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Ftse Mib: un titolo da evitare. A rischio il dividendo

di Edoardo Lopezpubblicato:

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Focus su una blue chip che mostra più forza del Ftse Mib da inizio anno, ma ora evidenzia segnali di debolezza. Ecco di chi si tratta

A Piazza Affari la fine del primo semestre è ormai vicina e il Ftse Mib si avvia a concluderlo con un bilancio decisamente negativo, visto che ad oggi mostra una flessione di oltre il 19% rispetto ai valori di fine 2021.

Ftse Mib: Terna tra i titoli con più forza relativa

Ci sono alcune blue chip che sono salite in controtendenza, altre che hanno perso più dell'indice di riferimento e altre ancora che sono in una via di mezzo, vantando comunque una maggiore forza relativa rispetto al Ftse Mib.

In quest'ultima categoria rientra a buon diritto Terna che fino a circa un mese fa ha mostrato grande forza, salvo poi rimangiarsi quanto di buono realizzato.

Terna in netto ritracciamento dal record storico

Il titolo lo scorso 25 maggio ha aggiornato il suo record storico, segnando un top a 8,37 euro, con un rialzo di quasi il 18% rispetto alla fine del 2021.

Nell'arco di poco meno di un mese Terna ha mandato in fumo questo vantaggio, tanto che al close del 21 giugno si presenta a 7,062 euro, con un calo di poco superiore al mezzo punto percentuale da inizio anno.

Terna: Citi taglia rating a “sell”. Giù anche il target price

Chi aveva ancora qualche dubbio sul da farsi con Terna, non può non ignorare le indicazioni arrivate da Citi.

Gli analisti della banca USA hanno bocciato le utility regolamentate italiane e tra queste anche Terna.

La raccomandazione sul titolo è stata rivista da "hold" a "sell", con un prezzo obiettivo tagliato da 8 a 6,5 euro, valore che implica un potenziale di ulteriore downside di circa l'8% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari. 

Terna: ecco perché è da evitare ora

Terna ora è un titolo da vendere e su questo Citi non ha dubbi, mettendo in guardia dall'aumento del rischio regolatorio che non sembra ancora prezzato dall'azione.

Gli esperti della banca USA spiegano che l'incremento delle tariffe è trasferito solo in parte alla clientela, motivo per cui ritengono che sia diminuita la capacità di società come Terna di creare valore.

Di fatto si riduce il premio per il rischio azionario e questo porta con sè una contrazione del valore assoluto delle attività di Terna.

Un aspetto questo che non si rispecchia nella forte crescita registrata dalle quotazioni di Terna nell'ultimo anno. 

Terna: per Citi è sopravvalutato. Rischi per il dividendo

Gli analisti di Citi ritengono che il titolo ora sia sopravvalutato e per questo motivo consigliano ora di venderlo, anche in previsione di un aumento del debito.

Quest'ultimo è atteso per Terna a 9,6 miliardi di euro a fine 2022, per poi salire a 10,64 miliardi nel 2023 e a 11,8 miliardi l'anno successivo.

Una cattiva notizia secondo Citi, perchè l'aumento del debito potrebbe avere ricadute negative sul dividendo.

Per la cedola relativa all'esercizio in corso le attese sono per un dato pari a 0,31 euro, in linea con quello del 2021, per poi salire a 0,34 euro nei due anni successivi.

Citi però avverte che il dividendo potrebbe essere a rischio nel medio periodo e subire quindi delle revisioni al ribasso in conseguenza dell'elevato indebitamento.

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