Wall Street crolla: fuga dall’intelligenza artificiale, Nasdaq 100 rompe la media a 200 giorni

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Il rally post-elettorale è durato una sola seduta. Nasdaq 100 e S&P 500 completano ampi doppi massimi: primi obiettivi ribassisti rispettivamente a 26.080 e 7.260 punti

Wall Street crolla: fuga dall’intelligenza artificiale, Nasdaq 100 rompe la media a 200 giorni

Il relief rally è stato di brevissima durata

Il violento rialzo successivo alle elezioni di metà mandato si è rivelato, almeno per ora, un relief rally di brevissima durata.

A Wall Street le vendite travolgono soprattutto i titoli legati all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori e alla costruzione dei data center.

Il Nasdaq Composite perde oltre il 5%, entrando ufficialmente in territorio di correzione, mentre il Nasdaq 100 cede circa il 5,8%.

L’S&P 500 arretra del 3,8% e il Dow Jones restituisce interamente il rialzo della seduta precedente, perdendo più di 1.500 punti.

Il movimento più impressionante riguarda il PHLX Semiconductor Index, in calo di oltre il 10% nella seduta e di circa il 29% rispetto al massimo del 6 ottobre.

Il comparto dei semiconduttori è quindi già entrato in un vero bear market, avendo superato la soglia convenzionale del 20% di ribasso.

Il mercato rivaluta le conseguenze della vittoria democratica

Nella prima reazione alle elezioni gli investitori avevano premiato la riduzione dell’incertezza politica, la prospettiva di uno stallo legislativo e le speranze di una soluzione diplomatica al conflitto con l’Iran.

A distanza di ventiquattr’ore, l’attenzione si è però spostata sulle possibili conseguenze della vittoria democratica per l’intelligenza artificiale e i data center.

Il mercato sta iniziando a scontare:

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    una possibile riduzione degli incentivi fiscali;

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    maggiori vincoli alla costruzione di data center;

  • •

    il trasferimento di parte dei costi delle reti elettriche sugli sviluppatori;

  • •

    controlli più severi su consumi energetici e impatto ambientale;

  • •

    una regolamentazione federale sulla sicurezza dell’AI;

  • •

    un rallentamento della crescita degli investimenti infrastrutturali.

Il vero timore non è necessariamente una moratoria federale, che potrebbe essere bloccata dal veto presidenziale, ma un rallentamento dei progetti a livello statale e locale, soprattutto dopo i risultati elettorali in Texas e Ohio.

Qualcomm accelera la rotazione fuori dall’AI

A peggiorare il sentiment hanno contribuito i risultati di Qualcomm, che ha registrato una contrazione dei ricavi.

La trimestrale ha rafforzato i dubbi sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte dai titoli tecnologici e sulla capacità del ciclo AI di continuare a crescere con la stessa intensità.

Le vendite colpiscono in particolare:

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    produttori di semiconduttori;

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    fornitori di memorie;

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    società legate alle infrastrutture dei data center;

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    operatori che hanno finanziato la crescita attraverso il debito;

  • •

    imprese con valutazioni fondate su utili attesi molto lontani nel tempo.

AMD perde circa il 14% e SanDisk il 17%, segnalando come il mercato stia riducendo rapidamente l’esposizione ai segmenti più speculativi del tema AI.

Correzione e bear market non sono la stessa cosa

Un indice entra convenzionalmente in correzione quando perde almeno il 10% rispetto a un massimo recente.

Si parla invece di bear market quando la flessione raggiunge o supera il 20%.

La situazione attuale può essere riassunta così:

Indice

Distanza dal massimo recente

Condizione tecnica

Nasdaq Composite

oltre -10%

Correzione

Nasdaq 100

circa -12,9%

Correzione

PHLX Semiconductor

circa -29%

Bear market

S&P 500

inferiore al 10%

Forte correzione, non ancora ufficialmente in territorio correttivo

Il fatto che il Nasdaq 100 sia entrato in correzione non implica automaticamente l’inizio di un mercato ribassista.

La violenza della seduta e la rottura di importanti supporti impongono però maggiore prudenza.

Nella seconda parte di questo articolo andremo ad esplorare il quadro tecnico dei principali indici Usa e la situazione del mercato obbligazionario.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.