Borsa Italiana: De' Longhi vola con i conti, Enav scivola sulle dimissioni
pubblicato:I ricavi record della società degli uomini radar non fermano le vendite dopo l'addio di Monti, mentre De' Longhi rompe le resistenze e punta ai 40 euro grazie a margini in forte crescita

Ribasso attorno ai 2,5 punti percentuali nella seduta di ieri per Enav dopo la presentazione della trimestrale e la comunicazione delle dimissioni da parte dell'a.d. Pasqualino Monti, in vista dell'assemblea del 14 maggio per il rinnovo del cda (il mandato del manager non era comunque stato rinnovato).
Monti era stato eletto nel 2023 nella lista di maggioranza presentata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (primo azionista con il 53,4%).
La trimestrale ha evidenziato volumi record di traffico aereo sull'Italia, in crescita dell'8,6% per la componente di rotta. L'Italia è peraltro il Paese con il tasso di crescita più alto sia rispetto alla media europea (+1,6%) che rispetto ai principali stati (Francia +3,4%, Germania +1,3%, Gran Bretagna +3,6%, Spagna +2,9%).
I ricavi da attività operativa si sono attestati a 224,9 milioni di euro (+6,8%), di cui quelli da mercato non regolamentato a 10,6 milioni (+48,2%) mentre i ricavi consolidati sono stati pari a 196 milioni di euro (+8,2%).
L'EBITDA è di 5,1 milioni da -0,9 milioni un anno fa e il risultato netto è negativo per 22,8 milioni, comunque in miglioramento di 6,5 milioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche la generazione di cassa è apparsa solida, il free cash flow è risultato pari a 41,4 milioni di euro, in aumento di 13,3 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2025.
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Enav, per lo sblocco dei prezzi serve un allungo oltre € 5,235
Graficamente il ribasso di ieri ha per il momento congelato il recupero avviato dai bottom della scorsa settimana a quota 4,856 ma non lo ha del tutto compromesso. I prezzi si stanno muovendo all'interno del range di oscillazione dell'ultima ottava, intervallo compreso tra 4,856 e 5,235, e si trovano per il momento al di sopra del supporto critico a 4,75 euro.
Fin tanto che si manterranno oltre tale riferimento la flessione andrà considerata come fisiologica dopo il bel recupero visto nell'ultimo anno e compatibile con la possibilità di un nuovo segmento di crescita che li riconduca sui massimi toccati a fine febbraio in area 5,65.
Conferme in tal senso giungeranno con il superamento ribadito in chiusura di ottava di quota 5,235. Sotto 4,75 invece si amplierebbe la portata del ribasso degli ultimi due mesi con i prezzi che si vedrebbero proiettati verso gli obiettivi successivi ipotizzabili a 4,50 e 4,20 euro, livelli il cui eventuale raggiungimento metterebbe in discussione la solidità del trend rialzista di fondo.
Rischio in tal caso di una inversione di tendenza che li possa riavvicinare ai livelli da cui era partito il rialzo nella primavera 2025, ovvero area 3,30.
De’ Longhi, risultati in crescita nel primo trimestre
Seduta molto brillante per De’ Longhi a Piazza Affari: il titolo ha chiuso in rialzo del 6,69% a 36,38 euro, dopo avere oscillato tra 33,62 e 36,50 euro.
De’ Longhi ha aperto il 2026 con risultati migliori rispetto allo scorso anno, mostrando una crescita non solo dei ricavi ma soprattutto della redditività, elemento che il mercato tende a guardare con particolare attenzione in una fase economica ancora caratterizzata da consumi selettivi e da un contesto geopolitico incerto.
Nel primo trimestre il gruppo ha registrato ricavi per 777,7 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025, crescita che sale al 6,6% a cambi costanti. A sostenere il business è stata soprattutto la divisione professionale, che continua a rappresentare uno dei principali motori di espansione del gruppo: il fatturato del comparto è cresciuto di oltre il 40% e pesa ormai circa il 18% dei ricavi complessivi.
