Brilla Eni dopo i dati: ora dividendo straordinario e incremento del buyback

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
7 min

Il gruppo guidato da Descalzi chiude il trimestre con ricavi in crescita del 39% a 28 miliardi di euro, utile a 6 miliardi e piano di cedole ceduto il 9 dicembre. Sarà di 0,46 la cedola aggiuntiva e si porta a 3,8 mld il piano di riacquisto di titoli propri

Brilla Eni dopo i dati: ora dividendo straordinario e  incremento del buyback
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Ultima seduta di ottava di nuovo brillante per il petrolio mentre il resto dell’economia trema. L’Iran minaccia nuovi attacchi contro infrastrutture economiche e civili dell’area in caso di nuove campagne di Stati Uniti e Israele: la platea dei potenziali bersagli quindi non si limita alle basi USA. Dopo i recenti attacchi in Arabia Saudita, non stupisce che la tensione quindi salga, anche sui mercati.

In queste ore il future sul Brent con scadenza a dicembre passa di mano a 114,74 dollari al barile (+1,38%) e forza i massimi di prezzo raggiunti a maggio con questa crisi iraniana.
La struttura dei future sull’ICE è ancora in backwardation con prezzi attesi a 109,73 dollari per il future gennaio 2027 (che già molti guardano come riferimento) e quindi a 99,37 dollari ad aprile e sotto i 90 dollari tra un anno. Si tratta comunque di livelli molto elevati anche se è difficile scremare queste tabelle da speculazioni e movimenti tecnici.

Anche le recenti volate dei rendimenti chiesti ai titoli di Stato, specialmente europei, risentono di questo scenario.
Non solo Francia insomma, ma anche paura dell’inflazione e possibili rialzi dei tassi della BCE. Quasi certo il mantenimento dei tassi al 2,5% per i depositi il prossimo 29, ma l'Eurotwer già il 17 dicembre potrebbe varare un altro rialzo: c'è una probabilità del 73% contro il 24% di tassi invariati. Il 18 marzo 2027 l’ipotesi prevalente con il 44,9% delle probabilità diventa quella di tassi sui depositi al 3,00%, quindi 2 rialzi in meno di 6 mesi e un possibile approdo dei tassi di rifinanziamento principali (di riferimento indiretto per i mutui) al 3,15% (le probabilità sono basate sul cruscotto ECB Watch quindi sull’andamento dei future €STR).

Tutto il settore oil in rialzo oggi, ma il rally di Eni è particolare

In queste ore per tutto questo l’Euro Stoxx Oil & Gas guadagna l’1,53% su livelli, però, ancora distanti dai massimi di maggio: il paniere riflette infatti le performance azionarie dei protagonisti petroliferi europei che spesso sono integrati quindi non hanno una correlazione perfetta con le quotazioni del greggio.

I primi 10 titoli dell’Euro Stoxx Oil & Gas confermano una situazione UE da grandi campioni nazionali: da soli coprono il 92,6% del paniere. Dentro i primi tre sono TotalEnergies, Siemens Energy e l’italiana Eni (peso 10,48% circa), ma spuntano anche al sesto posto Snam (peso 2,47%) e al decimo Tenaris (1,67%). Se si guarda più da vicino in queste ore il Ftse Italia Energia viaggia stamane su record pluriennali a 30.934 punti (+3,83%).

Aiutano sicuramente i nuovi record di Eni che torna su livelli che non vedeva dal 2007: 27,51 euro +5,28% dopo un allungo a 27,555. Ma la società del cane a sei zampe non gode soltanto del contesto favorevole, ma anche dei dati di oggi e delle conferme su dividendo straordinario e buyback cui facevamo riferimento qualche giorno fa, quando abbiamo fornito anche stime di consensus, multipli e attese sui dati di oggi.

Eni annuncia un dividendo straordinario da 0,46 euro e un buyback in crescita a 3,8 mld

Eni ha chiuso un periodo che l’ad Claudio Descalzi ha definito eccellente e che gli ultimi tre mesi hanno confermato tale, scattano dividendo straordinario e incremento del buyback che erano sottoposti ad alcune condizioni di mercato.

In particolare Eni pagherà un dividendo straordinario da 0,46 euro per azione, l’1,68% dei corsi attuali nonostante il rally che si aggiunge al flusso cedolare ordinario, circa 1,3 miliardi di euro che andranno in pagamento il 9 dicembre.

Eni aumenta inoltre ulteriormente il buyback a 3,8 miliardi di euro un +12% sulla guidance precedente già risollevata lo scorso trimestre ribadendo la politica di redistribuzione di valore agli azionisti (tra i quali lo Stato, socio di riferimento).

Le due distribuzioni confermano l’impegno a versare in dividendo straordinario nil 100% del CFFO incrementale dovuto a condizioni di mercato sui prezzi del petrolio (oltre 90 $) o del gas (oltre 75 €/MWh per TTF olandese) o della raffinazione (+50% di margini di raffinazione).
Confermata la previsione di dividendo 2026 di 1,1 euro (+5% a/a).

