Mps-Mediobanca, il piano al 2030 divide il mercato
pubblicato:Obiettivo utili a 3,7 miliardi e 16 miliardi di dividendi, ma in Borsa il titolo Mps scivola dopo la presentazione del piano

Mps presenta il nuovo piano con Mediobanca, ma il mercato vende il titolo
Obiettivo utili a 3,7 miliardi nel 2030 e 16 miliardi di dividendi agli azionisti
Il nuovo gruppo punta a diventare il terzo player bancario italiano con oltre 7 milioni di clienti
La presentazione del nuovo piano industriale 2026-2030 di Banca Monte dei Paschi di Siena, costruito attorno all’integrazione con Mediobanca, non convince il mercato nel breve periodo.
Dopo un avvio positivo in Borsa, il titolo Mps ha invertito la rotta arrivando a perdere oltre il 3%, scendendo in area 8,6 euro, mentre anche Mediobanca si muove in territorio negativo.
Il piano, battezzato “From deep roots to new frontiers, a leading competitive force in banking”, delinea la nascita di un nuovo gruppo bancario integrato destinato a diventare il terzo operatore italiano per dimensioni, con una base di oltre 7 milioni di clienti tra famiglie, imprese e clientela corporate.
Gli obiettivi finanziari del piano al 2030
Il progetto strategico punta su una forte crescita della redditività e su una generosa politica di remunerazione per gli azionisti.
Tra i principali target finanziari:
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utile netto adjusted di 3,3 miliardi nel 2028
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utile netto adjusted di 3,7 miliardi nel 2030
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distribuzione complessiva agli azionisti di circa 16 miliardi lungo l’intero arco di piano
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payout del 100% degli utili
Sul fronte patrimoniale il gruppo punta a mantenere un CET1 ratio intorno al 16%, livello considerato molto solido nel panorama europeo, con circa 3 miliardi di capitale in eccesso che potranno essere utilizzati per crescita strategica o ulteriore remunerazione degli azionisti.
Anche i ricavi sono attesi in crescita: il margine di intermediazione dovrebbe salire da circa 7,6 miliardi nel 2025 a 9,5 miliardi nel 2030, con un tasso di crescita medio annuo del 4,6%. Parallelamente è previsto un miglioramento dell’efficienza operativa, con il cost/income ratio in discesa dal 46% al 38%.
Le sinergie con Mediobanca e la nuova struttura del gruppo
L’integrazione con Mediobanca rappresenta il cuore del piano industriale. Il gruppo stima sinergie complessive pari a circa 700 milioni di euro a regime, grazie alla complementarità dei due modelli di business.
La fusione dovrebbe completarsi entro la fine del 2026, mentre la definizione del concambio azionario è prevista entro il 10 marzo.
Una volta completata l’operazione, il nuovo gruppo sarà organizzato in cinque divisioni principali:
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Retail & Commercial Banking, motore della relazione con famiglie e imprese (29% dei ricavi)
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Consumer Finance, con Compass come piattaforma di crescita internazionale (19%)
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Asset Gathering & Wealth Management, focalizzata sui ricavi commissionali (21%)
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Private Banking, dedicato alla clientela ad alto patrimonio (9%)
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Corporate & Investment Banking, con forte vocazione advisory e internazionale (14%)
Questa struttura punta a creare un mix di ricavi più diversificato e meno ciclico, aumentando la stabilità degli utili nel tempo.
Il peso strategico di Generali e l’espansione internazionale
Un ruolo importante nel nuovo gruppo sarà giocato anche dalla partecipazione detenuta in Assicurazioni Generali, pari a circa il 13% del capitale.
Questa quota contribuisce per circa l’8% dei ricavi del gruppo e dovrebbe generare circa 800 milioni di ricavi entro il 2030, diventando una componente rilevante del business di principal investing.
Parallelamente il gruppo punta a rafforzare la propria presenza internazionale, sfruttando le piattaforme già attive di Mediobanca nei principali centri finanziari europei come Parigi, Madrid, Francoforte, Londra, Zurigo e Lussemburgo, oltre allo sviluppo di nuovi hub in Medio Oriente.
Tecnologia e intelligenza artificiale al centro della trasformazione
Un altro pilastro del piano è rappresentato dalla trasformazione tecnologica.
Mps prevede investimenti IT per circa 1 miliardo di euro tra il 2026 e il 2030, destinati a:
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modernizzare le piattaforme digitali
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integrare i sistemi del nuovo gruppo
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sviluppare strumenti di intelligenza artificiale per il credito e la gestione dei clienti
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migliorare efficienza operativa e customer experience
L’obiettivo è creare un motore digitale unico capace di supportare l’intero ciclo dei servizi bancari, dalla concessione del credito ai processi decisionali.
La visione di Lovaglio: un nuovo campione bancario italiano
Presentando il piano agli analisti, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha sottolineato come la combinazione tra Mps e Mediobanca rappresenti la naturale evoluzione del percorso di trasformazione avviato negli ultimi anni.
Secondo il manager, il nuovo gruppo sarà solido, diversificato e profittevole, capace di generare rendimenti molto attrattivi per gli azionisti e di valorizzare due marchi storici della finanza italiana.
Lovaglio ha inoltre ricordato che dal 2022 Mps ha già creato circa 10 miliardi di valore per gli azionisti, dimostrando la capacità del management di eseguire il piano industriale e superare gli obiettivi prefissati.
Perché il mercato reagisce con cautela
Nonostante gli obiettivi ambiziosi e la forte remunerazione promessa agli azionisti, la reazione del mercato è stata prudente. Il calo del titolo durante la presentazione del piano riflette probabilmente:
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incertezza sull’integrazione con Mediobanca
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possibili diluizioni legate al concambio
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il tempo necessario per realizzare le sinergie
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prese di profitto dopo il forte rally del titolo negli ultimi anni
Nel medio periodo, tuttavia, il piano punta a ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano, creando un gruppo con dimensioni europee, forte diversificazione dei ricavi e una delle politiche di dividendo più generose del settore.
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