L'altro femminicidio di Anguillara Sabazia, il delitto di Federica Mangiapelo nel 2012

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Un altro femminicidio travolge Anguillara Sabazia. 14 anni prima della morte di Federica Torzullo, la 16enne Federica Mangiapelo veniva ritrovata cadavere sulle rive del lago di Bracciano. Per il suo omicidio era stato condannato il suo fidanzato di allora, Marco Di Mauro

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Il 18 gennaio al cadavere rinvenuto nella ditta di Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia (Roma) è stato dato un nome, lo stesso che tacitamente chiunque già conosceva: quello di Federica Torzullo, 41 anni, scomparsa da dieci giorni.

Un copione che i residenti già conoscevano, come testimoniato da una donna intervistata dalle emittenti nazionali: "Di nuovo qui, ad Anguillara". Perché quel villaggio affacciato sul lago di Bracciano è terra di fantasmi, ora. 14 anni fa, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, il corpo di Federica Mangiapelo veniva ritrovato sulle rive del lago. Per il femminicidio della 16enne è stato condannato il fidanzato Marco di Muro, 23enne all'epoca dei fatti.

I fantasmi di Anguillara Sabazia

Uno tsunami emozionale ha travolto la comunità di Anguillara Sabazia. L'assessora alla Sicurezza Maria Messenio ha presentato le sue dimissioni. È la madre di Carlomagno. Il consigliere di minoranza Isaia Sergio Manciuria, ascoltato da Fanpage, parla di una "flessione emotiva" percepita dall'intera popolazione.

Sono gli effetti dell'ennesimo femminicidio, quello di Federica Torzullo rinvenuta cadavere all'interno della ditta di movimento terra del marito, Claudio Carlomagno, dal quale si stava separando. Ancor prima che il corpo della 41enne venisse ritrovato e identificato, un sinistro e vigliacco presagio si è manifestato. Il 6 gennaio la panchina rosa dedicata a Federica Mangiapelo, uccisa sulle rive del lago, è stata vandalizzata.

Un gesto che il sindaco Angelo Pizzigallo ha condannato con "rabbia, tristezza e un senso profondo di amarezza".

Appresa la notizia del ritrovamento e dell'identificazione di Federica Torzullo il papà di Federica Mangiapelo, Luigi, intervistato da Repubblica, ha detto: "Lo avevo capito subito che sarebbe finita così. Oggi sono morto di nuovo. Il dolore che provo è lancinante".

Il femminicidio di Federica Mangiapelo

È il 31 ottobre 2012. Federica, 16 anni, vive ad Alatri (Frosinone) ed è fidanzata con Marco Di Muro, 23enne di Formello (Roma). Quella sera la ragazza esce con il fidanzato per partecipare alla festa di Halloween, ma durante la notte non fa ritorno a casa.

Il suo corpo viene ritrovato da un passante alle 5 del mattino in località Vigna Di Valle, sulle rive del lago. Il fidanzato viene messo sotto torchio, e agli inquirenti riferisce che quella notte ha lasciato Federica nel centro abitato intorno alle 2:30 dopo una lite, costringendola a scendere dall'auto.

L'autopsia rivela che sul corpo della ragazza non sono presenti segni di violenza, ma il liquido rilevato all'interno dei polmoni lascia spazio a poche interpretazioni: annegamento. Federica è morta nelle acque del lago. Marco Di Muro viene indagato per omicidio, ma nega ogni coinvolgimento.

Eppure sulle sue scarpe è presente la stessa sabbia che si trova sulla spiaggia del lago, oltre alle alghe presenti nel sangue di Federica e i segni di uno strattonamento. Secondo la Procura di Civitavecchia il 23enne avrebbe strattonato la fidanzata per poi annegarla nelle acque del lago. E dei suoi schianti di rabbia sono noti a tutti.

La condanna di Marco Di Muro

Nel 2014, due anni dopo il femminicidio, Marco Di Muro viene arrestato e mandato a processo. Nel 2015 viene condannato in primo grado a 18 anni di carcere per omicidio volontario aggravato. La pena verrà ridotta a 14 anni in Appello e confermata in Cassazione nel 2017.

Oggi Luigi Mangiapelo, dopo l'ennesimo femminicidio ad Anguillara Sabazia, dice a Repubblica:

Ora spero che chi ha ucciso paghi con il massimo della pena. Il ragazzo che ha ammazzato mia figlia è stato condannato a 18 anni, poi diventati 14 e ridotti ancora. A dicembre esce. Potrei incontrarlo per strada.

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