Bonus nuovi nati, come funziona la misura nel 2026
pubblicato:Anche quest'anno è previsto il beneficio una tantum per i nuovi nati e i figli adottati. E' soltanto uno dei provvedimenti necessari contro la denatalità italiana, ma dà il suo contributo

La denatalità, l’inverno demografico, la crisi dell’invecchiamento della popolazione italiana sono alcuni dei termini con cui viene indicata una delle sfide più formidabili d’Italia di oggi.
Gli strumenti messi in campo dai governi negli anni sono numerosi e gli allarmi si sono moltiplicati nel tempo da parte degli analisti che si sono cimentati sul tema.
Denatalità, una sfida anche per la politica e l'economia
Gli ultimi dati dell’Istat dello scorso ottobre hanno confermato che l’emorragia di nuove nascite che rischia di mettere a repentaglio il futuro del Bel Paese sotto molteplici punti di vista non si arresta, anzi peggiora. Nel 2024 le nuove nascite in Italia sono scivolate sotto la soglia delle 370 mila unità, con un calo del 2,6% sul 2023 e l’ammanco di quasi 10 mila bebè all’appello dell’anno precedente.
Anche i primi dati del 2025 confermano un peggioramento della crisi demografica: da gennaio a luglio sono nati in Italia 197.956 bambini, circa 13 mila in meno dello stesso periodo del 2024 (-6,3%). Abruzzo e Sardegna hanno mostrato una flessione a doppia cifra delle nascite, messe appena meglio Umbria, Lazio e Calabria, mentre i cali minori si registrano in Basilicata (-0,9%), Marche (-1,6%) e Lombardia (-3,9%).
Il panorama è desolante: nel 2024 si attesta a 1,18 il numero medio di figli per donna, un minimo storico in calo sul già preoccupante 1,20 del 2023 e a rischio di peggioramento con una fecondità di 1,13 nei primi sette mesi del 2025.
Il calo strutturale delle nascite va avanti dal 2008, quando si erano superati i 576 mila nuovi nati, da allora si sono persi quasi 207 mila nuovi nati l’anno, con un -35,8% che allarma non solo i demografi. Non basta l’apporto delle coppie in cui almeno uno dei partner è straniero, il 21,8% del totale delle nascite, esattamente 80.761.
Così anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha definito lo scorso giugno la denatalità una delle principali problmeatiche strutturali del nostro Paese, mettendono in luce le criticità anche in termini di crescita economia, finanza pubblica e sostenibilità del debito e restituendo al contrasto del declino demografico un chiaro obiettivo politico.
Denatalità, fra le misure di contrasto il Bonus nuovi nati
In questo contesto di decadenza si inseriscono da anni ormai i tentativi dello Stato italiano e dell’Europa di avviare e strutturare politiche di contrasto della denatalità che sostengano per esempio il reddito delle famiglie o che forniscono strutture di sostegno, come nuovi asili nido.
Nell’insieme di queste politiche si inserisce non soltanto l’Assegno Unico rinnovato e aggiornato nel 2026, che dal 2022 ha sostituito il cosiddetto Assegno di Natalità, cosiddetto “Bonus Bebè” risalente al 2015, ma anche il nuovo Bonus nuovi nati introdotto già con la legge di Bilancio 2025 e accompagnato da una nuova campagna di comunicazione istituzionale promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Due misure che integrano poi anche i vari interventi fiscali ed economici a favore dei nuclei familiari e che spaziano dalle scale di equivalenza dell'ISEE alla fiscalità di vantaggio per le famiglie con minori.
Ma in cosa consiste il Bonus nuovi nati?
Il nuovo Bonus Bebè prevede un contributo di € 1.000 per ogni bambino nato o adottato nel biennio 2025-2026. Si tratta di un bonus una tantum, ossia fruibile una volta soltanto per bimbo.
Un beneficio economico importante riservato però ai nuclei familiari con ISEE non superiore a € 40.000 l’anno.
Un altro vincolo alle richieste riguarda il limite di 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, un limite ampliato dai precedenti 60 giorni con il Messaggio numero 2345 dello scorso 24 luglio 2025.
L’accesso al beneficio avviene tramite i canali telematici dell’INPS.
Della misura possono giovare i cittadini italiani o di Paese membro dell’Unione Europea o loro familiari con diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente. Per i cittadini di Stati extra-Ue serve un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Possono accedere al Bonus nuovi nati anche i titolari di permesso unico di lavoro per un periodo superiore ai sei mesi, compresi quelli con permesso per motivi di ricerca. Per accedere alle prestazioni sociali serve comunque un permesso di durata non inferiore a un anno. Sono equiparati ai cittadini italiani, gli stranieri apolidi, i rifugiati politici o titolari di protezione internazionale; i britannici sono equiparati ai cittadini europei.
Il genitore che chiede il bonus deve avere una residenza in Italia.
L’assegno del Bonus Bebè non concorre infine alla determinazione del reddito complessivo ai fini dell’articolo 8 del Testo unico delle imposte sui redditi.
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