Asia-Pacific è in positivo e il Nikkei 225 guadagna lo 0,84%
pubblicato:Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,11% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata al rialzo. Il conflitto in Medio Oriente continua a restare sullo sfondo, mentre è iniziato il tour asiatico di Donald Trump con la prima tappa in Corea del Sud. Insieme a Trump sarà in Cina per l'incontro a Pechino con Xi Jinping, previsto per giovedì 14 maggio, anche una dozzina di top executive a partire da Elon Musk e Tim Cook di Apple. Ultima conferma di Nvidia per la partecipazione al viaggio anche di Jensen Huang, chief executive del colosso dei chip. E il clima positivo per la regione si concretizza in una crescita intorno allo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di un marginale indebolimento per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,84% (fa anche meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,20%). Sul fronte macroeconomico, in aprile l'Economy Watchers corrente (sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori in Giappone) è calato su 40,8 punti dai 42,2 punti di marzo, contro il declino limitato a 41,5 punti del consensus. Lo scorso mese i prestiti erogati dagli istituti di credito nipponici sono invece saliti del 5,4% annuo, in accelerazione rispetto al 4,8% di marzo, a quota 670.647 miliardi di yen, pari a 3.623 miliardi di euro al cambio attuale. Il dato si confronta il 4,6% atteso.
Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,50% e lo 0,70% rispettivamente, contro un progresso intorno all'1,40% per lo Shenzhen Composite. In negativo invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,10% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una contrazione intorno allo 0,40%). A Sydney è stato dello 0,46% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul è di ben oltre il 2% l'espansione del Kospi. In aprile il tasso di disoccupazione, rettificato su base stagionale, è salito in Corea del Sud al 2,8% dal 2,7% di marzo (2,9% in febbraio), contro il 2,7% registrato anche nell'aprile 2025.
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