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Il gioco dell’Opa piace ancora a Piazza Affari (Parte 2)

di Giovanni Digiacomopubblicato:

Continua la pioggia di offerte sulle quotate di Milano, grandi e piccoli gruppi in uscita dal mercato o in entrata in gruppi industriali maggiori. E’ un segnale di fiducia, ma anche la testimonianza di interessi nazionali ed esteri.

Opa a Milano: da Aedes alla Roma, la lista continua

Sta entrando nel vivo il caldo dossier di Aedes SIIQ. Appena l’8 giugno scorso infatti la Augusto Spa in liquidazione che controlla il gruppo immobiliare quotato ha confermato di avere ricevuto da Hines un’offerta per l’intera quota di Aedes SIIQ. Si tratta di un 48% del capitale che imporrà ad Hines l’opa, a quel punto gli altri due soci rilevanti della SIIQ, ossia Jacopo Meneguzzo tramite Palladio Holding (5,07%) e VI-BA (9,66%) dovranno decidere il da farsi. Aedes vale in Borsa 61 milioni circa, ma parliamo di una società con capitale fisso da 396,3 milioni di euro.

Nel vivo anche l’offerta per AS Roma, la squadra di calcio capitolina per cui sono messi sul piatto 0,43 euro ad azione dal 13 giugno all’8 luglio prossimo. C’è un premio di circa il 18,5% sui valori dell’11 maggio 2022, con un controvalore massimo dell’offerta stimato in circa 27 milioni di euro.

Romulus and Remus Investments LLC, società del Delaware di Thomas Dan Friedkin, già presidente della societa e suo socio di riferimento tramite NEEP e la stessa Romulus all’86,57% Il miliardario californiano che controlla il maggiore distributore indipendente del mondo di Toyota (e molte altre cose) ha insomma avviato il delisting.

Assiteca

Si avvia al delisting anche Assiteca: dal 15 giugno al 5 luglio incluso si potrà aderire all’offerta da 5,624 euro per ogni azione del broker e consulente assicurativo. Howden Group Holdings Limited Co. era già oltre il 92% l’11 maggio scorso. Era il risultato dell’acquisizione del controllo di Assiteca da Lucca’s e Chaise, ossia Luciano Lucca e Tikehau.

L’offerente è “relativamente” britannico, nel senso che il gruppo Howden ha sede a Londra, ma risponde al diritto inglese e del Galles, ha diverse categorie di azioni ma sostanzialmente da riferimento all’olandese General Atlantic Hawthorn B V., alla canadese CDP Investissements Inc, all’inglese Theia Bidco Limited.

Il gruppo Howden è il maggiore intermediario assicurativo europeo con quasi 10 miliardi di sterline di premi, presenza in 45 Paesi e 8.500 dipendenti nel mondo, l’acquisto di Assiteca è soltanto l’ultimo tassello della crescita avviata da tempo in Italia. L’offerta sulle minority di Assiteca ammonta a poco meno di 11,3 milioni di euro.

Opa a Piazza Affari: le novità e gli interessi

C’è poi l’ultima novità di ieri: Tamburi su Be, via Engineering. Parliamo di una STAR, in pratica i soci di riferimento hanno sottoscritto un accordo definitivo e vincolante per la cessione del 45,63% di Be a 3,45 euro per titolo (compreso il dividendo approvato di 0,03 euro).

I venditori intendono reinvestire e l’opa obbligatoria sarà ovviamente a 3,45 euro. Stefano Achermann continuerà a guidare il gruppo Be anche se sicuramente vorrà dire la sua anche Maximo Ibarra, attuale ceo di Engineering già ad di Eind Tre e di Sky Italia. Be vale oggi in Borsa oltre 454,6 milioni di euro.

Altra opa in vista è sul colosso degli accessori per la telefonia Cellularline: il 6 maggio la quotata Esprinet ha inviato al cda una manifestazione di interesse non vincolante per un’opa da 4,41 euro a titolo che sconterebbe un premio del 27,5% circa sul prezzo del 5 maggio 2022. L’obiettivo è appunto un’offerta ma si è chiesta prima una due diligence che il cda ha accordato. Sui parla di una società, Cellularline, che vale quasi 90 milioni in Borsa, un boccone importante anche per Esprinet che ne vale circa 370 mln.

Il 16 giugno è stato inoltre depositato il documento di offerta su Piteco, consulenza e IT, che vale ben 224 milioni di euro in Borsa. L’offerta è da 11,25 euro ed è finalizzata al delisting. Il premio è del 23,2% sulla media ponderata dei 3 mesi precedenti il 15 giugno 2022. L’offerente è Limbo Srl, controllato da Dedagroup, che già ha il 49,81% direttamente e fa parte di un accordo quadro sul 71,11% del capitale. Dedagroup è controllata da Lillo e quindi pariteticamente da Marco Podini e Maria Luisa Podini.

È appena cominciato infine, il 20 giugno, il periodo di adesione all’offerta da 17,03 euro ad azione per Giorgio Fedon & Figli. Durerà fino all’8 luglio. L’esborso massimo è di 2,58 milioni di euro, l’offerente è il gigante Luxottica, la controllata italiana del gruppo EssilorLuxottica, società francese che ha come noto il suo socio di riferimento nella Delfin (31,4% del capitale), la “cassaforte lussemburghese” di Leonardo Del Vecchio.

Una pioggia di offerte insomma. E sono solo le ultime perché molte altre si sono concluse o proseguono per altri versi. Da La Doria a TAS, da Energica a SITI B&T, a Cerved a Euro Cosmetic, a Reno De Medici e Generali su Cattolica. Nutrono la crescita di società quotate in Italia e all’estero, ma anche nuovi progetti fuori dal mercato dei capitali e altro ancora. L’obiettivo è come sempre il valore.

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