Borsa, chi sale e chi scende dopo il raid americano in Venezuela

di Simone Ferradini pubblicato:
2 min

Nuova spinta propulsiva al settore difesa, bene anche i petroliferi sulla prospettiva di massicci investimenti nel Paese sudamericano. Vendite sul lusso che soffre per l'escalation geopolitica

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Operatori e investitori fanno i conti dopo il blitz con cui le forze speciali di Trump hanno sequestrato il presidente venezuelano Maduro e consorte. L'operazione sembra essere l'avvio di una nuova era delle "relazioni" internazionali degli USA, dove la diplomazia e gli sherpa abbandonano la scena in favore della supremazia militare.

Acquisti a raffica sulla difesa

In questo scenario riprendono quota le azioni dei gruppi attivi nel settore difesa come Leonardo, Fincantieri e Avio in Italia, BAE Systems, Rheinmetall, Dassault Aviation e molte altre nel resto d'Europa. É fin troppo chiaro che con gli standard imposti da Trump le capacità di difesa ed offesa militari saranno la base dei negoziati con cui ogni Paese o unione di Paesi cercheranno di portare avanti i propri interessi.

Le conseguenze sul settore petroliferi

L'altro settore direttamente interessato è quello petrolifero. Il Venezuela detiene le riserve di greggio più grandi al mondo, superiori anche a quelle dell'Arabia Saudita. L'operazione di Trump è ovviamente diretta ad assumere il controllo di questo asset strategico. La particolarità della situazione è rappresentata dal fatto che il petrolio venezuelano è particolare e richiede infrastrutture specifiche per essere raffinato.

Secondo fonti raccolte da Reuters, funzionari della Casa Bianca stanno sollecitando i gruppi petroliferi USA a investire nel Paese sudamericano. A beneficiare della situazione sono Tenaris e Saipem che sono attive nella fornitura di prodotto e servizi al settore petrolifero. Più indietro Eni che potrebbe nel lungo termine soffrire in caso di flessione del prezzo del greggio a seguito dell'incremento dell'offerta proveniente dal Venezuela.

Giù il lusso

Ad essere penalizzato è il settore lusso: a Milano perdono terreno Moncler, Brunello Cucinelli e Salvatore Ferragamo, a Parigi LVMH e Dior. Il comparto è penalizzato, come di consueto, dal clima di tensione internazionale che sfavorisce viaggi e vacanze. É infatti noto che lo shopping dei vacanzieri è un capitolo determinante dei bilanci dei gruppi del comparto.

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