Anticipazioni Quarto Grado del 23 ottobre, da Garlasco alle ultime rivelazioni su Pamela Genini e David Rossi
pubblicato:Quali sono le ombre sulla morte di David Rossi? Andrea Sempio andrà a processo? Chi ha profanato la tomba di Pamela Genini?

Venerdì 23 ottobre in prima serata su Rete 4 torna Quarto Grado, il format di approfondimento sulla cronaca nera condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. In scaletta troviamo le ultime novità sul delitto di Garlasco, nell'attesa estenuante sulla decisione di un possibile rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Si ripercorre, poi, il giallo della profanazione della tomba di Pamela Genini, con Francesco Dolci unico indagato. Infine, nuove luci sulla morte di David Rossi e il caos scatenato dopo la rivelazione di due nomi da parte del presidente della Commissione d'Inchiesta, Gianluca Vinci.
Il caso Garlasco questa sera a Quarto Grado
Le ultime novità: aperta un'inchiesta sulla morte di Giovanni Ferri
Il giallo della morte di Giovanni Ferri, l'88enne trovato sanguinante e senza vita in un vicolo di Garlasco il 22 novembre 2010. Le prime indagini furono archiviate come suicidio, ma venerdì 23 ottobre la Procura di Pavia ha aperto un nuovo fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di omicidio volontario.
In questo modo i magistrati hanno accolto la denuncia presentata dalla moglie dell'uomo, rappresentata dall'avvocato Fabrizio Gallo. Le indagini saranno condotte dai carabinieri della Moscova, a Milano. Ferri, ricordiamo, fu trovato cadavere nel pomeriggio del 22 novembre 2010 da una ragazzina che per puro caso transitava lungo via Mulino.
L'uomo presentava ferite da arma da taglio sul collo e su un polso, e impugnava ancora il coltello. Secondo la prima inchiesta, l'anziano si sarebbe inferto da solo quelle ferite, ma la moglie Gabriella Conti ha sempre riferito che le indagini furono chiuse troppo in fretta e senza che le venissero comunicati gli sviluppi.
L'omicidio di Chiara Poggi
Nel frattempo è sempre in corso il lavoro degli inquirenti per riavvolgere il nastro a quel 13 agosto 2007, quando in via Pascoli 8, a Garlasco (Pavia), fu rinvenuto il corpo senza vita di Chiara Poggi. La ragazza, 26 anni, era riversa in fondo alle scale che conducevano alla cantina della villetta in un lago di sangue. Era stata colpita ripetutamente al cranio e al volto con un oggetto contundente mai ritrovato.
A dare l'allarme era stato il fidanzato Alberto Stasi, allora 24enne, poi processato e condannato in via definitiva nel 2015. Secondo i giudici, Stasi avrebbe ucciso l'allora fidanzata in un moto di rabbia, al culmine di una lite scoppiata per alcuni contenuti presenti nel suo computer e che Chiara avrebbe scoperto. Nel 2025, per la seconda volta, la Procura di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, 19enne all'epoca dei fatti.
Secondo i pm, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi - che conosceva, essendo sorella dell'amico Marco Poggi - dopo aver visto un video intimo della ragazza. Scoprendosi ossessionato da lei, avrebbe tentato un approccio sessuale ma la vittima lo avrebbe respinto, un rifiuto che avrebbe scatenato in Sempio una furia omicida.
Come da comunicato stampa, questa sera a Quarto Grado si farà il punto sulle indagini, a partire dal dibattito sul Dna rinvenuto sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi e dalle cinque consulenze depositate in Procura dalla difesa di Andrea Sempio, rappresentata da Angela Taccia e Liborio Cataliotti.
Il caos su David Rossi in puntata il 23 ottobre
Le presunte irregolarità dei consulenti
La rivelazione dei nomi del presunto mandante e del presunto organizzatore dell'altrettanto presunto omicidio di David Rossi - usiamo e useremo la formula dubitativa fino a un'eventuale sentenza di un giudice, dato che dell'ipotesi di omicidio parla la Commissione Parlamentare d'Inchiesta - ha scatenato il caos.
Secondo un'esclusiva pubblicata dal Fatto Quotidiano, sarebbero emerse irregolarità da parte dei consulenti della Commissione, nel momento in cui hanno dialogato con due collaboratori di giustizia, gli stessi che hanno rivelato i sospetti sui due nomi espressi dal Presidente della Commissione Gianluca Vinci.
L'Unione delle Camere Penali: "Grave lesione della presunzione di innocenza"
La scelta del presidente Vinci (Fratelli d'Italia) di comunicare i nomi del presunto mandante e del presunto organizzatore ha scatenato diverse reazioni. Da una parte, l'indignazione di alcuni esponenti del centrodestra - ad esempio il coordinatore regionale di Fdi Francesco Michelotti, come riferito da La Nazione - dall'altra una presa di posizione dell'Unione delle Camere Penali italiane.
In un comunicato pubblicato il 23 ottobre, l'Unione contesta "grave lesione della presunzione di innocenza, sancita dall’art. 27, secondo comma, della Costituzione e tutelata anche dalla disciplina che vieta alle autorità pubbliche di presentare come colpevole una persona che non sia stata riconosciuta tale con sentenza definitiva". Ciò che crea un precedente che "rischia di inaugurare un modello inedito di circo mediatico: quello in cui l’indagine giudiziaria non è ancora iniziata, ma il presunto colpevole è già stato indicato all’opinione pubblica".
In conclusione, l'Unione scrive: "Lo Stato di diritto non può essere sospeso per una conferenza stampa".
Le altre anticipazioni: il caso Pamela Genini
La telefonata di Francesco Dolci nel giorno del femminicidio
Nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre Dentro la Notizia ha trasmesso in esclusiva l'audio originale della telefonata che Francesco Dolci fece al 112 il 14 ottobre 2025, quando Pamela Genini gli chiese aiuto perché il suo ex fidanzato, Gianluca Soncin, era entrato nel suo appartamento armato, sfruttando una copia delle chiavi dell'abitazione.
Parlando con Gianluigi Nuzzi, Dolci ha ripercorso quel drammatico momento, fino all'arrivo dell'ambulanza e della Polizia Scientifica. Quella sera Pamela Genini gli aveva scritto su WhatsApp per comunicargli il suo terrore per l'arrivo di Soncin. Impossibilitata a chiedere aiuto, aveva chiesto a Dolci di chiamare la Polizia. All'arrivo degli agenti, purtroppo, la 29enne era già stata uccisa con 76 coltellate. Soncin non accettava la fine della relazione.
La profanazione della tomba
In un tempo non ancora definito dagli inquirenti della Procura di Bergamo, il corpo di Pamela Genini ha subito un secondo strazio. Dopo il femminicidio, mani ancora ignote hanno profanato la sua tomba e hanno asportato la testa.
Il nome di Francesco Dolci, che si dichiara estraneo ai fatti, è stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di vilipendio di cadavere. L'indagato, piuttosto, sostiene che dietro il femminicidio e la profanazione della tomba di Pamela Genini ci sarebbe una non meglio specificata organizzazione criminale dedita al riciclaggio di denaro: l'organizzazione avrebbe armato la mano di Soncin perché Pamela aveva deciso di tirarsene fuori, poi avrebbe rubato la testa del cadavere come monito per chiunque fosse a conoscenza della vita segreta della vittima.