Garlasco, Liborio Cataliotti sul rifiuto della consulenza psichiatrica di Andrea Sempio: "Non è una fuga"
pubblicato:"Noi puntiamo alla soluzione, non a uno sconto di pena né a un proscioglimento", dichiara l'avvocato di Andrea Sempio

In questi giorni è stata ampiamente discussa la scelta della difesa di Andrea Sempio di non sottoporre l'indagato alla consulenza psichiatrica richiesta dalla Procura di Pavia che indaga nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Per l'opinione pubblica - e non solo - ciò rappresenterebbe una fuga dagli accertamenti, ma su questo aspetto è intervenuto l'avvocato Liborio Cataliotti. Quella del suo assistito "non è una fuga", ha detto.
Liborio Cataliotti interviene sulla consulenza psichiatrica
Ancora una volta Liborio Cataliotti, che insieme alla collega Angela Taccia rappresenta la difesa di Andrea Sempio nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, si ritrova a precisare il motivo per cui il suo assistito non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica che la Procura di Pavia ha affidato al perito Roberto Catanesi.
Quella del suo cliente "non è una fuga", spiega, e aggiunge che la richiesta "ha un duplice oggetto": il primo è verificare se Sempio fosse capace di intendere e volere all'epoca dei fatti, il secondo è se il suo assistito sia in grado "di partecipare coscientemente al processo". Cataliotti aggiunge che in Italia, nel 3,6% dei casi, questa consulenza viene richiesta dalla difesa degli imputati perché nella maggior parte dei casi queste consulenze vanno a favore degli indagati.
"Noi puntiamo alla soluzione, non al proscioglimento né a sconti di pena"
Ancora, Liborio Cataliotti, parlando a nome anche della sua collega Angela Taccia, precisa che "noi non cerchiamo sconti di pena, non vogliamo sospensione del processo" né "un proscioglimento per incapacità di intendere e volere". Quindi "puntiamo alla soluzione", dice, senza scappare dal processo.
Il termine ultimo è fissato al 28 settembre. Entro quella data, la Procura di Pavia dovrà chiedere al gip o il rinvio a giudizio per Andrea Sempio o l'archiviazione.
Il delitto di Garlasco, in breve
Come ormai noto, la Procura di Pavia ha aperto una nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Il caso riguarda l'omicidio di Chiara Poggi, 26 anni, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di via Pascoli 8. Il killer si era avventato su di lei con un oggetto contundente - o più di uno, a seconda delle consulenze - mai ritrovato. Il corpo era stato abbandonato in fondo alla scala che conduceva alla tavernetta della casa.
Per l'omicidio, oggi, si trova in carcere l'allora fidanzato Alberto Stasi, che sin dall'inizio della vicenda si dichiara innocente. Secondo i giudici della Cassazione, che nel 2015 confermarono la sentenza di appello-bis dell'anno precedente, Stasi avrebbe ucciso la fidanzata in un moto d'ira. Ora, secondo nuove perizie e nuove consulenze, Andrea Sempio - già indagato e prosciolto nel 2017, amico del fratello di Chiara, Marco - avrebbe ucciso la ragazza dopo aver ricevuto il rifiuto di avance sessuali.
Anche Sempio, sin dalla prima inchiesta a suo carico, si professa innocente.