Borsa Italiana in calo: male utility e AI, resistono le banche
pubblicato:Seduta in rosso per i maggiori listini azionari italiani ed europei. Pesano sui listini europei anche la cattive performance di Wall Street dove affonda il Nasdaq e salgono i rendimenti del Treasury decennale di nuovo oltre il 5% (al 5,08% in queste ore con un balzo di ben 11 punti base). Al meeting dell’Onu il presidente USA Donald Trump ha inviato un nuovo out out all’Iran intimandogli un ritorno al tavolo negoziale, mentre si attendono gli esiti dei confronti del tycoon sull’Ucraina e con i leader del Golfo Persico. Si trova negli Stati Uniti oltre un decennio il presidente cinese Xi Jinping che incontrerà Donald Trump per un incontro sui temi del controllo dell’AI, della politica commerciale e forse del Medioriente. Prevale però sui mercati il pessimismo sull’andamento del conflitto in Medioriente e risalgono le quotazioni del petrolio greggio con il Brent di nuovo a 102,7 dollari barile (+3,46%) e il WTI a 92,53 dollari al barile (+2,22%).
In rosso Wall Street: S&P 500 -0,65%, Nasdaq -1,02% e Dow Jones -0,64% Perde terreno il mercato azionario europeo: Euro Stoxx 50 -0,38%; Dax tedesco -0,59%; Cac 40 francese -0,39%; Ibex 35 spagnolo -0,62% e Ftse 100 britannico +0,23%
Bene in avvio anche Piazza Affari: FTSE MIB -0,21%, Ftse Italia All Share -0,22%; Ftse Italia Mid Cap -0,6% e Ftse Italia STAR -0,48%
In calo la moneta unica su un biglietto verde in netto rafforzamento nonostante i rialzi del petrolio greggio per via di diversi segnali su una politica monetaria della Fed sempre più restrittiva (a partire dalle dichiarazioni di Michael Barr della Fed): il cambio EUR/USD a 1,394 (-0,4%).
Vendite violente colpiscono il sovereign UE con il rendimento del BTP decennale italiano in rialzo di 17 punti base al 4,49% e lo spread sul Bund a 95 punti base sul corrispondente Bund tedesco (3,54%).
Ieri l’Istat ha confermato il deficit 2025 al 3,1% del Pil negando all’Italia l’uscita dalla procedura europea per eccesso di deficit. Impatti sulla richiesta di una clausola di salvaguardia da 14 miliardi per energia e 22 miliardi per difesa che con l’Italia sotto procedura UE potrebbe diventare più complicata. Ne dovrà comunque tenere conto la nuova manovra finanziaria del governo.
Resiste a Milano il settore bancario: Ftse Italia Banche +0,02% Resta al centro dell’attenzione il Banco BPM (+1,21%) dopo i rumors su una possibile offerta congiunta di Unicredit (+0,23%) e Credit Agricole (-0,28%). La CFO di Credit Agricole Clotilde L’Angevin ha ribadito, alla luce delle quote del 29,3% raggiunte dalla Banque Verte in Banco BPM e dell’impegno di lungo periodo del gruppo nel Bel Paese, che attualmente su Piazza Meda non si può fare nulla senza il Credit Agricole; non si può fare nulla contro il Credit Agricole. Il gruppo francese può comunque aspettare per la maturazione della migliore soluzione perché ha piani di lungo periodo sulla banca.
Come noto nel contest del risiko si inseriscono anche le due offerte di Banca MPS (+0,37%) per Banco BPM e per Banca Generali (-0,15%). Si apprende da Il Messaggero che la danese Saxo Bank avrebbe completato l’acquisizione del 49% di BG Saxo SIM dalla stessa Banca Generali in pratica salendo al 100% della Società di Intermediazione Mobiliare.
Cede alle vendite Poste Italiane (-0,59%) durante la settimana di riavvio dell’opas su Telecom Italia (-0,36%). In parziale recupero anche la difesa con performance positive per Fincantieri (+0,2%) e Leonardo (+1,1%).
Il balzo dei rendimenti penalizza le utility e l’intero listino milanese: Ftse Italia Utenze -1,13%, male Enel -1,03%, A2A -1,63%, Hera -1,32%
Fa un passo indietro l’AI a Milano in queste ore dopo i recuperi recenti con Prysmian che cede l’1,59% ed STM che perde lo 0,99%
In controtendenza Technoprobe (+0,52%). Su quest’ultima si segnala una compravendita del 2% del capitale da T-Plus a Vector a seguito della quale quest’ultima detiene il 5,382% di Tehcnoprobe.
Tra i minori sotto i riflettori Pirelli (-1,29%): il suo Consiglio di amministrazione ha approvato a maggioranza (ma con il voto contrario dei rappresentanti di Sinochem) un piano di investimento pluriennale da circa 1 miliardo di euro (1,2 miliardi di dollari) negli Stati Uniti: le risorse saranno destinate al potenziamento dell’impianto di Rome in Georgia, che dovrebbe produrre a regime 6 milioni di pneumatici car e occupare circa 1000 nuovi dipendenti. Va però segnalata la debolezza odierna dell’automotive riflessa anche dal -1,77% di Stellantis.
Oro in flessione di nuovo a 4.283 dollari l’oncia (-1,29%).
GD - www.ftaonline.com