Mediobanca: utile netto a 322,7 mln nel primo trimestre
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Vittorio Umberto Grilli, ha approvato in data 11 maggio 2026 i risultati individuali e consolidati dei primi tre mesi al 31 marzo 2026, illustrati dall'Amministratore Delegato Alessandro Melzi d'Eril.
Risultati consolidati
L'utile netto consolidato dei tre mesi si attesta a 322,7 milioni, in lieve calo rispetto allo scorso anno (-3,4%) esclusivamente per la maggiore tassazione e componenti non ricorrenti, in significativa ripresa rispetto al trimestre precedente (221,4 milioni a dicembre). Il ROTE si attesta al 13,55%. Complessivamente i ricavi crescono a 938,6 milioni (+4,9% t/t, +3,1% a/a) e si associano ad una forte attenzione ai costi nel trimestre (-6,2% t/t, +2,4% a/a), consentendo di migliorare il rapporto costi/ricavi (41%, -5pp t/t, stabile a/a) ed il risultato operativo lordo (552 milioni, +14% t/t, +4% a/a).
L'Amministratore Delegato e Direttore Generale Alessandro Melzi d'Eril afferma:
"Mediobanca chiude il primo trimestre con un utile operativo di €552m, in crescita del 14% t/t e del 4% a/a, una performance solida nonostante il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata turbolenza ed incertezza. Un andamento commerciale vivace ha garantito un'apprezzabile spinta nell'attività di erogazione del credito da parte della divisione Consumer Finance così come una ripresa delle commissioni, che segnano un +6% t/t, in particolare, dall'apporto delle attività di Corporate & Investment Banking (+34% t/t). Questi risultati riflettono l'impegno quotidiano al fianco dei nostri clienti per offrire servizi di qualità. Testimoniano, inoltre, la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e rafforzano le fondamenta per proseguire il processo di integrazione con Banca MPS, su cui restiamo pienamente concentrati. In questo percorso, sono sempre più convinto che le competenze distintive delle nostre persone e una storia di 80 anni al servizio del sistema Paese contribuiranno a generare valore per tutti gli stakeholder".
Prevedibile andamento della gestione
Il primo trimestre del 2026 è stato caratterizzato da un contesto di crescente incertezza macroeconomica e finanziaria, riconducibile al deterioramento del quadro geopolitico internazionale e ai correlati rischi inflazionistici legati ai prezzi di energia e materie prime, in particolare in marzo il conflitto in Medio Oriente ha ridotto le aspettative degli operatori economici e l'aumento dei prezzi di petrolio e gas ha interrotto il processo disinflazionistico. Le proiezioni di Banca d'Italia stimano per il 2026 un impulso stagflattivo e un rallentamento dei consumi (PIL + 0,5%) con la componente legata alle famiglie rallentata dalla combinazione di inflazione e mancata crescita dei salari; quella della PA impattata dai vincoli di spesa europei e gli investimenti delle imprese che scontano un atteggiamento più prudente per le attese di minore profittabilità, deterioramento delle prospettive di domanda e peggiori condizioni di finanziamento. Per l'anno in corso si confermano le tendenze delineate a dicembre 2025, seppur con la maggiore cautela richiesta dallo scenario sopra descritto che potrebbe rallentare la dinamica commerciale nel WM e nel CIB. È prevista confermarsi positiva sia la pipeline del CIB che la dinamica di volumi e margine di interesse del Consumer. Forte attenzione sarà posta sulla riduzione del cost/income, controllo del costo del rischio e mantenimento della solidità del capitale.