Asia-Pacific è in negativo ma il Nikkei 225 guadagna l'1,10%

di FTA Online News pubblicato:
2 min

Dopo un'altra seduta in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,27% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza vira decisamente in negativo.

Si spegne di nuovo la fiducia sulla business dell'intelligenza artificiale dopo che Alphabet ha toccato un crollo superiore al 10% in after market. La holding di Google ha presentato risultati inferiori alle attese, confermato previsioni di spesa monstre per sostenere lo sviluppo dell'Ai ma soprattutto registrato un free cash flow in negativo per 9,07 miliardi di dollari nel trimestre.

Intanto la Federal Reserve come ampiamente previsto ha confermato i tassi d'interesse Usa sul range del 3,75%-4,00% raggiunto in settembre, quanco era stato approvato all'unanimità il primo aumento del costo del denaro dal luglio 2023. Secondo il FedWatch Tool di Cme Group le aspettative sono salite ora all'83,3% per un nuovo incremento di 25 punti base sul 4,00%-4,25% nella prossima riunione del Federal Open Market Committee (Fomc) di 8-9 dicembre, l'ultima del 2026.

Il clima ribassista per la regione si concretizza in un calo di quasi l'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di circa lo 0,10% a fronte di uno yen sostanzialmente invariato sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,10% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,29%).

Sul fronte macroeconomico, in ottobre l'indice della fiducia dei consumatori è sceso in Giappone a 35,0 punti dai 35,4 punti di settembre, contro i 35,1 punti del consensus. Il dato resta sotto la soglia di 50 punti consecutivamente dal marzo 2006.

Tutte in negativo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,82% e l'1,03% rispettivamente, contro una netta flessione del 2,80% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in calo di circa lo 0,30% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in arretramento di oltre il 2%).

A Sydney è stato dello 0,50% il rialzo dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre il Kospi ha segnato una contrazione dell'1,37% a Seoul. Secondo quanto comunicato da Bank of Korea, il Manufacturing Business Survey Index (Bsi, indice che misura le condizioni in cui operano le aziende sudcoreane) è diminuito ulteriormente in ottobre su 78 punti dai 79 punti di settembre (81 punti in agosto). L'outlook per novembre è invece salito su 103,0 punti dai 101,1 punti precedenti (99,6 punti in settembre).

RR - www.ftaonline.com

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

FTA Online News
FTA Online News