Ancora più interessante l’evoluzione dei margini. L’Ebitda adjusted è salito a 125,9 milioni di euro, pari al 16,2% dei ricavi contro il 15,4% di un anno fa, segnale che la società sta riuscendo a migliorare l’efficienza operativa nonostante un contesto non semplice sul fronte dei costi e della domanda globale.
Anche l’Ebit è cresciuto in modo significativo, +14% a 91,4 milioni, mentre l’utile netto consolidato ha raggiunto 71,9 milioni di euro (+14,5%). L’utile netto di competenza del gruppo si è attestato a 61,7 milioni, in progresso del 7,5%.
Molto positivo anche il dato sul margine industriale netto, salito al 53,4% dei ricavi dal 52,3% dello scorso anno, un miglioramento che suggerisce una buona capacità di gestione del mix prodotto e del pricing.
Sul fronte prospettico, De’ Longhi ha confermato la guidance per l’intero 2026: crescita del fatturato a un tasso “mid-single-digit”, Ebitda adjusted compreso tra 640 e 660 milioni di euro. La società ha comunque sottolineato che continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione dello scenario geopolitico internazionale, elemento che potrebbe incidere sia sui consumi sia sulla catena di approvvigionamento.
Dal punto di vista della remunerazione degli azionisti, l’assemblea ha approvato un dividendo di 0,85 euro per azione, con payout ratio pari al 40,2% dell’utile netto consolidato. Lo stacco cedola è previsto per il 18 maggio 2026, con pagamento dal 20 maggio.
Nel complesso, i risultati confermano come De’ Longhi continui a mostrare una struttura industriale molto solida, con una buona capacità di crescita anche in una fase macroeconomica complessa. In particolare, il rafforzamento della divisione professionale sta progressivamente cambiando il profilo del gruppo, rendendolo meno dipendente dai consumi domestici tradizionali e potenzialmente più resiliente nel medio periodo.
De' Longhi, la reazione dei prezzi riporta l'azione sopra quota € 36
Dal punto di vista grafico il movimento è particolarmente interessante perché il mercato ha completamente annullato i segnali di debolezza emersi nella scorsa settimana. Il 7 e l’8 maggio il titolo aveva infatti disegnato due candele “shooting star” in area 36,10 euro, figure spesso associate a perdita di momentum rialzista e potenziali inversioni correttive.
Quelle configurazioni avevano anticipato il forte ribasso dell’11 maggio (-3,84%), facendo temere l’avvio di una fase di consolidamento più ampia.
Martedì però la reazione del mercato è stata molto forte e ha cambiato nuovamente il quadro tecnico. Il titolo è tornato infatti stabilmente sopra la soglia dei 36 euro, livello che rappresentava una resistenza molto importante sia dal punto di vista psicologico sia grafico.
La violazione rialzista di quest’area migliora sensibilmente il quadro di breve e medio periodo e apre ora spazio a un possibile allungo verso il lato alto del canale crescente partito dai minimi di settembre 2022, che transita attualmente in area 40,50 euro.
Il movimento è stato sostenuto anche dai risultati trimestrali già citati, che hanno mostrato crescita dei ricavi, miglioramento della redditività e conferma della guidance 2026.
Elementi che hanno rafforzato la fiducia del mercato sulla capacità del gruppo di continuare a crescere anche in un contesto macroeconomico non semplice.
Resta comunque importante monitorare alcuni livelli di supporto nel breve termine.
Sotto area 34,50 euro tornerebbero infatti timori di una nuova fase correttiva.
Attenzione inoltre ai tre gap rialzisti lasciati aperti durante il recupero: base a 33,42 euro, successivamente a 32,20 euro, e più in basso a 29,98 euro.
Finché i prezzi resteranno sopra area 34,50 il controllo tecnico resterà comunque saldamente nelle mani dei compratori.