Vorrei smettere di fare la Cassandra sul Nasdaq 100, ma lui continua a impedirmelo

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
7 min

Una chiusura del Nasdaq 100 sotto il 50% di ritracciamento rafforzerebbe l’ipotesi di un flat correttivo ABC, con obiettivo iniziale in area 27.000 punti

Vorrei smettere di fare la Cassandra sul Nasdaq 100, ma lui continua a impedirmelo
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Vorrei davvero smettere di fare la Cassandra sul Nasdaq 100, ma è il mercato stesso a rendere difficile cambiare tono.

Mercoledì l’indice aveva disegnato una bella candela hammer, dopo essere sceso su un’area di supporto importante.

La lunga ombra inferiore mostrava la capacità degli acquirenti di respingere i prezzi più bassi e lasciava aperta la possibilità di un rimbalzo più deciso.

Proprio quel segnale mi aveva indotto a rinviare l’acquisto del QQQS, l’ETP che replica al ribasso con leva giornaliera tripla l’andamento del Nasdaq 100.

Il rischio era entrare short esattamente nel momento in cui il mercato stava preparando una reazione.

Oggi, però, il rimbalzo è stato completamente cancellato. Le vendite sono ripartite con maggiore intensità e il Nasdaq 100 CFD perde oltre il 2%, tornando intorno a 29.250 punti dopo avere registrato un minimo intraday appena sopra quota 29.000.

Non aver comprato QQQS ieri può apparire, con il senno di poi, un’occasione mancata.

In realtà la prudenza era giustificata: vendere dopo un hammer comparso su un supporto avrebbe significato anticipare la negazione del segnale. È la seduta odierna, non quella precedente, a fornire la conferma ribassista che allora mancava.

Il 50% di ritracciamento è sotto pressione

I prezzi sono scesi leggermente sotto il 50% di ritracciamento del rialzo sviluppato dal minimo di fine luglio al massimo di ottobre, livello collocato intorno a 29.250 punti.

Il 50% rappresenta uno spartiacque particolarmente importante. Fino a quando viene difeso, la discesa può ancora essere interpretata come una correzione profonda all’interno del movimento rialzista precedente.

Una chiusura confermata sotto questa soglia indebolirebbe invece in maniera significativa la struttura e aumenterebbe la probabilità di una correzione più estesa.

La violazione intraday non è ancora sufficiente per decretare la rottura definitiva. Sarà determinante il livello sul quale si concluderà la seduta americana. Una chiusura in prossimità dei minimi, sotto 29.200-29.250 punti, aggiungerebbe però un altro pesante chiodo nella bara del rialzo.

Violata anche la media esponenziale a 100 giorni

Il deterioramento non riguarda soltanto il ritracciamento. Durante la seduta il Nasdaq 100 è sceso anche sotto la media mobile esponenziale a 100 giorni, che transita nella stessa area.

La coincidenza tra il 50% di ritracciamento e la media a 100 giorni rende la rottura potenzialmente più significativa. Il mercato sta perdendo contemporaneamente un supporto statico e uno dinamico, dopo avere già violato la trendline ascendente tracciata dal minimo di fine luglio.

La media a 50 giorni, collocata intorno a 29.950-30.000 punti, ha inoltre cambiato funzione ed è diventata la prima resistenza importante. Un eventuale rimbalzo dovrà quindi confrontarsi inizialmente con 29.750-30.000, quindi con 30.380-30.500 punti.

Fino a quando l’indice resterà sotto queste soglie, le eventuali reazioni rischieranno di rappresentare semplici pullback all’interno di una struttura diventata ribassista.

I prossimi supporti

Una chiusura sotto area 29.250 aprirebbe spazio verso il 61,8% di ritracciamento, situato intorno a 28.740 punti.

Sotto questo livello, i riferimenti successivi sarebbero:

  • •

    28.000-28.050 punti, in corrispondenza del 78,6% di ritracciamento;

  • •

    27.100 punti, origine del rialzo partito a fine luglio;

  • •

    26.000 punti circa, possibile estensione successiva in caso di accelerazione della pressione ribassista.

Il ritorno a 27.100 rappresenterebbe il completamento naturale della correzione dell’intero movimento sviluppato dal minimo di luglio al massimo di ottobre. È inoltre un obiettivo coerente con la possibile struttura di Elliott visibile sul grafico di più ampio respiro.

Il flat correttivo ABC diventa sempre più credibile

Il movimento sviluppato dal massimo di inizio giugno assomiglia sempre di più a un flat correttivo ABC.

