Borsa Italiana in forte calo. Anche Banche e AI sotto pressione
pubblicato:Seduta di forti cali per i listini azionari italiani ed europei nel contesto di una Wall Street in ripiegamento. Tornano massicce vendite sui titoli di Stato di qua e di là dall’Atlantico mentre risalgono le quotazioni del petrolio greggio.
Male gli indici azionari americani: S&P 500 -0,34%; NASDAQ -0,37%; Dow Jones -0,88%.
In rosso i maggiori mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -1,4%; Londra (FTSE 100) -0,74%; Francoforte (DAX) -1,27%; Parigi (CAC 40) -1,22%; Madrid (IBEX 35) -1,63%.
Molto male Piazza Affari, peggiore tra i maggiori listini europei: FTSE MIB -2,51%, FTSE Italia All-Share -2,49%, FTSE Italia Mid Cap -1,75%, FTSE Italia STAR -1,61%.
Seduta difficile per l’euro: EUR/USD segna 1,1194 (-0,57%) e la moneta unica cede lo 0,53% sullo yen. Forti vendite colpiscono di nuovo i titoli di Stato europei e statunitensi anche se nell’ultima ora la pressione ribassista si attenua in parte.
In chiusura il rendimento del BTP decennale segna il 4,63% con un rialzo di 7 punti base e uno spread sul Bund di 111 pb (dati MTS). Sotto i riflettori di nuovi l’OAT decennale francese, che, mentre prosegue un difficile confronto sul budget e si registrano nel Paese forti tensioni sociali, aumenta il rendimento di 9 punti base al 4,87%
All’attenzione anche i titoli di Stato USA: il Treasury a 10 anni tocca un rendimento del 5,36%, e il rendimento del Treasury a 30 anni tocca il 5,731% entrambi sui massimi dal 2002, 24 anni fa.
Il clima risk-off colpisce ancora una volta particolarmente il credito e schiaccia le storie particolari del settore: FTSE Italia Banche -4%. Affonda Unicredit -4,18% e si segnalano le indiscrezioni di MF secondo le quali il soggetto compratore degli asset russi è la cordata formata dai fondi Asas Capital e Mada Capital, entrambi basati negli Emirati Arabi Uniti. I cali del 4,04% di Intesa e del 3,97% di Banca MPS confermano che le vendite sul comparto sono generali. Secondo alcuni osservatori l’aumento dei rendimenti sovrani penalizza i bilanci bancari per le corrispondenti svalutazioni dei prezzi dei titoli di Stato in portafoglio, ma la patrimonializzazione raggiunta dalle banche e l’indebolimento di quel legame nell’ultimo decennio suggeriscono ad altri analisti altre interpretazioni.
Nonostante ottimi dati sulla raccolta di settembre ripiegano a Milano anche Fineco (-2,48%), Banca Mediolanum (-3,89%) e Azimut (-2,7%).
Si mostra prociclico oggi anche il settore dell'AI (reduce però da un periodo molto positivo): STM -4,07%, Prysmian -4,68%, Technoprobe -5,97%
Pochi i titoli positivi, tra questa Stellantis (+1,36%) che potrebbe avvantaggiarsi dei rumors raccolti da Bloomberg secondo le quali l’Europa preparerebbe un tetto alle importazioni di auto ibride prodotte in Cina.
Le quotazioni del petrolio greggio tornano oggi a salire con il Brent che segna 102,4 dollari al barile (+1,83%). Sicuramente contribuisce, nonostante la rilevazione di maggiori transiti dallo Stretto di Hormuz, la notizia di un numero crescente di attacchi nell’area e l’avvicinamento di una tempesta tropicale nel Golfo del Messico. Rincara anche il gas naturale con il TTF olandese a 78,55 euro/MWh (+3,.78%). Recuperano in questo contesto i petroliferi: Eni +0,41% e Saipem +0,11%, ma Tenaris -1,5%.
Il rialzo dei rendimenti mette pressione anche le utility: FTSE Italia Utenze -1,17%. Su Enel (-1,24%) segnaliamo che l'autorità brasiliana Aneel ha rinviato la decisione sulla revoca anticipata della concessione per la distribuzione di elettricità nell'area metropolitana di San Paolo. La revoca è raccomandata dal Ministero delle Miniere e dell'Energia del Paese verdeoro a causa dei problemi rilevati durante gli eventi climatici estremi verificatisi sin dal 2023.
In controtendenza Inwit (+1,87%) e Brunello Cucinelli (+0,22%)
Flette l’oro che torna a 4.105 dollari l’oncia (-1,32%).
GD - www.ftaonline.com