Borse europee in calo: inflazione e rendimenti mettono sotto pressione FTSE MIB e DAX
pubblicato:FTSE MIB e DAX violano importanti linee di tendenza: la tenuta dei prossimi supporti sarà decisiva per evitare un’estensione della correzione

Le Borse europee terminano l’ultima seduta di settembre in ribasso
Le Borse europee terminano l’ultima seduta di settembre in ribasso, penalizzate dalle nuove indicazioni sull’inflazione e dalle tensioni che nelle ultime settimane hanno interessato il mercato obbligazionario.
Il FTSE MIB chiude in calo dello 0,84%, mentre tra le principali piazze europee il DAX cede lo 0,79% a 25.199,19 punti e il CAC 40 arretra dello 0,89% a 7.964,51 punti.
Il quadro resta negativo anche a livello continentale. Lo STOXX Europe 600 perde lo 0,50% e conclude settembre con una flessione mensile del 2,50%, la prima da marzo.
A livello settoriale, retail e risorse di base registrano le performance migliori della seduta, mentre assicurazioni, media e costruzioni mostrano la maggiore debolezza.
Inflazione tedesca sopra le attese
I dati macroeconomici mantengono in primo piano il tema dell’inflazione. In Germania il tasso annuo sale al 3,30% a settembre, dal 2,90% di agosto, superando il 3,10% previsto. Su base mensile i prezzi aumentano dello 0,60%.
Le indicazioni sul ciclo economico risultano invece più deboli. Le vendite al dettaglio di agosto diminuiscono dello 0,40% su base annua, mentre il numero dei disoccupati cresce di 12.000 unità, contro le 1.000 attese. Il tasso di disoccupazione rimane al 6,40%.
Il quadro combina quindi pressioni sui prezzi superiori alle previsioni con segnali meno brillanti provenienti da consumi e mercato del lavoro. Una configurazione scomoda per la Banca centrale europea, chiamata a contrastare l’inflazione senza aggravare il rallentamento della crescita.
Accelerano i prezzi anche in Francia
In Francia l’inflazione preliminare raggiunge il 3% annuo, sopra il 2,80% previsto e il 2,40% registrato in precedenza.
La spesa dei consumatori diminuisce dello 0,50% mensile ad agosto, mentre i prezzi alla produzione aumentano del 4,80% su base annua. Il CAC 40 risente del quadro e conclude la seduta in calo dello 0,89%.
La combinazione tra energia cara, inflazione superiore alle attese e domanda interna meno brillante aumenta il rischio di una fase nella quale la crescita rallenta senza produrre una discesa sufficientemente rapida dei prezzi.
I rendimenti obbligazionari condizionano le valutazioni
Le nuove indicazioni sull’inflazione arrivano mentre i mercati obbligazionari internazionali attraversano una fase di forte tensione. Il rialzo dei rendimenti statunitensi si è trasferito anche all’Europa, aumentando il costo del capitale per governi e imprese.
Rendimenti più elevati penalizzano soprattutto i settori caratterizzati da multipli elevati, forte indebitamento o flussi di cassa attesi nel lungo periodo. Il movimento spiega la debolezza mostrata nella seduta da costruzioni, assicurazioni e media.
Le pressioni sui titoli di Stato potrebbero inoltre limitare la libertà d’azione della BCE. Se l’inflazione dovesse rimanere sopra le attese, Francoforte avrebbe meno spazio per sostenere l’economia attraverso una politica monetaria più accomodante.
FTSE MIB: violata la base del canale rialzista
Il grafico del FTSE MIB mostra un evidente deterioramento del quadro di breve periodo. L’indice ha violato la linea inferiore del canale crescente sviluppato dai minimi della primavera 2025, scendendo contemporaneamente sotto la media mobile esponenziale a 100 giorni, passante in area 51.300-51.400 punti.
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La rottura assume rilievo perché avviene dopo diverse settimane di oscillazione laterale e dopo ripetuti tentativi di difesa della stessa area. La congestione costruita tra circa 51.000 e 52.500 punti rischia quindi di risolversi al ribasso.
