Petrolio in calo, Trump ribadisce: ci saranno ispezioni ai siti nucleari iraniani
pubblicato:Petrolio ancora in calo. I minimi odierni del Brent a 76,15 dollari al barile ne hanno riportato i prezzi su un livello che non si vedeva dal 10 marzo scorso. Adesso il petrolio ‘europeo’ passa di mano a 76,92 dollari con uno svantaggio sul riferimento dell’1,14% Male anche il WTI che compie un movimento parallelo e con i bottom odierni a 71,89 dollari al barile è tornato anch’esso sui livelli del 10 marzo scorso e ora cede lo 0,79% trattando a 72,54 dollari.
Il mercato sembra dunque ancora cautamente ottimista sull’esito delle trattative USA-Iran che vivono dei continui stop and go dopo il termine dei negoziati di ieri in Svizzera dopo i quali il vicepresidente JD Vance aveva annunciato un accesso completo dei controllori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica dell’Onu (Aiea) ai siti nucleari iraniani, in pratica un risultato importante su uno dei nodi più difficili del negoziato.
Ma ancora una volta ogni risultato sembra scritto sulla sabbia. In queste ore l’agenzia iraniana Tasmin News riporta che secondo Esmaeil Baqaei, portavoce del ministro degli esteri, non sono previste ispezioni Aiea ai siti nucleati attaccati da Stati Uniti e Israele. Il contrario di quanto ha affermato Vance, come titola anche The Times of Israel che dà spazio anche all’intenzione dichiarata di Tel Aviv di mantenere le posizioni nel Libano meridionale, anche questo in contraddizione con il memorandum USA-Iran.
Lo speaker del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araqchi secondo la stessa fonte avrebbero incontrato il sultano Haitham bin Tariq dell’Oman per discutere del sistema per garantire la sicurezza del transito sullo Stretto di Hormuz. Potrebbe anche venir fuori la creazione di un’autorità condivisa che imporrebbe dazi e violerebbe un altro aspetto strategico del memorandum.
Non stupisce quindi la serie di post su Truth del presidente Usa Donald Trump che rivendica i risultati raggiunti. “Sono passati 19 milioni di barili di petrolio ieri da Hormuz”, rivendica.
E ancora “a dispetto delle proteste e delle affermazioni false […] che cercano di rendere la vittorio statunitense piccola e insignificante quanto possibile, l’Iran ha pienamente e completamente acconsentito alle ispezioni nucleari di alto livello […] Se non avessero approvato questo punto, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! […] Sulla base di queste e di altre concessioni ho approvato l’apertura dello Stretto di Hormuz”.
Anche i fondi e le sanzioni dovranno andare a scopi umanitari come cibo e forniture mediche, comprato soltanto dagli Stati Uniti, secondo quanto scritto da Trump meno di due ore fa.
I cali frazionali delle quotazioni del petrolio sembrano credere a questa prospettiva. Le contraddizioni e incertezze su questo percorso però non mancano.
GD - www.ftaonline.com