ISCRO, da metà giugno dovrebbe aprirsi la finestra per le domande
pubblicato:L’INPS dovrebbe comunicare a breve il periodo per la presentazione delle richieste di indennità per autonomi con partita IVA e gestioni separate

Secondo la maggior parte degli osservatori a breve dovrebbe aprirsi la finestra per l’inserimento delle domande per l’ottenimento dell’ISCRO, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Si tratta di un beneficio nato nel 2021 e rivolto ai liberi professionisti iscritti alla gestione separata dell’INPS.
L’Istituto precisa che è indirizzato a coloro che esercitano il lavoro autonomo come professione abituale ex art. 2, comma 26, l. 335/1995.
ISCRO, di solito si parte a metà giugno
L’anno scorso gli interessati hanno potuto presentare la domanda di accesso all’ISCRO dal 16 giugno e fino al 31 ottobre 2025, esclusivamente in via telematica.
Quest’anno tempi e modalità dovrebbero essere sostanzialmente confermati, a partire dal termine utile ottobrino per la presentazione della richiesta che invece è una certezza.
Per accedere al beneficio ancora una volta la via privilegiata è quella telematica con autenticazione, tramite le proprie credenziali SPID (almeno di livello 2), Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), Carta nazionale dei servizi (CNS) o IDAS, al sito dell’INPS (sezione “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità”; voce “Vedi tutti” Strumenti” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” quindi la selezione “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa ISCRO).
In alternativa l’INPS segnala il contact center al numero 803 164 (gratuito) da rete fissa o allo 06 164 164 da rete mobile.
Un altro percorso per gli interessati può passare dagli enti di patronato o dagli intermediari dell’INPS.
ISCRO, quanto spetta e chi è escluso
Dopo la rivalutazione dei valori ISTAT l’importo 2026 varia da un minimo di 255,53 euro a un massimo di 817,69 euro al mese.
L’ISCRO è erogata su base semestrale, dal giorno successivo alla data di invio della domanda. Dopo la fruizione non può essere richiesta per due anni.
L’importo viene calcolato, sempre su base semestrale, come il 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti la presentazione della domanda. Se nel 2023 e nel 2024 il lavoratore ha incassato rispettivamente 6 mila e 5 mila euro, il calcolo somma i due numeri, ottenendo 11 mila euro in totale e una media di 5.500 euro l’anno.
Poi si effettua il calcolo semestrale (€ 5.500/2) ottenendo 2.750 e si calcola il 25% di questa cifra ottenendo un ISCRO semestrale di 687,5 euro.
Esistono anche altri vincoli: l’importo corrispondente mensile del provvedimento non può essere inferiore a 250 euro o superiore a 800 euro.
Va inoltre precisato che l’ISCRO non concorre alla formazione del reddito e non comporta l’accredito di contribuzioni figurative.
L’INPS specifica anche che i redditi da lavoro autonomo da considerare per questa misura sono quelli indicati ai quadri della dichiarazione dei redditi RE (attività professionale individuale), RH (partecipazione a studi associati) o LM (soggetti in regime forfettario).
ISCRO, quando si perde
Va inoltre precisato che i beneficiari devono partecipare ai corsi di aggiornamento professionale proposti dallo Stato.
L’ISCRO decade in caso di cessazione della partita IVA durante l’erogazione e quando il beneficiario è titolare di un trattamento pensionistico diretto, quando è iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie o è titolare di Assegno di inclusione ADI (art. 1, comma 144, lett. a), e comma 146).