La conferma in chiusura della violazione del canale aprirebbe spazio verso 51.000 punti e successivamente verso 50.500-50.600 punti. Quest’ultima fascia rappresenta un supporto particolarmente importante: una sua perdita potrebbe estendere la correzione verso 50.000 e quindi in direzione di 49.200-49.500 punti.
Per ridurre il rischio ribassista, il FTSE MIB dovrà recuperare rapidamente la fascia 51.400-51.600. Un primo segnale costruttivo arriverebbe tuttavia soltanto con il ritorno sopra 52.100-52.200 punti, dove transita la media mobile a 50 giorni.
Oltre questa soglia tornerebbero in primo piano le resistenze a 52.500 e successivamente a 53.500-53.800 punti.
DAX sotto il lato inferiore del canale
Anche il DAX fornisce un segnale tecnico negativo. L’indice tedesco ha violato sia la base del canale crescente tracciato dai minimi di aprile sia il supporto orizzontale in area 25.500-25.550 punti.
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La chiusura a 25.199 punti porta le quotazioni a ridosso del primo sostegno psicologico a 25.000 punti. Una discesa sotto questa soglia confermerebbe la rottura del canale e potrebbe accelerare la correzione verso:
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24.750 punti;
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24.450-24.500 punti;
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24.000-24.100 punti, supporto di maggiore rilievo.
La rapidità con cui l’indice reagirà alla rottura sarà importante. Un immediato recupero sopra 25.500-25.600 punti trasformerebbe infatti il cedimento in un possibile falso segnale e potrebbe alimentare un movimento contrario, riportando i prezzi verso 25.900-26.000 punti.
Finché il DAX resterà sotto 25.500 punti, il vantaggio rimarrà però dalla parte dei venditori.
Ottobre inizia con supporti decisivi sotto esame
Il mese di settembre si conclude quindi con un peggioramento non soltanto macroeconomico, ma anche tecnico. FTSE MIB e DAX hanno raggiunto o violato livelli che avevano sostenuto la tendenza rialzista degli ultimi mesi.
Il segnale non determina automaticamente l’avvio di una correzione profonda: dopo una rottura sarà necessario verificarne la conferma nelle sedute successive. Tuttavia, la contemporanea pressione esercitata da inflazione, petrolio e rendimenti obbligazionari rende il mercato più vulnerabile.
Per il FTSE MIB saranno decisive la tenuta di 51.000 e 50.500-50.600 punti. Per il DAX l’attenzione si concentra invece su 25.000 e 24.750 punti.
Un rapido ritorno sopra le linee violate ridimensionerebbe l’allarme. Una conferma delle rotture, accompagnata da un nuovo aumento dei rendimenti, potrebbe invece trasformare il consolidamento delle ultime settimane nell’avvio di una correzione più estesa.
Possibili strategie rialziste sugli ETF short
Se le violazioni ribassiste registrate mercoledì trovassero conferma nelle prossime sedute, si potrebbe valutare l’avvio di strategie rialziste su ETF short, strumenti che beneficiano della discesa degli indici sottostanti.
La conferma arriverebbe con la permanenza del FTSE MIB sotto 51.000-51.300 punti e del DAX sotto 25.500 punti, possibilmente accompagnata dall’aumento dei volumi e dalla mancata capacità dei prezzi di recuperare rapidamente i livelli violati.
In questo scenario, la rottura di 50.500-50.600 punti sul FTSE MIB e di 25.000 punti sul DAX rafforzerebbe ulteriormente il segnale ribassista.
L’eventuale ingresso sugli ETF short dovrebbe comunque essere subordinato alla conferma delle rotture, perché un rapido ritorno degli indici sopra i precedenti supporti trasformerebbe il movimento in un falso segnale e renderebbe opportuno chiudere o ridurre l’esposizione.
Particolare prudenza è necessaria con gli ETF short a leva, che replicano la variazione inversa su base giornaliera e possono risentire significativamente della volatilità e dell’effetto compounding quando vengono mantenuti per più sedute.
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