Golden power, Roma e Bruxelles ai ferri corti
pubblicato:Secondo fonti citate da Reuters la Commissione UE non è soddisfatta delle modifiche ai poteri speciali, ma il governo non intende sentire ragioni

Niente da fare. L'UE non è soddisfatta delle modifiche apportate dal governo al golden power e chiede un ulteriore sforzo a Roma per fermare la procedura di infrazione avviata a novembre.
Il caso Unicredit-BPM
La diatriba nasce dal tentativo di conquista di Banco BPM da parte di Unicredit. Il gruppo guidato da Andrea Orcel alla fine ha gettato la spugna con il comunicato dal 22 luglio scorso in cui si annunciava "il ritiro dell'offerta per Banco BPM, in quanto la condizione relativa all'autorizzazione Golden Power non è soddisfatta".
Per non rischiare fraintendimenti, il comunicato proseguiva affermando che l'offerta e stata influenzata "dalla clausola di Golden Power, insistentemente invocata dai vertici di BPM, che ha impedito a UniCredit di dialogare con gli azionisti di BPM nel modo in cui un normale processo di offerta avrebbe consentito".
Le perplessità di Bruxelles
La situazione ha lasciato perplessi molti osservatori, e ancor di più se prendiamo per vere le indiscrezioni secondo cui il governo abbia incoraggiato il Credit Agricole a incrementare la sua partecipazione in BPM fino alla soglia del 20% mentre era in corso l'offerta di Unicredit. Difficile comprendere l'utilizzo della normativa a difesa della sicurezza nazionale contro l'acquisizione di una banca italiana da parte di un'altra e al contempo vedere di buon occhio l'ascesa di una straniera nel capitale della prima.
Le perplessità hanno fatto breccia anche a livello europeo, spingendo la Commissione UE a chiedere spiegazioni. A Bruxelles pensano che la normativa golden power (e l'utilizzo che ne viene fatto) possa violare le norme europee sulla libera circolazione dei capitali e sul consolidamento del settore bancario.
Roma ha risposto modificando la legge, nel senso che l'eventuale decisione del governo di utilizzare i poteri speciali può arrivare solo dopo al termine dei procedimenti autorizzativi o valutativi delle autorità europee competenti su profili prudenziali o concorrenziali.
La Commissione insiste, Roma pure
A ben vedere si tratta solo di un rinvio nel tempo dell'applicazione del golden power, non di una modifica sostanziale della norma. Secondo quanto riferito oggi da Reuters, questa opinione sembra essere condivisa dalla Commissione Europea.
Secondo due fonti, la modifica della disciplina golden power è considerata insufficiente e Bruxelles intende stabilire il principio che i governi non possono apporre condizioni a operazioni autorizzate dalla BCE e dalla Commissione.
A quanto risulta alle fonti, Roma non intende spostarsi dalle sue posizioni. C'é quindi la possibilità che la procedura di infrazione vada avanti, con rischio di sanzioni e molto altro.
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