Economia Italia, il governo riduce le stime, urgente una reazione alla shock energetico

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il nuovo Documento di Finanza Pubblica rivede in peggio le previsioni su crescita, deficit e debito e denuncia: la priorità è il costo dei carburanti e lo shock energetico

Economia Italia, il governo riduce le stime, urgente una reazione alla shock energetico

La priorità assoluta del ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti è affrontare lo shock energetico derivante dalla crisi iraniana e in particolare tamponare l’incremento degli oneri per i combustibili per i trasportatori per evitare che si ribaltino sull’inflazione che gli italiani pagano allo scaffale del supermercato, scongiurando anche le speculazioni.

La nuova crisi del Golfo ha stravolto lo scenario, Giorgetti lo ammette senza incertezze durante la conferenza stampa che ha accompagnato l’approvazione da parte del governo del nuovo Documento di finanza pubblica 2026 che ha sensibilmente peggiorato le previsioni per l’anno in corso.

Italia, le incertezze si moltiplicano e alcune misure si fanno più urgenti

Le incertezze si moltiplicano, le circostanze richiedono interventi tempestivi, a partire da una revisione dei vincoli europei al deficit che rischiano di essere controproducenti.
Giorgetti non esclude a priori la possibilità di uno scostamento dai vincoli anche dell’Italia da sola, ma aggiunge di avere verificato preoccupazioni simili alle sue in altre cancellerie d’Europa.

L’intervento a freno dei prezzi dell’energia scala rapidamente l’agenda e adesso il governo non teme neanche di ipotizzare nuovi prelievi dalle casse di quelle società che invece in questo contesto guadagnano di più, una nuova tassa sugli extraprofitti insomma, anche se la locuzione rimane un tabù, impronunciata.

Adesso il governo riduce le stime sulla crescita del Pil per il 2026 dallo 0,7% allo 0,6%; anche il Pil del bè rivisto a una crescita dallo 0,6%, le solite cifre da prefisso telefonico, solo nel 2028 si prevede una prima rimonta dello +0,8% del Prodotto Interno Lordo. Per avere un’idea degli ordini di grandezza è utile notare che lo 0,1% del Pil 2025 (€ 2.258 mld) ammonta a 2,25 miliardi di euro.

Cresce al contrario la previsione sul deficit/Pil dal 2,8% al 2,9% nel 2026, dal 2,6 al 2,8% nel 2027 e dal 2,3 al 2,5% nel 2028. Il MEF rinuncia all'ambizione di un'uscita dalla procedura per eccesso di deficit già quest'anno: il dato 2025 si consolida al 3,1%, un arrotondamento del 3,07% confermato da una nota maledettamente tempestiva dell'Istat. Accapigliarsi sui centesimi sarebbe esiziale e di fronte alle altre emergenze è giocoforza accettare un rinvio all'anno prossimo.

L’indicatore più scomodo d’Italia, quello del rapporto debito/Pil non dà soddisfazioni neanche lui e sconta ancora quel Superbonus che dal suo insediamento Giorgetti ha stigmatizzato come una iattura per tutte le manovre finanziarie del Bel Paese. Per l’esattezza dovrebbe ancora avere un impatto di 40 miliardi nel 2026 e di 20 miliardi nel 2027. Il debito/Pil 2026 passa quindi, nel nuovo orizzonte previsionale, dal 137,4% al 138,6%; nel 2027 è visto al 138,5% contro il 137,3% della stima precedente e nel 2028 è proiettato al 137,9% invece che al 136,4%: insomma c’è un 1,2% di debito/Pil che si somma a tutta la curva previsionale, che riportato ancora ai valori del 2025 ammonta a oltre 27 miliardi di euro.

L'importante parametro della crescita della spesa netta, infine, dopo una crescita dall'1,3% all'1,9% è stato posto all'1,6% nel 2026.

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Documento di Finanza Pubblica, l'esigenza di tenere in conto parecchie variabili

L’Italia è chiaramente uno dei Paesi più esposti allo shock energetico, non soltanto per il suo mix, ma anche – ricorda Giorgetti - per via della componente industriale della sua economia. Ci sono ancora le industria qui, insomma, e il 20% circa è energivoro e rischia di pagare molto cara la crisi.

Non si hanno ancora indicazioni ufficiali sulle coperture del nuovo Decreto Sicurezza alla luce degli incentivi all’assistenza legale dei migranti per il rimpatrio, ma sulla deroga delle spese per la difesa e le misure per lo shock energetico urge “un esame approfondito a brevissimo”.

Come noto, il primo maggio scadrà l’ultima proroga del decreto sulle accise (Decreto Legge 42 del 3 aprile 2026, quello che ha anche riportato a 1,3 miliardi le risorse per Transizione 5.0 e prorogato il taglio delle accise inizialmente varato il 19 marzo). Proprio oggi al Senato è passato con 83 voti favorevoli e 53 contrari il Decreto Carburanti (DL 33/22026) che ora passa alla Camera, la riduzione per 20 giorni (dal 19 marzo al 7 aprile) delle accise su benzina, gasolio e GPL costa 417,4 milioni di euro nel 2026. Il rinnovo della misura per il taglio dei costi del carburante non è comunque pacifico e le opposizioni hanno contestato metodo e coperture delle misure.

Anche sul previsto aumento delle spese per la difesa non c’è ancora un quadro completo: è già consentita una deroga al patto di stabilità per questi interventi, ma in bilancio l’incremento di questa voce non è ancora presente, anche se esiste una risoluzione parlamentare che prevedeva un graduale aumento di questi investimenti in caso di uscita dalla procedura di deficit eccessivo.
Sul tema urge una decisione politica, ha dichiarato Giorgetti, aggiungendo però ancora una volta che l’equilibrio complessivo dovrà essere trovato alla luce dell’urgenza dello shock energetico che proietta l’economia italiana in balia di forse ancora una volta prepotentemente esogene, come le guerre o di dazi dell’Amministrazione Trump.