Balza ancora lo spread: stabile il BTP, il mercato riscopre i Bund. Oggi a Roma previsto il DPFP da mandare a Bruxelles

di FTA Online News pubblicato:
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Rendimenti elevati per il debito pubblico italiano ancora in queste ore: il premio al rischio chiesto sul BTP a 10 anni è del 4,67% invariato. Balza lo spread sul Bund che si attesta a ben 125 punti base sui livelli di inizio 2025, ma è una ‘colpa relativa’, nel senso che sono soprattutto gli acquisti sui titoli di Berlino, che riducono il rendimento del Bund tedesco decennale di ben 15 punti base al 3,42%, ad accrescere le distanze. Di ben 151 punti base lo spread degli OAT decennali francesi (rendimento al 4,93%).

Fra ieri e oggi, nel centro di una tempesta di vendite che non ha risparmiato titoli europei, giapponesi e statunitensi, il Bund tedesco ha spolverato il suo carattere di safe haven, ossia di rifugio dal rischio, insieme al dollaro statunitense: una virtù preziosa in questa fase complicata, che purtroppo non è condivisa dai titoli italiani.
Troppo presto per ipotizzare interventi della BCE e forse è anche meglio così.

Driver di prezzo per i titoli di Stato potranno comunque anche essere i Documenti programmatici di finanza pubblica che gli Stati invieranno entro l 15 ottobre a Bruxelles.
La Francia registra dure proteste dopo il suo budget di ieri che taglia spese per 54 miliardi di euro per comprimere un deficit a rischio che mantiene Parigi nel braccio correttivo della procedura per eccesso di deficit.

Come l’Italia che stasera dovrebbe approvare in Consiglio dei ministri il DPFP, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica che fisserà le macrovariabili di contesto del bilancio pubblico in cui inserire poi le concrete misure della prossima manovra finanziaria.

Acceso il dibattito sulla flessibilità che Roma ha chiesto con una missiva inviata dalla premier Giorgia Meloni alla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.

I primi segnali giunti da una portavoce UE rimandano però le considerazioni alla clausola di salvaguardia già approvata e recentemente parzialmente allargata dalla difesa alle spese per la transizione e la sicurezza energetica.

Ma l’impatto dell’inflazione sulla spesa pubblica e quindi anche sui saldi di bilancio dell’Italia è prevedibile e forse evitabile.

Un approfondimento a questo link.

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