lo spread sul Bund si pone a 109 pb (dati MTS). Continua a flettere anche il Treasury decennale USA che cede 3 punti base e si riporta al 4,84%

Strappano la scena anche a Milano in chiusura i titoli tecnologici: STM -9,33%, Prysmian -4,02% e Technoprobe -9,28% Come detto le vendite sul settore AI sono diffuse su scala globale in queste ore.

Resta positiva al termine Amplifon +2,76% che approfitta dei risultati di GN Store +10,12%, gruppo danese che ha ceduto ad Amplifon la divisione GN Hearing, operazione il cui perfezionamento è atteso entro fine anno. Equita sottolinea che i ricavi di GN Hearing nel terzo trimestre sono in crescita del 5% organico, nettamente meglio del +2% del consensus.

Riprendono quota in queste ore i prezzi del petrolio: il Brent segna 96,84 dollari/barile (+2,35%). Anche il gas recupera terreno e il Dutch TTF Natural Gas Future dicembre segna 90,255 euro/MWh, +2,467% rispetto alla chiusura precedente. Male i petroliferi a Milano: Eni -0,72%, d'Amico -5,23%.
Giù anche Saipem -1,59% che ieri ha ricevuto dall'antitrust brasiliana l'autorizzazione alla fusione con Subsea7 condizionata all'esecuzione degli impegni preannunciati.
In controtendenza, anche al termine, Tenaris +3,66% grazie a risultati del terzo trimestre positivi e superiori alle attese: ricavi +4% a/a, EBITDA stabile, utile netto +15% a/a. Il gruppo prevede ricavi ed EBITDA in crescita nel quarto trimestre.

Proseguono le vendite sul settore difesa dopo la netta sconfitta di Trump nelle elezioni di medio termine americane. Sul comparto pesa anche il crollo di Rheinmetall -16,14%: il gruppo tedesco ha ridotto la guidance 2026 su ricavi e margini per la seconda volta in tre mesi. A Milano cedono terreno Leonardo -3,46%, Fincantieri -4,77%, Avio -2,83%. Leonardo ha comunicato i risultati al 30 settembre, con ordini a +27,8% a/a, ricavi +14,2% a/a, EBITA +37% a/a, risultato netto adjusted +74,2% a/a, FOCF +84% a/a, indebitamento netto +43,8% a/a. Guidance 2026 confermata con un nuovo rialzo delle previsioni sugli ordini dopo che il backlog ha superato per la prima volta i 60 miliardi.

Finecobank +2,43% estende il rally delle ultime sedute in scia ai buoni risultati del terzo trimestre: ricavi +14,4% a/a, utile netto +15,6% a 188,1 milioni di euro. A ottobre la raccolta netta si è attestata a circa 1,7 miliardi di euro, +28% a/a con record di nuovi clienti.

Anche Azimut è positiva e in controtendenza al termine (+1,4%) dopo la pubblicazione dei conti dei 9 mesi che mostrano ricavi totali da 1,2 mld (+15%) e un utile netto da € 373 mln (utile ricorrente +4% a 382 milioni). La società indipendente di gestione del risparmio ha confermato l’obiettivo di un utile netto 2026 di 550 milioni di euro. Entro la fine del mese Azimut presenterà correttivi su specifiche aree alla Banca d’Italia nell’ambito del follow-up su ACM.

Arretra al termine BPER (-2,15%) nel contesto di un Ftse Italia Banche in calo dello 0,92% e dopo la chiusura dei 9 mesi con un utile netto da 2,013 miliardi (+16,4%) e l’approvazione di un acconto sul dividendo 2026 da 0,33 euro: una restituzione di valore per ben 694 milioni di euro agli azionisti.

Bene Nexi (+0,52%) che chiude il terzo trimestre con ricavi in crescita dell’1,3% a 942 milioni e un ebitda da 530 milioni di euro (+0,6%): confermata la guidance 2026 della società dei pagamenti con un excess cash generation da 750 milioni di euro, un dividendo da 0,30 € corrispondente a 350 milioni e l’impegno a mantenere lo status di società investment grade.

All’attenzione degli operatori anche Buzzi (-3,88%): le consegne di cemento sono cresciute del 3,4% al 30 settembre 2026 e i ricavi del gruppo sono aumentati a 3,45 miliardi di euro, confermata la stima 2026 di un mol ricorrente tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro. Il 1° ottobre il gruppo ha avviato un nuovo buyback da 100 milioni di euro dei quali poco più di un terzo già coperti dagli acquisti effettuati fino alla data del 4 novembre.

Oro ancora in recupero: il metallo giallo torna a 4.120 dollari l’oncia (+1,43%).

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