Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,97%
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava in frenata per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, deprezzatosi dell'1,54% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza in negativo è confermata. Sul fronte mediorientale continua a prevalere l'incertezza. Donald Trump è tornato a minacciare l'Iran, contribuendo a nuovi rialzi per i corsi del greggio. Sotto i riflettori è però soprattutto la Cina, dopo la pubblicazione di dati macroeconomici che mostrano una crescita economica in rallentamento. In aprile la produzione industriale è salita in Cina del 4,1% annuo, in frenata rispetto al 5,7% di marzo e contro il progresso del 6,0% del consensus. Le vendite retail sono invece aumentate dello 0,2% annuo, contro l'1,7% di marzo e nella performance peggiore dal dicembre 2022. E il clima ribassista per la regione si concretizza in un calo intorno allo 0,50% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è poco mosso a fronte di un declino di circa lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,97% (andamento identico per l'indice più ampio Topix, parimenti deprezzatosi dello 0,97%). Lo spread tra il rendimento dei Japanese Government Bond (Jgb) e quello delle cedole del Topix è salito sui massimi dal 2007, quando la Bank of Japan (BoJ) era impegnata in un ciclo d'inasprimento. Attualmente il rendimento medio dai dividendi dei titoli parte del Topix è del 2,30% a fronte del 2,75% dei Jgb decennali. Per questo crescono le probabilità di una rotazione dagli investimenti azionari a quelli obbligazionari una volta che la volatilità del mercato dei bond si sarà attenuata.
In aprile i prezzi delle case nelle 70 maggiori città della Cina sono diminuiti del 3,5% annuo, in peggioramento rispetto al 3,4% di marzo. Su base sequenziale i prezzi sono invece scesi dello 0,1% contro lo 0,2% di marzo. In 49 delle 70 città oggetto dell'analisi è stata segnata una contrazione dei prezzi su base mensile, contro le 54 di marzo. Tutte ampiamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,40% e lo 0,80% rispettivamente, contro una flessione intorno allo 0,30% per lo Shenzhen Composite. Molto male Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di circa l'1,60% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una contrazione intorno all'1,50%). A Seoul è di circa lo 0,70% il guadagno del Kospi, mentre a Sydney è stato dell'1,45% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
RR - www.ftaonline.com