Difesa, Tajani (FI) prenotati fondi SAFE per 14,9 mld, ma la maggioranza è divisa: ecco i numeri

di FTA Online News pubblicato:
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Il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani ha annunciato: “Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno”.
Tajani ha poi aggiunto “Formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto [Guido Crosetto, ministro della Difesa (FI), ndr] per come investirli nell’anno successivo”.

Come noto in realtà la eventuale decisione di ricorrere ai finanziamenti europei per la difesa, dei prestiti e non dei finanziamenti a fondo perduto, divide profondamente la maggioranza.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Lega) di recente ha cercato di raffreddare il caso evidenziato che il tema è tecnico, in quanto il governo vuole valutare se le condizioni del SAFE siano convenienti o meno rispetto all’emissione alternativa per esempio di BOT o CCT.

Due le incognite istituzionali sul campo: come ricordato dal vicepremier Matteo Salvini (Lega) la richiesta di ricorso ai fondi deve passare da un’approvazione parlamentare (che nelle prossime settimane si dovrebbe esprimere); sarà una parte importante del quadro la revisione dei conti nazionali italiani dell’ISTAT prevista per il prossimo 22 settembre, che potrebbe sancire l’uscita dell’Italia dalla procedura europea per eccesso di deficit (liberando il Paese da diversi vincoli).

Al tempo stesso dall’Unione Europea è arrivata una stretta sui tempi e Bruxelles ha fatto sapere che non si potrà aspettare dicembre per prenotare i fondi SAFE, mentre il caso si mostra complesso sul fronte sia economico, che politico.

Si può richiedere fino all’1,5% di Pil di fondi SAFE prenotabili in tre anni con una clausola di salvaguardia che li scomputa dal debito calcolato dall’UE, ma che non elimina l’incombenza del risarcimento di debito e interessi relativi. Entro quella cornice si può inserire uno 0,6% di Pil da destinare al contrasto della crisi energetica, ma solo entro due anni e non indirizzabile al supporto delle fonti fossili (come per esempio con il taglio delle accise). Questi fondi sono destinabili solo a interventi green e supporto per esempio dell’adozione delle rinnovabili, dell’elettrificazione, dello storage o della efficienza energetica.

Ai valori del Pil dell’Italia nel 2025 (2.258 miliardi di euro), l’1,5% complessivamente vale 33,87 miliardi di euro, ossia massimi 11,29 mld l’anno di nuovo debito a tassi relativamente convenienti (sarà da valutare). In questa richiesta si potrebbe inserire uno 0,6% del Pil per l’energia, ossia 13,54 mld, ossia massimo 6,77 mld l’anno per i due anni previsti per l’energia.

Servirà comunque in Parlamento una maggioranza qualificata che non sembra ancora formata.

GD - www.ftaonline.com