Banco BPM: guidance dividendo per azione 2026 aumentata a oltre €1

di FTA Online News pubblicato:
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Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 30 settembre 2026 del Gruppo Banco BPM.

Principali voci di conto economico
- Margine di interesse: € 2.329,6 milioni al 30 settembre 2026 (€ 2.324,6 milioni al 30 settembre 2025; +0,2%);
- Commissioni nette: € 2.070,1 milioni al 30 settembre 2026 (€ 2.023,0 milioni al 30 settembre 2025; +2,3%);
- Oneri operativi: € 2.043,7 milioni in calo rispetto a € 2.082,2 milioni dei primi nove mesi 2025 (-1,9%);
- Risultato della gestione operativa € 2.622,5 milioni rispetto a € 2.488,7 milioni dei primi nove mesi 2025 (+5,4%);
- Costo del credito verso clientela € 224,0 milioni rispetto a € 254,8 milioni dei primi nove mesi del 2025 (-12,1%);
- Risultato lordo dell’operatività corrente € 2.406,3 milioni rispetto a € 2.237,4 milioni dei primi nove mesi 2025 (+7,5%);
- Risultato netto € 1.532,1 milioni rispetto a € 1.492,7 milioni dei primi nove mesi 2025 proforma (+2,6%).

PROBABILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE
Lo scenario macroeconomico resterà condizionato dalle tensioni geopolitiche e dagli elevati prezzi energetici, verosimilmente per tutto il 2026. Il conflitto tra USA e Iran, iniziato a fine febbraio, prosegue senza prospettive di soluzione nonostante i tentativi diplomatici, impedendo la normalizzazione dei traffici nello Stretto di Hormuz. Anche il conflitto tra Russia e Ucraina continua senza soluzione. L’instabilità geopolitica pesa quindi sulle principali economie mondiali, pur in presenza di segnali di resilienza. La crescita mondiale, in lieve rallentamento nel 2026, proseguirà nel 2027 a ritmi stabili ma differenziati. Le stime per gli USA sono state ridotte al 2,1% nel 2026 e al 2,0% nel 2027; quelle per l’UEM rialzate all’1,0% e all’1,1%. In Italia, dopo un secondo trimestre superiore alle attese grazie a investimenti e consumi, la crescita è prevista allo 0,9% nel 2026, con un lieve rallentamento successivo. L’apprezzamento del dollaro potrebbe inoltre sostenere le esportazioni e la domanda estera netta. L’inflazione è tornata ad aumentare nel corso dell’anno, principalmente per effetto del rincaro delle materie prime energetiche. A settembre il dato più recente relativo all’indice armonizzato dei prezzi al consumo ha registrato una variazione del 3,8% su base annua nell’area Euro e del 4,2% in Italia. L’accelerazione dovrebbe essere temporanea, con un ritorno verso l’obiettivo del 2% nella seconda metà del 2027. La BCE ha finora effettuato due rialzi, portando il tasso sulle operazioni di rifinanziamento al 2,65%. Sebbene gli effetti di “second round” restino contenuti, permane il rischio di pressioni inflazionistiche più persistenti; i mercati scontano quindi un ulteriore rialzo entro fine anno e un possibile altro intervento nel 2027. Sul fronte della raccolta diretta con clientela, lo stock medio è atteso stabile nel quarto trimestre, anche in considerazione degli effetti delle recenti emissioni di titoli del debito pubblico. Gli impieghi sono previsti in ulteriore moderato incremento rispetto al terzo trimestre, continuando a beneficiare di un buon passo di erogazioni anche per l’ultimo trimestre dell’anno e di un livello di prepayment sempre inferiore a quello del 2025. Queste tendenze, unitamente alle azioni manageriali poste in essere dalla Banca e ad uno scenario di tassi di mercato favorevole, si riflettono in una dinamica del margine di interesse attesa nel quarto trimestre in crescita rispetto al terzo e, su base annua, anche rispetto al risultato 2025 (considerato al netto delle componenti one-off). Il risultato annuo delle commissioni è atteso in crescita rispetto al 2025 (considerato su base proforma con l’apporto di Anima da inizio anno, ai fini di confronto omogeneo) sia per il comparto dei “prodotti di risparmio” sia per le “altre commissioni”, per queste ultime grazie soprattutto all’apporto sostanziale delle fabbriche prodotto tra cui la partnership Numia sulla monetica, attesa in crescita nel quarto trimestre. Per quanto riguarda gli oneri operativi, il confronto normalizzato anno su anno – proforma per considerare l’apporto di Anima sull’intero esercizio 2025 – continuerà ad evidenziare i benefici derivanti dalla riduzione dei costi legati al piano di esodi. Per le spese amministrative, la consueta attenzione agli oneri di esercizio unita alle iniziative di riduzione della base costi, consentirà il contenimento della spinta inflazionistica derivante dal contesto macroeconomico. La qualità del credito continua a evidenziare una dinamica favorevole, sostenuta dalla solidità dell’asset quality e dalla progressiva riduzione dell’NPE ratio. Resta tuttavia opportuno mantenere una valutazione cauta sull’evoluzione dei default, tenuto conto dell’incertezza del quadro macroeconomico. La Banca conferma pertanto criteri selettivi nell’erogazione e livelli di copertura prudenziali, sia per le esposizioni performing sia per quelle non-performing. Su tali basi, il costo del credito dell’intero esercizio è atteso in miglioramento rispetto al 2025. Nel complesso, i risultati dei nove mesi 2026 e le attese per il quarto trimestre dovrebbero consentire per l’intero esercizio di superare la guidance di 1,95 miliardi prevista dal Piano Strategico, più che compensando l’impatto delle modifiche della normativa fiscale della Legge di bilancio 2026 e gli oneri sistemici non attesi. Analogamente per il 2027 le traiettorie attese consentiranno verosimilmente di generare un risultato ante imposte superiore all’obiettivo di piano; tale overperformance dovrebbe permettere di assorbire gli aggravi fiscali introdotti con la Legge di bilancio 2026, ferma rimanendo la necessità di valutare i potenziali impatti delle misure che saranno definite all’interno della Legge di bilancio 2027 e definire eventualmente – nell’ambito del nuovo Piano Strategico previsto entro il primo semestre del 2027 – le connesse azioni di mitigazione. Pur in un contesto di elevata incertezza, il raggiungimento dei risultati sinora conseguiti e le proiezioni attese, unite alla costante capacità di generazione organica di capitale, permettono di confermare gli obiettivi di remunerazione verso gli azionisti. A tal riguardo, oltre a migliorare ad oltre 1 Euro per azione la guidance di dividendo per il 2026, la Banca prosegue l’iter per l’esecuzione del programma di buyback annunciato, confermando l’obiettivo di portare la remunerazione complessiva nell’orizzonte 2024-2027 da 6 miliardi a circa 7 miliardi di Euro.

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