Asia-Pacific è in calo. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,75%
pubblicato:Dopo una seduta in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,64% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ha invece virato complessivamente al ribasso. Gli investitori guardano con apprensione agli sviluppi sul conflitto in Medio Oriente. Dopo l'ennesimo dietrofront di Donald Trump sulle sue minacce, il cessate-il-fuoco ancora in corso appare decisamente fragile. Sotto osservazione è sempre il blocco del traffico navale tra Golfo Persico e Oceano Indiano. Le forze armate Usa hanno intercettato e dirottato diverse petroliere battenti bandiera iraniana, dopo che Teheran aveva annunciato il sequestro di due navi portacontainer nello Stretto di Hormuz. Tensioni che spingono ulteriormente in crescita il prezzo del petrolio e il clima ribassista per la regione si concretizza intanto in un calo intorno allo 0,30% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di un marginale indebolimento per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,75% (andamento praticamente uguale per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,76%). Sul fronte macroeconomico, recupero a sorpresa per l'attività manifatturiera del Giappone, che si conferma per il quarto mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. In aprile l'indice Pmi Jibun Bank stilato da S&P Global in collaborazione con Jibun Bank, è infatti salito su base preliminare su 54,9 punti dai 51,6 punti di marzo. Il dato si confronta con il calo a 51,1 punti atteso e segna i massimi dal gennaio 2022.
Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,50% e lo 0,40% rispettivamente, contro un declino superiore all'1% per lo Shenzhen Composite. Male Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un ribasso di circa lo 0,90% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione intorno allo 0,70%). A Sydney è stato dello 0,57% il calo dell'S&P/ASX 200, mentre a Seoul il Kospi guadagna lo 0,70% su nuovi massimi. Il Pil della Corea del Sud è salito del 3,6% annuo nel primo trimestre 2026, contro l'1,6% dell'ultimo periodo dello scorso anno, il 2,7% atteso e con il tasso più elevato dal quarto trimestre 2022. Su base sequenziale l'economia della Corea del Sud è invece cresciuta dell'1,7% contro il ribasso dello 0,2% del quarto trimestre e il progresso dell'1,0% del consensus.
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