Caso MPS-Mediobanca, la versione di Caltagirone
pubblicato:Il cda della Caltagirone Spa smentisce le ipotesi di concerto con Milleri e nelle delibere assembleari su MPS e Generali si passerà dagli indipendenti

Il consiglio di amministrazione della Caltagirone Spa ha ribadito la piena fiducia nella magistratura procedente e ha confermato la convinzione nella correttezza dei comportamenti del presidente Francesco Gaetano Caltagirone, ma ha anche contestato punto per punto le accuse di un concerto nel riassetto delle partecipazioni in MPS, Generali e Mediobanca.
Come noto i pm di Milano ipotizzano, tra l’altro, un concerto tra lo stesso Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri (che guida la Delfin degli eredi Del Vecchio) e l’amministratore delegato di MPS Luigi Lovaglio che ha di recente conquistato Mediobanca con un’offerta di scambio che ha portato nel portafoglio della banca senese l’86,3% circa del capitale di Piazzetta Cuccia.
I reati sospettati sarebbero aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza (Consob, Bce e Ivass) e rischiano di influenzare anche gli equilibri a valle nella governance di Generali, che pure non è stata direttamente colpita dall’inchiesta.
A Francesco Gaetano Caltagirone fa indirettamente riferimento il 6,5% quasi di Generali, il 10,26% di MPS e ovviamente più dell’87% della società a monte Caltagirone Spa, che opera, anche nell’editoria e nel settore del cemento e dell’immobiliare (da Caltagirone Editore, a Cementir, a Vianini Lavori e Domus Italia). La sua posizione quindi è centrale nel dossier così come lo è quella del consiglio di amministrazione della Caltagirone Spa.
MPS-Mediobanca, Caltagirone nega il concerto con la Delfin
Sostiene il cda della Caltagirone Spa che i presunti acquisti coordinati di azioni di Mediobanca tra Delfin e Gruppo Caltagirone non sussisterebbero.
In particolare Delfin avrebbe superato il 3% di Mediobanca nel 2019 e poi il 10% del capitale nel 2020.
Il Gruppo Caltagirone ha invece superato la soglia rilevante del 3% del capitale di Piazzetta Cuccia nel 2021 e acquistato un altro 6,5% circa nel 2022, superando la soglia del 5% nell’aprile 2022.
Le date sono sfalsate e questo indicherebbe l’insussistenza di una strategia coordinata.
Lo stesso varrebbe per Generali dove i due gruppi avrebbero rafforzato le rispettive partecipazioni nel corso di 15 anni.
Sostiene ancora il cda di Caltagirone che neanche i voti nelle assemblee di Mediobanca sarebbero coordinati tra Delfin e il gruppo Caltagirone: in particolare, su 35 delibere proposte ai soci nel periodo 2021-2024, 20 sarebbero state approvate sostanzialmente all’unanimità (quindi con il concorso di tutti gli azionisti o quasi) e nelle restanti 15 Delfin e Gruppo Caltagirone avrebbero espresso un voto divergente nell’86% dei casi e avrebbero votato allo stesso modo solo nel restate 13% dei casi.
Il cda di Caltagirone smentisce anche le ipotesi di opa
Ancora più in dettaglio è affrontato il tema della ipotizzata omissione dell’obbligo di promozione di un’opa su Mediobanca – se infatti venisse accertato un concerto tra azionisti con quote complessivamente superiori al 25% di Mediobanca, ossia tra Caltagirone e Milleri, ne conseguirebbe l’obbligo di un’offerta pubblica di acquisto (opa).
Il cda di Caltagirone mette a fuoco l’assemblea di Mediobanca dell’ottobre 2022 per la quale è sospettato un voto coordinato e sottolinea che il gruppo non ha partecipato a quei lavori.
L’assemblea successiva del 28 ottobre 2023 si è tenuta inoltre 16 mesi dopo il supposto superamento della soglia del 25% che risale al 27 aprile 2022, ma l’obbligo di opa impone che il superamento si sia verificato entro l’anno anteriore.
La lista presentata da Delfin in quell’occasione e votata dal Gruppo Caltagirone - aggiunge il cda – era di minoranza, quindi inidonea al raggiungimento del controllo di Mediobanca.
Un altro aspetto delicato delle indagini su cui si sofferma il cda di Caltagirone Spa è poi il tema del collocamento accelerato (accelerated bookbuilding) di azioni MPS effettuato dal Ministero dell’Economia.
Il gruppo Caltagirone sottolinea che le offerte di Delfin e Caltagirone erano diverse per volumi (il 3,5% circa richiesto da Caltagirone contro il 2,5% domandato da Delfin) e per prezzo (a premio di oltre il 5% Caltagirone, a valori di mercato Delfin), quindi l’ipotesi di identità delle due offerte sarebbe smentita e gli allineamenti successivi sarebbero da attribuire alla fisiologica dinamica dell’asta.
Anche il comportamento dei due consiglieri di MPS esponenti del Gruppo Caltagirone è difeso con la precisazione che hanno abbandonato l’adunanza che ha deliberato l’offerta pubblica di scambio su Mediobanca e così hanno fatto in seguito nelle discussioni e deliberazioni in materia.
Adesso le delibere del cda di Caltagirone su MPS e Generali passeranno dagli indipendenti
E adesso? Francesco Gaetano Caltagirone, presidente della Caltagirone Spa, ha deciso di rinunciare ai poteri delegati nelle assemblee di MPS e Generali: in quei consessi le determinazioni di voto della Caltagirone Spa saranno preventivamente sottoposte al parere del comitato degli amministratori indipendenti con le procedure previste per le operazioni con parti correlate di maggiore rilevanza ed eventualmente anche con il supporto di consulenti esterni.
Solo dopo le determinazioni di voto saranno deliberate dal cda. Le delibere assembleari sulla banca senese e della compagnia assicurativa triestina lato Caltagirone passeranno insomma dal comitato degli indipendenti ed è questa in fondo la maggiore novità di questo complicato caso.
Oltretutto va notato che, complice il positivo andamento del settore bancario degli ultimi giorni, a Piazza Affari il titolo di MPS, che dallo scorso 27 novembre (il giorno della scoperta delle indagini) era arrivato a perdere il 14% in Borsa, ha sostanzialmente recuperato terreno riportandosi agli 8,56 euro circa di oggi.
Lo stesso si potrebbe notare per le azioni di Mediobanca che, dopo aver perso quasi il 5%, hanno infine recuperato terreno.
Questo complicato e fondamentale caso di Piazza Affari, però, sembra ancora lontano da una soluzione.
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