Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,92%
pubblicato:Dopo un'altra seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, apprezzatosi dello 0,58% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ha virato decisamente in negativo.
Il prezzo del petrolio riprende a crescere poiché gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita causano timori sui flussi di greggio dal Medio Oriente, proprio mentre le forniture erano in ripresa. La corsa degli U.S. Treasury martedì aveva segnato una pausa nella costante ascesa iniziata in concomitanza con l'avvio della guerra lanciata da Usa e Israele contro l'Iran. Nonostante la tregua, nota la Cnbc, la domanda estera di titoli del debito di Washington continua comunque a indebolirsi.
La tendenza ribassista per la regione si concretizza in un calo dello 0,90% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di circa lo 0,20% a fronte di un calo intorno allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,92% (fa poco meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,70%).
Sul fronte macroeconomico, in agosto l’indice anticipatore del Giappone è salito su 118,0 dai 117,6 punti di luglio, contro i 118,1 punti del consensus. Fiducia delle aziende manifatturiere in recupero in Sol Levante. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è infatti cresciuto lo scorso mese su 22 punti dai 21 punti di agosto.
In settembre le riserve in valute estere sono calate in Cina su 3.400 miliardi di dollari dai 3.438 miliardi di agosto, contro i 3.425 miliardi del consensus. Le riserve d'oro di Pechino, intanto, sono aumentate a 77,47 milioni di once dai 76,73 milioni precedenti ma sono diminuite in termini di valore a 323,52 miliardi di dollari dai 350,08 miliardi di fine agosto.
Ultima giornata di stop per Shanghai e Shenzhen per la festa di metà autunno. Scambia regolarmente Hong Kong e lo fa in deciso ribasso: l'Hang Seng perde infatti circa lo 0,60% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un declino intorno all'1,70%). A Seoul è di circa l'1,80% il calo del Kospi, mentre a Sydney si è limitata allo 0,09% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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