Asia-Pacific in recupero. Nikkei 255 guadagna un netto 2,28%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,90% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata complessivamente confermata. A sostenere il clima rialzista è ancora una volta Tokyo, dopo la netta vittoria ottenuta domenica alle urne del Partito liberal democratico (Pld) della premier Sanae Takaichi nelle elezioni per il rinnovo della Sh?giin (la Camera bassa della Dieta, il Parlamento giapponese). Il Nikkei 225 ha infatti chiuso sul nuovo record di 57.650,54 punti e anche il Topix ha registrato nuovi massimi storici a quota 3.855,28 punti. Ottimismo per il Sol Levante che si riflette anche sullo yen, in deciso recupero sul dollaro. E secondo Raphael Bostic, president della Federal Reserve (Fed) di Atlanta, si iniziano a vedere segnali che indicano come la fiducia nel biglietto verde stia venendo messa in discussione. Il clima di ottimismo nella regione si riflette intanto in un progresso di circa lo 0,80% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è sostanzialmente invariato a fronte di un rafforzamento superiore allo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna un netto 2,28% (fa poco peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,90%). Tra i singoli titoli va segnalato il rimbalzo del 10,65% di SoftBank Group Corporation, dopo che SoftBank Corporation (sussidiaria della conglomerata tecnologica giapponese attiva nelle telecomunicazioni) ha migliorato la guidance d'esercizio (successivamente a una crescita dell'8% per ricavi e utile operativo nei primi nove mesi dell'anno fiscale in chiusura a fine marzo). A contribuire alla performance di SoftBank anche il rinnovato ottimismo sulle prospettive della controllata Arm Holdings, il gruppo britannico la cui tecnologia è alla base dei processori che alimentano sostanzialmente tutti i terminali mobili ma che vede i suoi chip (sempre più utilizzati anche nei data center per l'intelligenza artificiale).
Per S&P Global Ratings la crisi del mattone di Pechino sarà peggiore del previsto nel 2026. L'agenzia di rating si attende che le vendite immobiliari calino del 10% -14% quest'anno in Cina, contro il 5% -8% dell'outlook di ottobre. "Si tratta di una recessione così radicata che solo il governo ha la capacità di assorbire l'eccesso di scorte", ha spiegato S&P, che si è detta particolarmente preoccupata per l'aggravarsi del declino dei prezzi delle case nelle principali città cinesi nel quarto trimestre 2025. Tutte in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,13% e lo 0,11% rispettivamente, contro una crescita dello 0,05% per lo Shenzhen Composite. Bene Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,50% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso intorno allo 0,70%). A Seoul è stata di appena lo 0,07% l'espansione del Kospi, che ha in ogni caso superato la soglia di 5.300 punti, mentre a Sydney un S&P/ASX 200 in controtendenza ha comunque limitato allo 0,03% il suo declino in chiusura della sessione.
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