Brilla Eni dopo i dati: ora dividendo straordinario e incremento del buyback
pubblicato:Il gruppo guidato da Descalzi chiude il trimestre con ricavi in crescita del 39% a 28 miliardi di euro, utile a 6 miliardi e piano di cedole ceduto il 9 dicembre. Sarà di 0,46 la cedola aggiuntiva e si porta a 3,8 mld il piano di riacquisto di titoli propri

Ultima seduta di ottava di nuovo brillante per il petrolio mentre il resto dell’economia trema. L’Iran minaccia nuovi attacchi contro infrastrutture economiche e civili dell’area in caso di nuove campagne di Stati Uniti e Israele: la platea dei potenziali bersagli quindi non si limita alle basi USA. Dopo i recenti attacchi in Arabia Saudita, non stupisce che la tensione quindi salga, anche sui mercati.
In queste ore il future sul Brent con scadenza a dicembre passa di mano a 114,74 dollari al barile (+1,38%) e forza i massimi di prezzo raggiunti a maggio con questa crisi iraniana.
La struttura dei future sull’ICE è ancora in backwardation con prezzi attesi a 109,73 dollari per il future gennaio 2027 (che già molti guardano come riferimento) e quindi a 99,37 dollari ad aprile e sotto i 90 dollari tra un anno. Si tratta comunque di livelli molto elevati anche se è difficile scremare queste tabelle da speculazioni e movimenti tecnici.
Anche le recenti volate dei rendimenti chiesti ai titoli di Stato, specialmente europei, risentono di questo scenario.
Non solo Francia insomma, ma anche paura dell’inflazione e possibili rialzi dei tassi della BCE. Quasi certo il mantenimento dei tassi al 2,5% per i depositi il prossimo 29, ma l'Eurotwer già il 17 dicembre potrebbe varare un altro rialzo: c'è una probabilità del 73% contro il 24% di tassi invariati. Il 18 marzo 2027 l’ipotesi prevalente con il 44,9% delle probabilità diventa quella di tassi sui depositi al 3,00%, quindi 2 rialzi in meno di 6 mesi e un possibile approdo dei tassi di rifinanziamento principali (di riferimento indiretto per i mutui) al 3,15% (le probabilità sono basate sul cruscotto ECB Watch quindi sull’andamento dei future €STR).
Tutto il settore oil in rialzo oggi, ma il rally di Eni è particolare
In queste ore per tutto questo l’Euro Stoxx Oil & Gas guadagna l’1,53% su livelli, però, ancora distanti dai massimi di maggio: il paniere riflette infatti le performance azionarie dei protagonisti petroliferi europei che spesso sono integrati quindi non hanno una correlazione perfetta con le quotazioni del greggio.
I primi 10 titoli dell’Euro Stoxx Oil & Gas confermano una situazione UE da grandi campioni nazionali: da soli coprono il 92,6% del paniere. Dentro i primi tre sono TotalEnergies, Siemens Energy e l’italiana Eni (peso 10,48% circa), ma spuntano anche al sesto posto Snam (peso 2,47%) e al decimo Tenaris (1,67%). Se si guarda più da vicino in queste ore il Ftse Italia Energia viaggia stamane su record pluriennali a 30.934 punti (+3,83%).
Aiutano sicuramente i nuovi record di Eni che torna su livelli che non vedeva dal 2007: 27,51 euro +5,28% dopo un allungo a 27,555. Ma la società del cane a sei zampe non gode soltanto del contesto favorevole, ma anche dei dati di oggi e delle conferme su dividendo straordinario e buyback cui facevamo riferimento qualche giorno fa, quando abbiamo fornito anche stime di consensus, multipli e attese sui dati di oggi.
Eni annuncia un dividendo straordinario da 0,46 euro e un buyback in crescita a 3,8 mld
Eni ha chiuso un periodo che l’ad Claudio Descalzi ha definito eccellente e che gli ultimi tre mesi hanno confermato tale, scattano dividendo straordinario e incremento del buyback che erano sottoposti ad alcune condizioni di mercato.
In particolare Eni pagherà un dividendo straordinario da 0,46 euro per azione, l’1,68% dei corsi attuali nonostante il rally che si aggiunge al flusso cedolare ordinario, circa 1,3 miliardi di euro che andranno in pagamento il 9 dicembre.
Eni aumenta inoltre ulteriormente il buyback a 3,8 miliardi di euro un +12% sulla guidance precedente già risollevata lo scorso trimestre ribadendo la politica di redistribuzione di valore agli azionisti (tra i quali lo Stato, socio di riferimento).
Le due distribuzioni confermano l’impegno a versare in dividendo straordinario nil 100% del CFFO incrementale dovuto a condizioni di mercato sui prezzi del petrolio (oltre 90 $) o del gas (oltre 75 €/MWh per TTF olandese) o della raffinazione (+50% di margini di raffinazione).
