L'uomo sospettato per la morte di Rosalba Persico nell'incendio di Milano minaccia il suicidio, arriva il 118
pubblicato:Dopo ore passate in Questura, il 52enne è tornato in via Bottoni 16 e ha dato in escandescenze. Attualmente è sotto osservazione nel reparto psichiatria dell'ospedale San Paolo

Ha dato in escandescenze e ha minacciato il suicidio. Per questo motivo, il 52enne sospettato di aver appiccato l'incendio di via Bottoni, a Milano, che ha provocato la morte di Rosalba Persico, 84 anni, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale. L'uomo è stato indicato dai residenti come un incendiario seriale e che più volte avrebbe manifestato l'intenzione di scatenare altre fiamme. Mentre scriviamo si trova in osservazione presso il nosocomio San Paolo, nel reparto psichiatria.
Il sospettato minaccia il suicidio
I residenti lo avevano indicato come il possibile responsabile dell'incendio costato la vita a Rosalba Persico, 84 anni e con disabilità, morta il 26 ottobre a seguito dell'incendio divampato presso il suo appartamento al secondo piano di via Bottoni 16. Sospetti, questi, motivati da alcuni precedenti analoghi. Ad esempio, l'11 ottobre era andato a fuoco un controsoffitto della stessa palazzina. In altre occasioni avrebbe incendiato dei cassonetti.
Altri elementi, sempre riferiti dai vicini e ora al vaglio degli inquirenti, parlano di manie di persecuzione e minacce di dare fuoco a tutto. Dopo la morte di Rosalba Persico, infatti, il coro dei residenti ha riferito che prima o poi qualcosa di grave sarebbe successo. Mercoledì 28 ottobre l'uomo, dopo aver trascorso diverse ore in Questura, è stato rilasciato e ha fatto ritorno in via Bottoni 16, ma una volta rientrato in casa ha dato in escandescenze. Quindi ha minacciato il suicidio, per questo un'ambulanza del 118 lo ha trasportato d'urgenza presso l'ospedale San Paolo, dove attualmente si trova sotto osservazione nel reparto di psichiatria.
Le indagini, trovate tracce di benzina sulla porta di Rosalba Persico
Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile agli ordini di Emanuele Fattori, mentre i rilievi stanno tenendo impegnato il Nucleo Investigativo dei vigili del fuoco (NIAT). Repubblica, a tal proposito, scrive che sulla porta dell'abitazione di Rosalba Persico sono state trovate tracce di benzina che interessavano anche la zona dell'ingresso, dato che - si legge - l'84enne sarebbe stata solita tenere la porta aperta.
C'è, quindi, un lavoro di rilevamento su eventuali sostanze acceleranti all'interno dell'appartamento del sospettato, e per questo motivo è sceso in campo il NBCR, ovvero il nucleo dei vigili del fuoco specializzati in Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico (qui la definizione dal sito istituzionale del Ministero dell'Interno).
L'incendio di via Bottoni 16
Come anticipato, i fatti risalgono a lunedì 26 ottobre. In un appartamento al secondo piano di via Bottoni 16 viveva Rosalba Persico, 84 anni, allettata e con disabilità. L'abitazione è stata divorata dalle fiamme e la donna non è riuscita a salvarsi. I vigili del fuoco sono riusciti a fare irruzione all'interno, ma per la donna non c'è stato nulla da fare.
Almeno sette persone sono rimaste intossicate dal fumo e per questo sono state soccorse dai sanitari del Suem 118 e trasportate in ospedale. La palazzina è stata evacuata. Sin da subito alcuni residenti hanno puntato il dito contro il 52enne, indicandolo come possibile responsabile del rogo costato alla vita all'anziana, raccontando degli episodi precedenti. I primi rilievi, in effetti, hanno portato all'ipotesi di un incendio doloso.