  • •

    Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a buy.stripe.com/…

I risultati di Eni e l'exploit di Esplorazione & Produzione

Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha chiuso il terzo trimestre con un balzo dei ricavi totali del 39% a 28,07 miliardi di euro. L’utile operativo proforma adjusted sfiora i 6 miliardi di euro (Ebit adj. a 5,994 mld vs. quasi 3 mld nel 3Q25 e contro il 5.690 del consensus intercettato da Websim).

Motore delle performance ancora una volta l’upstream di Esplorazione e Produzione (E&P) che registra un Ebit adj. in crescita del 76% a 4,63 miliardi di euro, mentre la divisione GGP e Power cresce del 29% a 445 mln e i Transition Businesses (Enilive)balzano dell’82% da 331 a 601 milioni. Passa a un ebit positivo la chimica e la raffinazione, ben 452 milioni contro i -53 mln del terzo quarto 2025.

L’E&P aumenta la produzione del 7% a/a su base organica e raggiunge gli 1,83 milioni di barili di petrolio equivalenti al giorno nel terzo trimestre. Entrano a regime nuovi progetti in Africa Occidentale, l’offshore di Messico e Norvegia e raggiunge la piena operatività la jv Searah siglata a giugno con Petronas in Malesia e Indonesia, un’alleanza fondamentale. In linea con le strategie di valorizzazione del modello satellitare, Eni comunque cederà a Pertamina, la compagnia petrolifera nazionale indonesiana, il 10% di PSC East Sepinggan, North Ganal e Rapak, e a Medco (big energetico del Sudest asiatico) il 10% in PSC West Ganal, East Ganal, Ganal e Muara Bakau. In particolare Eni produce ora 845 mila barili di greggio al giorno (-2%) e 146 milioni di metri cubi di gas naturale al giorno (+10%).

Su GGP & Power si segnalano il +16% di vendite di gas naturale nel trimestre a 10,68 miliardi di metri cubi, con un +28% in Italia (5,46 mld mq) e un +2% in Europa (3,8 mld mq) mentre flettono del 6% a 3,1 mld mq le vendite di gas naturale liquefatto. Eni ha aumentato a 5,28 TWh, del 9% la produzione di energia termoelettrica.

Enilive segna un utile netto adjusted che balza dell82% a 296 milioni di euro (ebit adj. proforma +76% a 410 mln), mentre Plenitude segna un utile netto rettificato di 120 milioni, più del doppio dei 53 milioni di un anno fa dopo un ebit adj proforma di 191 milioni (+95%).

Il margine di raffinazione di Eni nel terzo trimestre si è attestato in media a 28,1 dollari al barile, ben oltre gli 8,9 $ di un anno fa, crescono del 9% a 4,14 milioni di tonnellate i volumi trattati rispetto al terzo quarto 2025, stabili a 0,6 t e vendite di prodotti chimici. Con un balzo dei ricavi Refining, Chimica e Sites in transformation a 7,05 mld € (+55%) questa articolata divisione mostra apporti discordi: un ebit adj di 727 mln dal refining che include il contributo di ADNOC R&GT, una perdita operativo proforma da 178 mln dalla Chimica di Versalis e una perdita operativa di 77 mln dai Sites in transformation che gestisce importanti ristrutturazioni e bonifiche come negli ormai chiusi poli petrolchimici di Brindisi e Priolo, dove è in corso la trasformazione industriale.

Eni alza la guidance 2026

Per l’intero esercizio 2026 Eni alza la stima sulla crescita della produzione oil&gas al range 6%/7% e rivede al rialzo l’EBIT proforma adj. di GGP a circa € 1,5 mld (+50% su stima iniziale) e a 1,4 mld € l’EBITDA proforma adj. di Enilive (+30% su previsione iniziale). Plenitude dovrebbe raggiungere un EBITDA proforma adj. di di € 1,2 mld mentre la capacità rinnovabile installata a fine anno dovrebbe essere di 6,5 GW, con 1,2 GW aggiuntivi di capacità in costruzione (Plenitude al 100%); la capacità di bioraffinazione di 1,65 MTPA (+0,5 MTPA il cui completamento meccanico è atteso entro la fine dell’anno e mentre è in fase di sviluppo un’ulteriore capacità di 1,5 MTPA, quota Enilive).

Lo scenario aggiornato prevede un CFFO adj a € 16,5 miliardi, i capex lordi sono confermati a 7 mld (4,5 mld i netti), il gearing pro-forma è atteso al 10-15% L’indebitamento finanziario netto a fine settembre 2026 era di € 6,7 mld (12,3 mld con i leasing), con un gearing proforma del 9%.

In definitiva anche il terzo trimestre conferma un periodo d’oro per Eni e per i suoi azionisti.

 

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.