Debito USA oltre il 100% del PIL
pubblicato:Il superamento della soglia del 100% del PIL da parte del debito pubblico statunitense ha inevitabilmente attirato l'attenzione degli investitori.
Al 31 marzo il debito detenuto dal pubblico ha raggiunto 31.265 miliardi di dollari, leggermente superiore al PIL nominale degli ultimi dodici mesi, pari a 31.216 miliardi. Il rapporto debito/PIL è così salito al 100,2%, superando la soglia psicologica del 100%.
Di per sé il dato non rappresenta un punto di rottura immediato.
Gli Stati Uniti hanno già convissuto con livelli di debito molto elevati. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il rapporto debito/PIL raggiunse il 106,1%, livello superiore a quello attuale.
Eppure nei decenni successivi il peso del debito si ridusse progressivamente grazie a una combinazione di crescita economica, aumento della popolazione, inflazione moderata e forte sviluppo della produttività.
Oggi però il contesto è molto diverso.
Molti osservatori si concentrano sul numero assoluto del debito.
In realtà i mercati guardano soprattutto alla sua dinamica.
Il vero elemento preoccupante è che il debito continua ad aumentare rapidamente anche in assenza di una recessione.
Normalmente i grandi deficit emergono durante le crisi economiche, quando lo Stato aumenta la spesa per sostenere famiglie e imprese.
Oggi invece gli Stati Uniti stanno registrando un deficit vicino al 6% del PIL pur trovandosi in una fase di crescita economica.
In altre parole, il governo federale continua a spendere molto più di quanto incassi anche in tempi relativamente favorevoli.
Attualmente Washington spende circa 1,33 dollari per ogni dollaro di entrate fiscali.
Questo significa che il debito cresce strutturalmente anno dopo anno.
E il problema diventa ancora più evidente osservando il costo degli interessi.
Per anni gli Stati Uniti hanno beneficiato di tassi estremamente bassi.
Quel periodo è finito.
Secondo le stime del Congressional Budget Office, oggi circa un dollaro ogni sette spesi dal governo federale viene destinato al pagamento degli interessi sul debito.
Si tratta di una voce che cresce molto più rapidamente della maggior parte delle altre componenti del bilancio pubblico.
Il meccanismo è semplice.
Più il debito aumenta, più interessi bisogna pagare.
Più interessi bisogna pagare, più aumenta il deficit.
Più aumenta il deficit, più nuovo debito deve essere emesso.
È una spirale che ricorda, su scala diversa, quella che molti Paesi europei hanno sperimentato in passato.
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