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Bancassurance, nuovo partner assicurativo in arrivo per le BCC?

di Giovanni Digiacomopubblicato:

L’accordo Iccrea Banca-Cattolica/Generali è in scadenza, si tratta di un accordo il cui rinnovo potrebbe valere circa mezzo miliardo di euro e per questo stimola l'interesse di molti istituti di credito. Vediamo cosa potrebbe accadere.

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Entra nel vivo la battaglia per le polizze da vendere con Iccrea Banca. Ieri sono tornati sul tema sia MF, che Reuters e, anche se il mercato non sembra ancora avere elaborato questi eventi, sicuramente si tratta di una partita importante per il nuovo quadro della bancassurance italiana che si sta formando. 

Iccrea Banca, un dossier da mezzo miliardo

Riassunto delle puntate precedenti. Generali ha corteggiato e conquistato con gentilezza e forza Cattolica, portando nel proprio perimetro gli accordi assicurativi con Iccrea Banca (la capofila delle BCC), quindi con uno dei maggiori gruppi bancari italiani. 

Iccrea Banca infatti è il quarto gruppo italiano per attivi (176,3 miliardi a fine giugno) ed è costituito da 120 Banche di Credito Cooperativo (da questo l’acronimo BCC) cui fanno a loro volta riferimento 2.470 sportelli, in gran parte al nord, ma non solo (fra l’altro proprio al Sud Iccrea Banca sta promuovendo un polo assicurativo meridionale).

Il rating di lungo termine di S&P sulle sue obbligazioni è appena stato promosso da BB a BB+ con outlook stabile (ancora nel territorio dei junk bond però) grazie al rafforzamento patrimoniale che negli ultimi anni ha visto la cessione di diversi grossi portafogli di NPL. Del gruppo S&P rating descrive buone prospettive di crescita con un utile atteso ben oltre il miliardo di euro quest’anno.

L’accordo Iccrea Banca-Cattolica/Generali è però in scadenza con la fine dell’anno ed entro questa stessa settimana dovrebbero arrivare alla banca del credito cooperativo le offerte non vincolanti per un nuovo accordo di bancassurance che potrebbe avere un valore dell’ordine di circa mezzo miliardo di euro (queste le valutazioni di due fonti vicine al dossier citate da Reuters).

Le assicurazioni delle BCC, la posta in gioco e gli interessati

La posta insomma è ghiotta, anche perché - secondo i rumors - BCC cercherebbe un partner unico sia per il ramo danni, che per il ramo vita.

Finora Cattolica aveva un ruolo di primo piano con il 70% delle joint venture comuni BCC Vita e BCC Assicurazioni, che poi sono quelle che vanno in scadenza a fine anno (ovviamente i clienti delle BCC non rimarranno senza assicurazione, anche se la selezione del nuovo o la conferma del vecchio partner arriveranno probabilmente a 2023 inoltrato). 

Delle due joint venture, BCC Vita è senza dubbio quella di maggior valore, ma come detto, sarebbe in corso un accorpamento del servizio. 

A questa decisione spingono diverse valutazioni: le nuove piattaforme informatiche, che comprendono anche ma non solo i canali online bancari, spingono naturalmente all’allargamento dei servizi, anche con operazioni di cross-selling. Nulla però è scontato e le proposte concrete, aggregate o singole, in arrivo dai vari interessati faranno la differenza.

In gara non c’è ovviamente solo Generali, anzi la riconferma dei vecchi accordi con Cattolica non è affatto scontata. Ci sarebbero anche Assimoco, Helvetia e forse Groupama, che di recente ha riconfermato la volontà di rimanere in Italia (ai francesi si sa l’Italia piace e spesso fanno anche bene).

Assimoco, per chi non lo sapesse, è una compagnia assicurativa del mondo cooperativo, con oltre 4,5 miliardi di euro di asset finanziari gestiti ed equamente attivo nel vita e nel danni. E’ comunque una SPA partecipata dalle assicurazioni cooperative tedesche Gruppo R+V, dalle Casse Rurali Raiffeisen, dal Fondosviluppo e da varie federazioni regionali cooperative. 

Non è chiaro quale possa essere l’evoluzione del dossier bancassurance di Iccrea Banca, sicuramente i contenuti delle proposte saranno importanti per le valutazioni finali. 

Conterà il quanto, ma anche il come, gli aspetti quantitativi saranno pesati come gli aspetti qualitativi, proprio perché l’innovazione in questo settore è ormai un fattore competitivo imprescindibile e perché questo genere di servizi sono trasversali a tutto il gruppo Iccrea che vuol fare le cose per bene anche in questo campo.

Bancassurance, contesto in movimento tra M&A e nuovi deal

Durante la fase dei bassi tassi d’interesse i servizi collegati a quelli creditizi tradizionali erano diventati per le banche sempre più importanti, con la crescita del peso delle commissioni nel fatturato. 

Adesso lo scenario sta cambiando, ma il macrotrend di evoluzione tecnologica del credito e dei servizi finanziari si è al contempo rafforzato. 

L’ondata di aggregazioni e fusioni nel mondo bancario ha poi rimesso in discussione diversi modelli e storiche alleanze, imponendo delle scelte esclusive. C’è stato persino il caso di Banco BPM, che ha deciso di tenere in house le soluzioni assicurative, seguendo un modello storico e solitario di Intesa Sanpaolo

C’è stato poi agli antipodi il caso di Axa, che ha sostenuto in parte l’aumento di capitale di MPS anche con l’obiettivo di difendere la storica partnership con il Monte dei Paschi. 

Si potrebbe poi aggiungere dell’atteso rinnovo dell’accordo tra Unipolsai e Bper e Banca Popolare di Sondrio, mentre - sempre sul fronte di Unipolsai - sarebbe in scadenza l’accordo con Unicredit (Incontra), anche se sicuramente è di minor peso della storica partnership del gruppo di Piazza Gae Aulenti con Allianz.

Di certo il quadro è dinamico e sicuramente la pressione competitiva degli operatori assicurativi per ottenere l’importante canale bancario è destinata a crescere. 

Si spera anche a vantaggio dei consumatori.

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