Asia-Pacific in recupero ma a Tokyo Nikkei 225 perde l'1,36%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,38% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici l'andamento misto si è enfatizzato ma l'estrema volatilità alla fine si è concretizzata in una tendenza di moderato recupero.

Sconfitta senza appello per Donald Trump alle elezioni di Midterm Usa. I Repubblicani perdono il controllo del Congresso e i Democratici conquistano anche Stati simbolo come Texas e Georgia. Il primo effetto su scala globale sono perdite per i titoli del settore dei semiconduttori su timori che un possibile cambio delle politiche Usa metta in discussione la crescita del business dell'intelligenza artificiale, in particolare per quanto riguarda la costruzione di infrastrutture (ovvero i data center).

Il clima rialzista per la regione si evidenzia intanto in un guadagno dello 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in calo di circa lo 0,30% a fronte di un parallelo rafforzamento di pari ammontare per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,42% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,89%).

Sul fronte macroeconomico, in ottobre la base monetaria del Sol Levante è crollata del 13,6% annuo, in miglioramento rispetto al 15,2% di settembre ma comunque nella ventiseiesima contrazione consecutiva. Il dato è lievemente migliore rispetto al declino del 14,0% del consensus. La base monetaria del Giappone si è attestata nel mese appena chiuso su quota 537.214 miliardi di yen (3.015 miliardi di euro al cambio attuale), in ribasso dai 535.421 miliardi (3.025 miliardi di euro) di settembre.

Moderato deterioramento per l'indice Pmi dei servizi della Cina elaborato da S&P Global in collaborazione con RatingDog, che si conferma comunque per il quarantaseiesimo mese sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. In ottobre l'indice è infatti sceso su 50,8 punti dai 51,6 punti di settembre, contro il marginale rialzo su 51,7 punti del consensus.

Le piazze cinesi celebrano il risultato delle elezioni Usa. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano il 2,16% e il 2,31% rispettivamente, contro un rally del 3,70% per lo Shenzhen Composite. Molto bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa l'1,40% (fa decisamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rimbalzo intorno al 4%). A Seoul è stato dello 0,62% il progresso del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,59% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

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