Sorpresa MPS, niente conferma per l'AD Lovaglio

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Il manager paga la disputa con Caltagirone sull'integrazione di Mediobanca

Sorpresa MPS, niente conferma per l'AD Lovaglio
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Colpo di scena a Siena: l'a.d. Lovaglio sarà probabilmente escluso dalla lista per il rinnovo del cda che il board stesso presenterà entro oggi. Il manager era entrato in collisione con l'azionista Caltagirone sul dossier dell'integrazione di Mediobanca.

  • Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n

Caltagirone fa valere il suo peso

Secondo le informazioni raccolte da MF-Milano Finanza ieri il comitato nomine di MPS, al termine di una riunione terminata alle 21, ha deciso di escludere l'a.d. di Rocca Salimbeni dalla short list di 20 nomi (dai 30 della lista preliminare) che entreranno nella lista del cda per il rinnovo del board stesso nell'assemblea di aprile.

Lovaglio era entrato in bagarre con alcuni consiglieri e soprattutto con Francesco Gaetano Caltagirone, secondo azionista della banca senese con oltre il 10% alle spalle della Delfin della famiglia Del Vecchio che ha più del 17%. L'imprenditore romano era contrario al piano di integrazione di Mediobanca mediante delisting della stessa, che invece costituiva parte centrale dell'offerta con cui MPS ha conquistato l'86% di Piazzetta Cuccia.

Qualche segnale capace di anticipare questi sviluppi era arrivato all'inizio della scorsa settimana con le indiscrezioni secondo cui il Tesoro, che ha ancora il 4,9% di MPS, si sarebbe tenuto fuori dalle trattative per la lista: un segnale negativo per Lovaglio visto che la sua nomina a a.d. era stata decisa dal MEF nel febbraio 2022 quando era primo azionista. Inoltre il manager non poteva nemmeno fare affidamento su Delfin (che è a favore del suo progetto) a causa delle diatribe interne alla holding: nelle ultime settimane sono circolati rumor (smentiti) di cessione delle partecipazioni finanziarie.

  • Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com

Palermo in pole per la poltrona di Lovaglio

La scorsa settimana Rocca Salimbeni ha presentato il piano industriale al 2026-2030 battezzato “From deep roots to new frontiers, a leading competitive force in banking”, piano che ha come obiettivo la creazione di un nuovo gruppo bancario integrato destinato a diventare il terzo operatore italiano per dimensioni, con una base di oltre 7 milioni di clienti tra famiglie, imprese e clientela corporate.

L’integrazione con Mediobanca rappresenta il cuore del piano industriale. Il gruppo stima sinergie complessive pari a circa 700 milioni di euro a regime, grazie alla complementarità dei due modelli di business. La fusione dovrebbe completarsi entro la fine del 2026, mentre la definizione del concambio azionario è prevista entro il 10 marzo.

La strada sembra quindi decisa nel segno del piano voluto da Lovaglio. Ma evidentemente Caltagirone ha preteso e ottenuto l'invio di un messaggio molto chiaro: chi è contro di me può anche spuntarla ma poi viene fatto fuori. In pole position per la poltrona di Lovaglio c'è ora Fabrizio Palermo (a.d. di Acea e ex a.d. di CDP), in seconda battuta Carlo Vivaldi (oltre 30 anni in Unicredit e oggi imprenditore e consigliere di Banca Mediolanum).

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

Simone Ferradini
Simone Ferradini

Nato a Firenze nel 1970. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie all'Università di Siena con una tesi sulla gestione del passivo delle banche. Analista finanziario dal 1999 con esperienza nell'ambito dell'analisi fondamentale equity, dell'analisi tecnica e dellanalisi dei dati macroeconomici. Ha tenuto corsi di formazione per personale bancario su mercati e strumenti finanziari. Collabora con FTAOnline dal 2002 occupandosi di approfondimenti tecnici e macroeconomici. Dal 2013 iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti, contribuisce ai lanci del notiziario e redige articoli per il sito.