Sorpresa MPS, niente conferma per l'AD Lovaglio
pubblicato:Il manager paga la disputa con Caltagirone sull'integrazione di Mediobanca

Colpo di scena a Siena: l'a.d. Lovaglio sarà probabilmente escluso dalla lista per il rinnovo del cda che il board stesso presenterà entro oggi. Il manager era entrato in collisione con l'azionista Caltagirone sul dossier dell'integrazione di Mediobanca.
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Caltagirone fa valere il suo peso
Secondo le informazioni raccolte da MF-Milano Finanza ieri il comitato nomine di MPS, al termine di una riunione terminata alle 21, ha deciso di escludere l'a.d. di Rocca Salimbeni dalla short list di 20 nomi (dai 30 della lista preliminare) che entreranno nella lista del cda per il rinnovo del board stesso nell'assemblea di aprile.
Lovaglio era entrato in bagarre con alcuni consiglieri e soprattutto con Francesco Gaetano Caltagirone, secondo azionista della banca senese con oltre il 10% alle spalle della Delfin della famiglia Del Vecchio che ha più del 17%. L'imprenditore romano era contrario al piano di integrazione di Mediobanca mediante delisting della stessa, che invece costituiva parte centrale dell'offerta con cui MPS ha conquistato l'86% di Piazzetta Cuccia.
Qualche segnale capace di anticipare questi sviluppi era arrivato all'inizio della scorsa settimana con le indiscrezioni secondo cui il Tesoro, che ha ancora il 4,9% di MPS, si sarebbe tenuto fuori dalle trattative per la lista: un segnale negativo per Lovaglio visto che la sua nomina a a.d. era stata decisa dal MEF nel febbraio 2022 quando era primo azionista. Inoltre il manager non poteva nemmeno fare affidamento su Delfin (che è a favore del suo progetto) a causa delle diatribe interne alla holding: nelle ultime settimane sono circolati rumor (smentiti) di cessione delle partecipazioni finanziarie.
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Palermo in pole per la poltrona di Lovaglio
La scorsa settimana Rocca Salimbeni ha presentato il piano industriale al 2026-2030 battezzato “From deep roots to new frontiers, a leading competitive force in banking”, piano che ha come obiettivo la creazione di un nuovo gruppo bancario integrato destinato a diventare il terzo operatore italiano per dimensioni, con una base di oltre 7 milioni di clienti tra famiglie, imprese e clientela corporate.
L’integrazione con Mediobanca rappresenta il cuore del piano industriale. Il gruppo stima sinergie complessive pari a circa 700 milioni di euro a regime, grazie alla complementarità dei due modelli di business. La fusione dovrebbe completarsi entro la fine del 2026, mentre la definizione del concambio azionario è prevista entro il 10 marzo.
La strada sembra quindi decisa nel segno del piano voluto da Lovaglio. Ma evidentemente Caltagirone ha preteso e ottenuto l'invio di un messaggio molto chiaro: chi è contro di me può anche spuntarla ma poi viene fatto fuori. In pole position per la poltrona di Lovaglio c'è ora Fabrizio Palermo (a.d. di Acea e ex a.d. di CDP), in seconda battuta Carlo Vivaldi (oltre 30 anni in Unicredit e oggi imprenditore e consigliere di Banca Mediolanum).
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