Confermata la previsione di dividendo 2026 di 1,1 euro (+5% a/a).
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I risultati di Eni e l'exploit di Esplorazione & Produzione
Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha chiuso il terzo trimestre con un balzo dei ricavi totali del 39% a 28,07 miliardi di euro. L’utile operativo proforma adjusted sfiora i 6 miliardi di euro (Ebit adj. a 5,994 mld vs. quasi 3 mld nel 3Q25 e contro il 5.690 del consensus intercettato da Websim).
Motore delle performance ancora una volta l’upstream di Esplorazione e Produzione (E&P) che registra un Ebit adj. in crescita del 76% a 4,63 miliardi di euro, mentre la divisione GGP e Power cresce del 29% a 445 mln e i Transition Businesses (Enilive)balzano dell’82% da 331 a 601 milioni. Passa a un ebit positivo la chimica e la raffinazione, ben 452 milioni contro i -53 mln del terzo quarto 2025.
L’E&P aumenta la produzione del 7% a/a su base organica e raggiunge gli 1,83 milioni di barili di petrolio equivalenti al giorno nel terzo trimestre. Entrano a regime nuovi progetti in Africa Occidentale, l’offshore di Messico e Norvegia e raggiunge la piena operatività la jv Searah siglata a giugno con Petronas in Malesia e Indonesia, un’alleanza fondamentale. In linea con le strategie di valorizzazione del modello satellitare, Eni comunque cederà a Pertamina, la compagnia petrolifera nazionale indonesiana, il 10% di PSC East Sepinggan, North Ganal e Rapak, e a Medco (big energetico del Sudest asiatico) il 10% in PSC West Ganal, East Ganal, Ganal e Muara Bakau. In particolare Eni produce ora 845 mila barili di greggio al giorno (-2%) e 146 milioni di metri cubi di gas naturale al giorno (+10%).
Su GGP & Power si segnalano il +16% di vendite di gas naturale nel trimestre a 10,68 miliardi di metri cubi, con un +28% in Italia (5,46 mld mq) e un +2% in Europa (3,8 mld mq) mentre flettono del 6% a 3,1 mld mq le vendite di gas naturale liquefatto. Eni ha aumentato a 5,28 TWh, del 9% la produzione di energia termoelettrica.
Enilive segna un utile netto adjusted che balza dell82% a 296 milioni di euro (ebit adj. proforma +76% a 410 mln), mentre Plenitude segna un utile netto rettificato di 120 milioni, più del doppio dei 53 milioni di un anno fa dopo un ebit adj proforma di 191 milioni (+95%).
Il margine di raffinazione di Eni nel terzo trimestre si è attestato in media a 28,1 dollari al barile, ben oltre gli 8,9 $ di un anno fa, crescono del 9% a 4,14 milioni di tonnellate i volumi trattati rispetto al terzo quarto 2025, stabili a 0,6 t e vendite di prodotti chimici. Con un balzo dei ricavi Refining, Chimica e Sites in transformation a 7,05 mld € (+55%) questa articolata divisione mostra apporti discordi: un ebit adj di 727 mln dal refining che include il contributo di ADNOC R>, una perdita operativo proforma da 178 mln dalla Chimica di Versalis e una perdita operativa di 77 mln dai Sites in transformation che gestisce importanti ristrutturazioni e bonifiche come negli ormai chiusi poli petrolchimici di Brindisi e Priolo, dove è in corso la trasformazione industriale.
Eni alza la guidance 2026
Per l’intero esercizio 2026 Eni alza la stima sulla crescita della produzione oil&gas al range 6%/7% e rivede al rialzo l’EBIT proforma adj. di GGP a circa € 1,5 mld (+50% su stima iniziale) e a 1,4 mld € l’EBITDA proforma adj. di Enilive (+30% su previsione iniziale). Plenitude dovrebbe raggiungere un EBITDA proforma adj. di di € 1,2 mld mentre la capacità rinnovabile installata a fine anno dovrebbe essere di 6,5 GW, con 1,2 GW aggiuntivi di capacità in costruzione (Plenitude al 100%); la capacità di bioraffinazione di 1,65 MTPA (+0,5 MTPA il cui completamento meccanico è atteso entro la fine dell’anno e mentre è in fase di sviluppo un’ulteriore capacità di 1,5 MTPA, quota Enilive).
Lo scenario aggiornato prevede un CFFO adj a € 16,5 miliardi, i capex lordi sono confermati a 7 mld (4,5 mld i netti), il gearing pro-forma è atteso al 10-15% L’indebitamento finanziario netto a fine settembre 2026 era di € 6,7 mld (12,3 mld con i leasing), con un gearing proforma del 9%.
In definitiva anche il terzo trimestre conferma un periodo d’oro per Eni e per i suoi azionisti.