Asia-Pacific è in recupero e il Nikkei 225 guadagna l'1,38%
pubblicato:Dopo una seduta in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,69% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza è stata confermata.
Come ampiamente previsto la Bank of Japan (BoJ) ha alzato i tassi di 25 punti base sull'1,25% (sui massimi dal 1995). La decisione è stata approvata con sette voti favorevoli sui nove membri totali del board e quelli contrari di Toichiro Asada e Ayano Sato. I due erano stati nominati quest'anno dalla premier Sanae Takaichi, seguace dell'Abenomics, la politica dell'ex primo ministro Shinzo Abe volta a rilanciare l'economia attraverso una spesa aggressiva e una politica monetaria accomodante. Di recente, tuttavia, anche l'esecutivo aveva lasciato intendere di appoggiare un nuovo inasprimento, per lo meno nel breve.
E il clima rialzista per la regione si concretizza in un progresso di circa l'1,70% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in modesto recupero a fronte di un crollo di quasi lo 0,80% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,38% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi anche se di appena lo 0,07%).
Sul fronte macroeconomico, in agosto il tasso d'inflazione resta invariato in Giappone sull'1,9% annuo di luglio. Il dato rimane sui massimi nel 2026 e si conferma comunque ancora sotto al 2% di target della Bank of Japan (BoJ). Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% contro lo 0,5% della lettura finale di luglio. L'inflazione core è invece calata sull'1,7% annuo contro l'1,8% atteso dagli economisti per una lettura stabile rispetto al mese precedente.
Tutte ampiamente in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa l'1% entrambi, contro un progresso intorno all'1,60% per lo Shenzhen Composite.
Molto bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,90% (fa decisamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un'espansione intorno al 2%).
A Sydney si è limitato allo 0,01% il declino di un S&P/ASX 200 in controtendenza, mentre a Seoul è intorno al 2,40% il guadagno del Kospi trainato dalla positiva performance a Wall Street dei titoli del settore dei chip: Nvidia è stata la migliore del Dow Jones con un rialzo del 2,54% mentre Arm Holdings e Intel hanno registrato rally dell'8,57% e del 7,67% rispettivamente.
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