Borsa Italiana in calo. Male le banche, bene i petroliferi
pubblicato:Un avvio di ottava all'insegna delle vendite per i listini azionari italiani, europei e statunitense mentre rimontano le tensioni mediorientali in Iran con la richiusura dello Stretto di Hormuz.
Si segnala la cattura statunitense di un gargo iraniano nell'area che ha spinto Teheran a bloccare di nuovo il transito in questa arteria dell'energia globale.
I forti recuperi delle quotazioni del petrolio greggio nei mercati internazionali confermano l'incertezza dello scenario. Oggi dovrebbero comunque arrivare a Islamabad i negoziatori USA, secondo quanto dichiarato dal presidente Donald Trump.
Il 22 aprile, senza nuovi annunci, potrebbe scadere il cessate il fuoco USA-Iran.
In calo gli indici azionari americani: S&P 500 -0,37%; NASDAQ -0,64%; Dow Jones -0,13%
In rosso anche i maggiori mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -1,3%; Londra (FTSE 100) -0,61%; Francoforte (DAX) -1,15%; Parigi (CAC 40) -1,12%; Madrid (IBEX 35) -1,3%.
A Milano male i principali listini che subiscono per l'effetto, stimato tra lo 0,5% e lo 0,7% circa, dello stacco dei dividendi di importanti società quotate: FTSE MIB -1,36%, FTSE Italia All-Share -1,35%, FTSE Italia Mid Cap -1,28%, FTSE Italia STAR -1,21%.
Si riapprezza l'euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,179 (+0,34%).
Vendite moderate colpiscono invece i titoli di Stato europei alzandone i rendimenti: quello del BTP decennale segna un rialzo di 3 punti base al 3,72% e lo spread sul Bund si pone a 74 pb (dati MTS).
Il dietrofront su Hormuz penalizza molti titoli che venerdì avevano approfittato della notizia della riapertura dello Stretto come Stellantis (-1,24%) e Buzzi (-2,9%).
Scivolano anche i titoli del credito che veicolano in Italia e in Europa il nervosismo degli operatori con l'indice FTSE Italia Banche in calo del 3,35%.
Sotto pressione le big Intesa Sanpaolo (-2,09%) e Unicredit (-3%). Su quest'ultima influisce in maniera importante lo stacco della cedola da € 1,7208 e la presentazione stamattina del piano "volto alla creazione di valore per Commerzbank" (+1,16%). La banca guidata da Andrea Orcel "ritiene che Commerzbank non sia adeguatamente preparata ad affrontare le sfide future e sia eccessivamente concentrata sul conseguimento di risultati a breve termine": Piazza Gae Aulenti immagina un'integrazione della controlla HVB con Commerz per la creazione di un colosso da 45 miliardi di euro di ricavi e 21 miliardi di euro di utili.
Debole di nuovo il lusso con vendite su Ferrari (-1,75%) e Brunello Cucinelli (-1,3%) ma acquisti su Moncler (+0,77%) e su Salvatore Ferragamo (+1,48%). Su quest'ultimo si segnala che il primo azionista Ferragamo Finanziaria (con il 66%) ha annunciato la nomina di Fabrizio Freda a Special Strategic Advisor. Freda, ex numero uno di Estée Lauder e attualmente nel cda di Blackrock, potrà collaborare "alla scelta del futuro CEO, o assumere la carica di consigliere di amministrazione di Salvatore Ferragamo".
Performance positive per i petroliferi grazie al deciso recupero del petrolio greggio con il Brent che segna un rialzo del 5,16% a 95,04 euro.
In evidenza Eni (+2,5%) che ha annunciato una nuova importante scoperta a gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, nell'offshore indonesiano.
Sale anche Saipem (+3,18%), che ha siglato con Eni il contratto principale da 700 milioni di euro per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia, progetto annunciato il 3 febbraio scorso da Eni e Q8 Italia.
Oro in leggero rialzo a 4.797 dollari l'oncia (+0,56%).
GD - www.ftaonline.com