Borsa Italiana in rialzo: brilla Prysmian, bene STM, affonda Campari
pubblicato:Seduta in rialzo per i maggiori listini azionari italiani ed europei dopo la pubblicazione di importanti trimestrali nell’Eurozona e la decisione della BCE di mantenere invariati i tassi d’interesse, come da attese, nel giorno in cui la presidente Christine Lagarde ha annunciato la decisione di lasciare l’incarico in anticipo il prossimo 7 febbraio.
Anche la Fed ieri sera ha lasciato invariati i tassi e oggi il dato USA sul Pil del terzo trimestre si è attestato al 3,4% (oltre le attese ferme al 3,2%).
A Wall Street però attirano l’attenzione gli affondi di Alphabet (-12,27%): fanno notizia l'erosione di cassa nel terzo trimestre per gli investimenti in AI e il rischio di un impatto sul business principale della pubblicità proprio dai servizi dell’AI review.
Prevalgono le vendite a New York: S&P 500 -0,36%; NASDAQ -1,32%; Dow Jones -0,38%
Positivi al termine i maggiori mercati azionari europei: EURO STOXX 50 +0,72%; Londra (FTSE 100) +0,3%; Francoforte (DAX) +1,45%; Parigi (CAC 40) +1,05%; Madrid (IBEX 35) -0,16%.
Bene anche Piazza Affari: FTSE MIB +0,36%, FTSE Italia All-Share +0,36%, FTSE Italia Mid Cap +0,48%, FTSE Italia STAR +1,02%.
Euro in leggero rialzo sul dollaro: EUR/USD segna 1,1162 (+0,1%).
Cauti acquisti sui titoli di Stato comprimono oggi i rendimenti del sovereign UE: il rendimento del BTP decennale segna un calo di 1 punto base al 4,5%, lo spread sul Bund si pone a 114 pb (dati MTS).
In Italia si elaborano le indicazioni giunte ieri sera dall’approvazione da parte del governo della manovra finanziaria 2027 da 26 miliardi di euro.
Protagonista di seduta a Milano Prysmian +6,64% grazie a risultati trimestrali migliori delle attese e alla revisione al rialzo della guidance 2026. Nel terzo quarto i ricavi segnano +13,1% a/a a 6,417 miliardi di euro (consensus 5,926), EBITDA adjusted +32% a 851 milioni (consensus 793), indebitamento netto -33,8% a 2,857 miliardi (consensus 3,351), FCF nei nove mesi +66,9% a 1,434 miliardi (consensus 563 milioni), l'utile netto scende del 31,4% a 408 milioni principalmente per il beneficio non ricorrente rilevato nel 2025 a seguito della cessione di YOFC. Nuova guidance 2026: EBITDA adjusted a 3,075-3,125 miliardi da 2,8-2,9, FCF a 1,75-1,85 miliardi da 1,65-1,75.
Al contrario segna un pesante ribasso dopo i dati il titolo di Campari (-6,64%): i dati di vendita al 30 settembre indicano ricavi a 2,289 miliardi di euro, pari a una crescita organica del 2,9% a/a, con leggera accelerazione nel terzo trimestre (+3,4%). La guidance 2026 viene confermata a vendite organiche in miglioramento del 3% circa (meglio del settore) con un margine EBIT-rettificato in crescita organica.
Debole al termine il settore del credito: FTSE Italia Banche -0,24%. Oggi, come previsto, l'assemblea straordinaria di Banca MPS (+0,24%) ha bocciato le offerte per Banco BPM (-0,36%) e Banca Generali (-0,16%) e la proposta di fusione con Mediobanca (-0,15%). Ripiega Intesa (-0,45%), vincitrice della partita senese che ha sottoposto il successo della propria offerta sulla stessa MPS proprio al no dei soci alle proposte alternative dell’ad Luigi Lovaglio. Si segnala la presenza in manovra di un contributo da oltre 5 miliardi di euro da parte di banche e assicurazioni: questo fattore e l'aumento della Tobin Tax dallo 0,2% allo 0,6% potrebbero contribuire alla debolezza odierna dei titoli del risparmio come Fineco (-1,32%) e Banca Mediolanum (-1,18%).
Chiude la seduta in rialzo il titolo di STMicroelectronics (+1,87%) dopo i risultati del terzo trimestre superiori alla guidance fornita dal gruppo. Per il quarto trimestre la guidance vede ricavi a 4,15 miliardi di dollari e gross margin a 39%, sopra il consensus pari a 4,10 miliardi e 38,1% rispettivamente. Bene nel settore tecnologico anche il titolo Technoprobe (+1,22%).
Arretrano dopo i recenti allunghi le quotazioni del petrolio greggio: il Brent segna 114 dollari/barile (-1,16%). In correzione anche il gas naturale con il TTF olandese a 98,52 euro/MWh (-2,17%). Chiude sul riferimento il titolo di Eni (€ 26,89) mentre Italgas cede lo 0,47% nonostante la pubblicazione di risultati dei 9 mesi in forte crescita con ricavi adj. a 1,981 mld (+10,1%) e un utile della capogruppo in miglioramento del 18,3% a € 585,5 mln. Deboli altre utility come Enel (-0,29%), A2A (-0,37%) ed Hera (-0,27%).
In correzione fisiologica Stellantis (-1,41%) dopo il +15,38% messo a segno ieri in scia ai risultati del terzo trimestre.
In calo l’oro, che torna a 4.017 dollari l’oncia (-0,53%), mentre recupera terreno il bitcoin che torna a 81,162 dollari (+1,04%).
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