Nasdaq 100 al bivio: continuazione rialzista o trappola da onda B?
pubblicato:Qui il mercato deve scegliere: sopra i top nuova gamba rialzista, sotto rischio onda C ribassista ancora da costruire

Il Nasdaq 100 è arrivato a un punto di snodo cruciale, uno di quei momenti in cui il mercato è costretto a scegliere una direzione e in cui l’analisi tecnica smette di essere descrittiva per diventare probabilistica.
Dal minimo di fine estate il movimento ha costruito una struttura complessivamente rialzista, ma l’andamento degli ultimi mesi non è più lineare come nella fase impulsiva iniziale.
La sequenza dei prezzi suggerisce infatti che potremmo trovarci di fronte a un grande flat correttivo ABC, oppure all’ultima pausa prima di una nuova estensione rialzista di medio periodo.
Ipotesi 1: flat correttivo ABC ancora in corso
Nella prima lettura, il ribasso violento di novembre rappresenterebbe l’onda A, una correzione rapida e profonda ma non distruttiva del trend.
Il recupero successivo, culminato ora in prossimità dei massimi di fine ottobre, sarebbe l’onda B, tipicamente insidiosa perché spesso riporta i prezzi molto vicino ai top precedenti, dando l’illusione di forza.
In questa logica, l’attuale area 26.200–26.250 diventerebbe una zona di esaurimento, dalla quale potrebbe partire l’onda C ribassista, ancora tutta da costruire.
Un’onda C, per definizione, tende a essere più ordinata ma anche più persistente, con l’obiettivo di riportare i prezzi almeno in area dei minimi di A, se non leggermente sotto.
Questo scenario implicherebbe una fase correttiva più ampia nel tempo, non necessariamente violenta, ma capace di mettere sotto pressione il sentiment e di testare seriamente la tenuta del trend.
Ipotesi 2: rottura dei massimi e ripresa del trend rialzista
La seconda lettura è altrettanto coerente, ed è quella che il mercato sta sfidando proprio ora.
Se il Nasdaq 100 riuscisse a superare in modo netto e confermato i massimi di fine ottobre in area 26.250, l’ipotesi del flat correttivo verrebbe fortemente indebolita, se non del tutto negata.
In questo caso, il movimento di novembre diventerebbe una semplice correzione intermedia all’interno di un trend rialzista più ampio, e l’attuale congestione sarebbe solo una fase di accumulazione sopra i massimi precedenti.
Da qui potrebbe partire una nuova gamba rialzista prolungata, coerente con:
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la forza strutturale del comparto tecnologico
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il traino dell’intelligenza artificiale
- •
l’assenza, per ora, di una vera restrizione monetaria
Il vero spartiacque: i massimi di ottobre
Tutto ruota attorno a quota 26.250.
Non è solo un livello tecnico, ma una linea di confine tra due narrazioni di mercato:
- •
sotto, prevale l’idea di una correzione incompleta
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sopra, prende forza lo scenario di continuazione rialzista
La cosa più importante è che entrambe le letture sono valide oggi, ed è il prezzo – non le opinioni – che dovrà decretare quale delle due prevarrà.
Conclusione
Il Nasdaq 100 è davvero al momento della verità. Non siamo davanti a un segnale di inversione già dato, né a una rottura già confermata. Siamo in una zona in cui anticipare è pericoloso e in cui la gestione del rischio conta più della previsione.
O il mercato dimostrerà forza rompendo e consolidando sopra i massimi di ottobre, aprendo la strada a una nuova fase rialzista, oppure trasformerà questo ritorno sui top in una onda B da manuale, preludio a una onda C ribassista più ampia.
In questi frangenti, l’analisi tecnica fa una sola cosa bene:
indica dove il mercato non può più permettersi di sbagliare.
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