Asia-Pacific è in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde l'1,42%
pubblicato:Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,66% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ribassista è stata confermata.
I verbali dell'incontro del Federal Open Market Committee (Fomc) di 15-16 settembre non mostrano propensione per una serie di rialzi dei tassi Usa. Come ricorda MarketWatch, i 19 rappresentanti dell'istituto centrale si sono trovati d'accordo nel varare il primo incremento del costo del denaro dal luglio 2023. In molti hanno tuttavia considerato la mossa esclusivamente una misura precauzionale contro un'inflazione persistente e solo un numero minore l'ha ritenuta necessaria per combattere l'inflazione.
Come emerso dall'outlook trimestrale della Fed in generale all'interno dell'istituto si ritiene che un ulteriore aumento dovrebbe essere l'ultimo necessario per raffreddare l'inflazione e il costo del denaro potrebbe iniziare a scendere gradualmente dal 2028.
Il clima ribassista per la regione è intanto evidenziato dal calo di circa l'1,40% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di un declino intorno allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,42% (andamento simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,51%).
Sul fronte macroeconomico, l'Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato che in settembre l’Economy Watchers corrente (sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori in Giappone in relazione all'attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori) è salito su 47,0 punti dai 46,4 punti di agosto, contro la crescita limitata a 46,7 punti del consensus.
Hsbc Holdings crolla di quasi il 4% a Hong Kong (aveva già chiuso in declino dell'1,04% mercoledì a Londra), dopo che il Financial Times ha riportato che il colosso bancario britannico starebbe pianificando tagli al personale nel wealth management in patria. La ristrutturaziona farebbe parte di un più ampio progetto di potenziamento dell'intelligenza artificiale.
Shanghai e Shenzhen tornano a scambiare dopo lo stop per la festa di metà autunno e lo fanno in ribasso: a meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa l'1% e l'1,30% contro un calo di quasi il 2% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,90% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un crollo intorno al 3%). A Seoul è di oltre il 2% il calo del Kospi, mentre a Sydney è stata dello 0,77% la perdita dell'S&P/ASX 200.
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