Asia-Pacific è in recupero e il Nikkei 225 guadagna lo 0,85%
pubblicato:Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, deprezzatosi per altro di appena lo 0,02% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista ma alla fine di generalizzato recupero è stata confermata. Tra gli investitori ritorna l'ottimismo sulle prospettive del settore tecnologico dopo i risultati trimestrali di SpaceX che hanno spinto in rally di oltre l'8% l'azienda di Elon Musk in after market a Wall Street.
Intanto secondo un sondaggio condotto da Reuters, 94 economisti su 100 prevedono che nel meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) di 27-28 ottobre la Federal Reserve (Fed) deciderà per una pausa ma il ciclo d'inasprimento monetario per la totalità degli osservatori ripartirà nella successiva riunione di 8-9 dicembre (l'ultima del 2026). E il clima positivo per la regione si concretizza in un progresso di oltre l'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di uno yen parimenti poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,85% (andamento sostanzialmente uguale per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,86%).
Sul fronte macroeconomico, in settembre l'export dal Giappone è rimbalzato del 16,7% annuo, in frenata rispetto al 19,3% di agosto e sotto al 20,1% del consensus. Le importazioni sono invece salite del 18,9% annuo, contro il 28,0% precedente e il 19,6% atteso. Il risultato è stato un deficit della bilancia commerciale sceso a 536,6 miliardi di yen (3,02 miliardi di euro al cambio attuale) dai 1.111,9 miliardi (62,63 miliardi di euro) di agosto, contro i 181,0 miliardi (1,02 miliardi di euro) del consensus.
Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,50% e lo 0,90% rispettivamente, contro un calo intorno allo 0,50% anche per lo Shenzhen Composite.
Male Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso di circa lo 0,70% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con una flessione superiore allo 0,80%).
A Sydney è stata dello 0,16% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul è di oltre il 3% il rally del Kospi. In settembre i prezzi alla produzione sono cresciuti in Corea del Sud del 7,7% annuo, in lieve rallentamento rispetto al 7,9% di agosto. Su base sequenziale l'indice è invece salito dello 0,2% contro lo 0,1% precedente.
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