Banco BPM dice no a Mps: Crédit Agricole cambia le carte del risiko bancario

di FTA Online News pubblicato:
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Anche Monte dei Paschi ha preso atto della decisione, confermando la chiusura delle consultazioni preliminari e precisando che continuerà a valutare tutte le possibili alternative strategiche.

Banco BPM dice no a Mps: Crédit Agricole cambia le carte del risiko bancario

Banco BPM interrompe ufficialmente le consultazioni con Monte dei Paschi di Siena, mettendo fine al progetto alternativo all'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo. Il consiglio di amministrazione di Piazza Meda ha deliberato all'unanimità di chiudere il dialogo avviato il 7 giugno, spiegando che, a quasi due mesi dall'invio della lettera d'interesse, non si sono create le condizioni per raggiungere un accordo condiviso.

La banca ha comunque ribadito il forte razionale industriale dell'operazione, che avrebbe potuto dare vita a un nuovo grande gruppo bancario nazionale, ma ha deciso di tornare a concentrarsi sul proprio piano strategico e sulla creazione di valore per gli azionisti.

Anche Monte dei Paschi ha preso atto della decisione, confermando la chiusura delle consultazioni preliminari e precisando che continuerà a valutare tutte le possibili alternative strategiche.

Per Intesa Sanpaolo la notizia rappresenta un elemento favorevole: viene infatti meno il principale progetto difensivo che Mps e Banco BPM stavano studiando per contrastare l'offerta pubblica di scambio lanciata da Ca' de Sass.

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Crédit Agricole diventa l'ago della bilancia del consolidamento bancario italiano

A pesare sulla decisione è stata soprattutto la posizione di Crédit Agricole, primo azionista di Banco BPM con una quota del 29,3%.

Il gruppo francese ha espresso un giudizio molto netto, affermando di non vedere alcuna creazione di valore in una fusione tra Banco BPM e Monte dei Paschi. Secondo il management di Parigi, l'operazione presenta numerose complessità senza offrire benefici sufficienti agli azionisti di Banco BPM.

Al contrario, Crédit Agricole ha indicato come scenario preferibile una futura integrazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia, progetto già valutato in passato e oggi più concreto grazie alla partecipazione ormai vicina al 30% detenuta nella banca italiana.

Le dichiarazioni della deputy general manager Clotilde L'Angevin sono particolarmente significative: "Nulla può essere fatto senza di noi e nulla può essere fatto contro di noi", una frase che sottolinea come il gruppo francese sia ormai diventato il principale arbitro del risiko bancario italiano.

La posizione di Crédit Agricole è inoltre decisiva perché qualsiasi operazione straordinaria richiederebbe il voto favorevole dell'assemblea degli azionisti, nella quale la banca francese dispone di un peso determinante.

Dal punto di vista tecnico Banco BPM rimane in consolidamento

Dal punto di vista grafico il titolo continua a mostrare un quadro costruttivo.

Dopo il forte rally registrato tra maggio e giugno, le quotazioni stanno consolidando i guadagni all'interno di una fase laterale compresa tra 14,90 e 16 euro circa, configurazione tipica di pausa dopo una forte accelerazione rialzista.

L'aspetto più positivo è che il consolidamento si sviluppa al di sopra della media mobile esponenziale a 50 giorni, che continua a salire e rappresenta il primo importante supporto dinamico. Ancora più sotto passa la media mobile a 200 giorni, anch'essa inclinata positivamente, a conferma del trend rialzista di fondo.

La soglia chiave rimane 15,95-16 euro: una chiusura convincente oltre questi livelli completerebbe la fase di accumulazione e potrebbe aprire spazio verso 16,50-17 euro in una prima fase.

Sul fronte opposto, finché i prezzi resteranno sopra 14,90-15 euro, il quadro tecnico continuerà a essere favorevole. Solo una violazione di quest'area indebolirebbe la struttura rialzista di medio periodo, aumentando il rischio di una correzione più ampia verso la media mobile a 50 giorni.

Nel complesso, l'uscita di scena del progetto Mps elimina una fonte di incertezza e riporta l'attenzione del mercato sulle future mosse di Intesa Sanpaolo e, soprattutto, sulle strategie di Crédit Agricole, destinata sempre più a giocare un ruolo centrale nel consolidamento del settore bancario italiano.