In questa lettura:

  • •

    la discesa dal massimo di giugno al minimo di fine luglio rappresenterebbe l’onda A;

  • •

    il successivo rialzo fino al nuovo massimo di ottobre costituirebbe l’onda B;

  • •

    la flessione partita dal massimo di ottobre sarebbe l’avvio dell’onda C ribassista.

Nei flat, l’onda B può tornare sui massimi precedenti o superarli temporaneamente, inducendo il mercato a credere che il trend rialzista sia ripartito.

L’onda C tende poi a riportare i prezzi almeno verso l’origine dell’onda B, che in questo caso si trova proprio nell’area dei 27.000-27.100 punti.

Non si tratta ancora di uno scenario definitivamente confermato.

Per renderlo più credibile serve la chiusura sotto 29.200-29.250 e, successivamente, la violazione di 28.740. Il comportamento odierno, tuttavia, aumenta sensibilmente la probabilità che l’onda C sia già iniziata.

L’AI trade mostra le prime crepe finanziarie

La debolezza del Nasdaq si inserisce in un contesto nel quale il mercato sta iniziando a interrogarsi sulla sostenibilità finanziaria degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

Il tema non riguarda la domanda di potenza di calcolo, che resta molto elevata, ma il costo necessario per soddisfarla. La costruzione di data center richiede enormi investimenti iniziali in chip, server, reti elettriche, sistemi di raffreddamento e capacità energetica.

Con rendimenti obbligazionari ai massimi da oltre vent’anni, il costo del capitale è diventato molto più pesante. Le grandi piattaforme tecnologiche possono finanziare gli investimenti attraverso la propria cassa, ma gli operatori più indebitati e dipendenti dal credito risultano molto più vulnerabili.

CoreWeave è tornata sotto pressione proprio per questa ragione. Il provider di capacità di calcolo sostenuto da Nvidia è diventato uno dei simboli della costruzione infrastrutturale dell’AI, ma anche dei rischi connessi all’elevata leva finanziaria del settore.

Gli investitori temono che tassi più alti, ritardi nei progetti o una crescita dei ricavi meno rapida del previsto possano rendere più difficile sostenere il debito.

Quando il mercato inizia a distinguere tra la solidità industriale dell’intelligenza artificiale e la sostenibilità finanziaria delle singole società che la stanno sviluppando, le aziende più esposte diventano il primo bersaglio delle vendite.

QQQS: l’idea resta valida, ma serve il punto d’ingresso

L’intenzione rimane quella di cercare un ingresso sul QQQS, ma il problema non è soltanto individuare la direzione corretta. È necessario scegliere anche un livello che permetta di controllare il rischio.

Dopo una caduta verticale come quella odierna, acquistare immediatamente lo strumento short significa esporsi alla possibilità di un nuovo rimbalzo tecnico.

Il Nasdaq si trova infatti su un supporto importante e l’aumento della volatilità può produrre reazioni improvvise anche all’interno di una tendenza ribassista.

Le possibilità operative sono essenzialmente due:

  • •

    attendere una chiusura confermata sotto 29.200-29.250, seguita da un’ulteriore accelerazione ribassista;

  • •

    aspettare un pullback verso 29.750-30.000 punti e valutare l’acquisto di QQQS soltanto in presenza di un nuovo segnale di esaurimento del rimbalzo.

La prima soluzione offre una conferma maggiore, ma comporta un ingresso più lontano dai massimi. La seconda permette potenzialmente un rapporto rendimento/rischio migliore, ma richiede pazienza e il rischio che il pullback non arrivi.

Il segnale decisivo arriverà dalla chiusura

La seduta non è ancora terminata e, come ha dimostrato l’hammer di mercoledì, il profilo di una candela può cambiare sensibilmente nelle ultime ore.

Per questo motivo è prematuro considerare definitivamente violati il 50% di ritracciamento e la media a 100 giorni. Se il Nasdaq riuscisse a recuperare rapidamente quota 29.250-29.300, il supporto avrebbe ancora una possibilità di produrre una nuova reazione.

Una chiusura sui livelli attuali o, peggio, vicino al minimo di seduta renderebbe invece il quadro molto più pesante. In quel caso il fallimento dell’hammer, la perdita della media a 100 giorni e la violazione del 50% costituirebbero tre segnali convergenti.

Vorrei smettere di fare la Cassandra sul Nasdaq 100. Per riuscirci, però, l’indice dovrebbe iniziare a difendere i supporti invece di limitarsi a promettere rimbalzi che durano una sola seduta.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.